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Scritto Mercoledì 31 dicembre 2014 alle 07:56

Rubrica natalizia: 31 dicembre

E' l'ultimo giorno dell'anno: tempo di chiusure; ci sono somme da tirare. Conti arretrati da saldare; c'è da mettere una pietra sul passato, sotterrare l'ascia di guerra. Cancellare i rancori, accantonare i rimpianti, perdonare chi ci ha fatto del male e magari fare come il cinese "che siede sulla riva del fiume e aspetta il cadavere del suo nemico" e a proposito di cinesi.... di Paolo D'Arpini una panoramica dello zodiaco cinese.



Zodiaco Cinese - Indicazioni generali a cura del veggente Hòu (Alias Paolo D'Arpini)


Il calendario cinese considera 13 lune nuove in un anno, il capodanno combacia con l'ultimo giorno che precede la successiva  lunazione.

L'origine del calendario lunare cinese si fa risalire al 2637 a.C. quando l'imperatore Huang Ti iniziò il computo del tempo. Si dice che all'epoca egli avesse sessantun anni, il fatto lascia sospettare che tale sistema fosse già  in uso  da un periodo molto antecedente....
Infatti il ciclo dei 12 archetipi  rapportati ai 5 elementi  richiede un periodo di 60 anni per compiere un giro completo, ciò significa che al 60° compleanno si ripropongono condizioni del tutto simili a quelle presenti al momento di nascita. Una curiosità: in Cina ed in Giappone le persone  che compiono 60 anni vestono di rosso, come simbolo di
rinascita.
La collana archetipale del sistema cinese è rappresentata da dodici animali, significativi della psiche universale. Si narra, ma è una leggenda, che questi animali si presentassero in sequenza al Buddha morente  ed in riconoscimento del loro omaggio il Risvegliato dedicò
ad ognuno, in alternanza Yang e Yin,  un anno del ciclo, in una spirale evolutiva continua ed infinita. La serie inizia con il Topo, la capacità di sopravvivenza e di acquisizione; il  Bufalo, la stabile quadratezza organizzativa; la Tigre, il senso di vivere per un ideale, la Lepre, amore per la bellezza e l'armonia; il Drago, raggiungimento sempre in vista; il Serpente, assorbimento ed anche attaccamento; il Cavallo, vasta libertà espressiva; la Capra, calda sensibilità emotiva; la Scimmia, abilità sperimentativa e speculativa; il Gallo,
accuratezza nel particolare; il Cane, riflessione e protezione; il Maiale, vitalità e pontaneità comportamentale.
Per tutti   si raccomanda il detto di Chuang Tzu: ...il grasso da sé frigge sul fuoco, la cannella è tagliata perché commestibile, l'albero della vernice viene inciso perché utile. Tutti riconoscono l'utilità dell'utile ma chi riconosce l'utilità dell'inutile?
I 5 elementi cinesi, posti in circolo autogenerante, sono: la Terra, che rappresenta la devozione, il Metallo che significa giustizia, l'Acqua vale per  modestia e saggezza, il Legno simboleggia l'etica e l'empatia, il Fuoco la lucidità dell'immagine, i costumi. Questi " 5 stati di mutamento" si irradiano nelle forme, in varie sfumature espressive, sino a colorare l'intera  gamma vitale  delle "10.000 creature" nate dall'incontro  fra Cielo e Terra (Yang ed Yin).


Dal Calendario della Val Sarentino, una breve poesia natalizia


Notte di Natale di Sandra Cervone

"Ecco una stalla, Maria ..."

E Giuseppe l´aiutó ad adagiarsi sulla paglia.

Poi nacque.

E dei Cieli il Re scese fra noi.

Umile Piccino.

Lacrime fiorirono di notte.

E furono stelle.

E il vento fu inno di Gloria.

La Pace sorella alla Vita.

Senza piú rancori

il Mondo s´affratelló.

Una notte dei tempi che furono.

La notte della Speranza fatta Uomo.


Don Luigi Oggioni ci propone spesso dialoghi, racconti, poesie e storie di vita vissuta da lui o da altri confratelli.


Il dialogo che anticipa il Natale


PADRE Figliolo

FIGLIO Sì, padre, dimmi.

PADRE Figliolo, tu sei tanto buono...

FIGLIO Be', padre, ho preso da te...

PADRE Vorrei proporti un viaggio

FIGLIO Un viaggio? E dove padre mio?

PADRE Vedi quel pianetino laggiù?

FIGLIO La terra? Oh, papà, e vorresti mandarmi lì?

PADRE Sì, Figliolo. Laggiù hanno bisogno di te.

FIGLIO Uhm... ho capito, papà. Laggiù sono un po' cattivi e mi consigli di

andare a trovarli per portare un po' d'amore.

PADRE Proprio così, Figliolo. Abbiamo mandato profeti, ci sono stati tanti

santi uomini e anche tante sante donne che hanno vissuto in pieno la

parola "amore". Ma pare che tutto scivoli via così in fretta.

C'è bisogno di qualcosa di più forte.

C'è bisogno di una vera PAROLA e quella sarai tu.

Tu sarai la PAROLA in persona. Spero che ti ascoltino.

FIGLIO Padre, tu sei Dio e sai sempre tutto: passato, presente futuro.

Quindi non fai nessuna fatica a prevedere come mi accoglieranno e...

scusa, papà... ma anch'io sono Dio, come te e lo Spirito, e anch'io so

che farò una brutta fine. Sei proprio convinto?

PADRE Sì, Figliolo lo so. Ci saranno persone che ti acclameranno e altre che

non ti vorranno perché la tua parola darà fastidio.

FIGLIO Se fosse solo fastidio... uno gira la testa dall'altra parte... ma qui, il

fastidio, come lo chiami tu, arriva... arriva... alla crocifissione.

E credimi, non è che la cosa mi appassioni tanto.

PADRE Hai ragione, ma noi amiamo così tanto gli uomini che abbiamo messo

sulla terra, che siamo pronti anche all'estremo sacrificio.

FIGLIO Io, padre: io sono quello che si sacrificherà.

PADRE Sì, d'accordo, ma credimi che essendo tutt'e tre uniti, anch'io e lo

spirito soffriremo con te.

FIGLIO Io soffrirò come Dio, perché non mi vogliono e soffrirò come uomo...

perché i chiodi mi faranno male.

PADRE Ma questo, Figliolo, non sarà subito. Avrai più di trent'anni per

divertirti, stare con gli amici, andare a pescare, ai pranzi di nozze.

FIGLIO Be', sì...

PADRE E pensa poi che feste ti faranno appena nato...

FIGLIO In una grotta.

PADRE Esatto: tutto previsto. L'umiltà della tua persona sarà dimostrata già

dai primi istanti: non ti acclameranno i potenti della terra, ma semplici

pastori, persone povere, ma che capiranno subito chi sei tu. E ti

porteranno tanti doni. Poi - per dimostrare veramente la tua

grandezza - arriveranno dall'oriente tre Re Magi.

FIGLIO E suoneranno le pive, le cornamuse e poi, ogni anno, per secoli e secoli

ricorderanno la mia nascita con alberi addobbati di luci, con teatrini -

loro li chiameranno presepi - che rivivono il giorno del mio Natale. E

si scambieranno tra di loro tanti doni, come se ciascuno fosse un Gesù

Bambino... e finiranno per dimenticarsi di quello vero... cioè di me.

PADRE Succederà anche questo, Figliolo. Sì, succederà. I regali, invece che nei

pacchi col fiocco li metteranno nelle buste... diciamo bustarelle. E

questo per rubare a chi ha invece bisogno di essere aiutato.

FIGLIO Lo so, padre, anch'io da Dio, so vedere in terra molto bene.

Affitteranno case a prezzi da usura, sfrutteranno altri uomini e donne

e anche ragazzi per farli lavorare pagandoli poco o niente. E

soprattutto ci saranno persone - quelle che chiamano "per bene" - che

venderanno armi per arricchirsi, e più gente muore, più diventano

ricchi. Ma davvero papà devo andare giù?

PADRE Sì, Figliolo è proprio per tutto quello che vedi, che devi andare.

Solo portando l'amore possiamo sperare di cambiare il mondo.

Vedrai, ci saranno tanti che, conquistati dalla tua parola, ti seguiranno

e cammineranno al tuo fianco e le fila si ingrosseranno e sarete in tanti,

in tanti a parlare e a portare l'amore. È una battaglia dura, difficile, ma

che si può sperare di vincere se chi sente maturare dentro di sé

l'amore, lo vorrà porterà anche agli altri

FIGLIO Ho capito, padre mio: qualcuno deve pur cominciare.

Sono pronto. Vado.


Concludiamo con una poesia di Angiolo Silvio Novaro


I MESI DELL'ANNO 

Gennaio mette ai monti la parrucca,

Febbraio grandi e piccoli imbacucca;

Marzo libera il sol di prigionia,

April di bei color gli orna la via;

Maggio vive tra musiche d'uccelli,

Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;

Luglio falcia le messi al solleone,

Agosto, avaro, ansando le ripone;

Settembre i dolci grappoli arrubina,

Ottobre di vendemmia empie le tina;

Novembre ammucchia aride foglie in terra,

Dicembre ammazza l'anno, e lo sotterra.


E ora un brindisi, perché tra poco

saremo catapultati nel 2015!!

BUON ANNO!
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Rubrica natalizia a cura di Franca Oberti
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