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Scritto Venerdì 02 gennaio 2015 alle 10:19

Rubrica natalizia: 2 gennaio

Con questa foto di Sergio Viganò, che lo scorso anno aveva rallegrato la copertina dell'Agenda Calendario dell'Avvento, vorrei ricordare l'amico scomparso nel mese di ottobre scorso.

Solo da pochi anni avevo conosciuto Sergio, grazie al gruppo Effeotto (www.effeotto.com) di Cernusco Lombardone, un gruppo di fotografi amatoriali che in pochi anni si è fatto conoscere con mostre di fotografia, partecipazione al concorso foto/pittorico di Arlate, concorso letterario dedicato a Mario Ferrario, giornalista cernuschese, insomma un gruppo vivace e attivo, sempre disponibile per creare eventi, col quale ho attivato un piccolo sodalizio e con loro partecipo, talvolta, agli eventi organizzati. Sergio aveva il pregio di fotografare i particolari e da questi creava grandi opere, anche su materiali diversi. Gli dicevo che mi ricordava Camillo Sbarbaro, poeta ligure del '900, chiamato il "poeta dei licheni", perché oltre a scrivere stupende poesie, aveva il pregio di vedere i particolari che altri non notavano. La poesia di Camillo Sbarbaro è dedicata a Sergio che ora "dorme" nel sonno del giusto.

Sonno, dolce fratello della Morte

Sonno, dolce fratello della Morte,
che dalla Vita per un po' ci affranchi
ma ci rilasci tosto in sua balia
come gatto che gioca col gomitolo;
di te, finché la mia vita
giustifichi
la vita della mia sorella e un segno
che son vissuto anch'io finché non lasci,
io mi contenterò e del tuo inganno.

Vieni, consolatore degli afflitti.
Abolisci per me lo spazio e il tempo
e nel nulla dissolvi questo io.
Nessun bambino mai così fidente
s'abbandonò sul seno della madre
com'io nelle tue mani m'abbandono.

Quando si dorme non si sa più nulla.
 

E' prevista a breve una mostra postuma di Sergio Viganò a cura del Gruppo Effeotto.
 

Un'altra poesia di augurio, di K.Jackson
 

Felice Anno Nuovo

Nella notte di magia

l'anno vecchio scappa via,

non sei neanche addormentato

che uno nuovo è già arrivato:

bello, ricco di giornate,

sia d'inverno che d'estate.

Anno allegro e fortunato

sia quest'anno appena nato!
 

L'amico Paolo ogni tanto mi passa qualche suo scritto. I suoi "pensierini" li leggo, li medito e poi li accantono. Questa volta vorrei far partecipi anche voi, con questa favola che si potrebbe raccontare ai bambini nelle sere delle feste.
 

Una favola per Natale

L'altro giorno ho incontrato l'acqua. Se ne stava accoccolata in una pozza sotto l'ombra di un albero senza foglie. Aveva l'aria triste e così le ho detto: Acqua perché sei triste?

Ovvio non ho la forma. Vorrei vedere te al mio posto!!  Siccome non ci capivo niente, mi spiegò: "Ad esempio, adesso mi tocca star qui a terra a fare le pozzanghere, piatta come una sogliola.  Ma non voglio essere piatta, vorrei essere tonda!!"

"Non ci avevo mai pensato. Giuro. Non ci avevo mai pensato che l'acqua poteva essere triste perché non era tonda!!"

Decisi che mi sarebbe piaciuto rendere felice l'acqua e siccome mi pareva anche una impresa facile, pensai di aiutarla. Tornai il giorno dopo a trovarla portandole in dono una enorme boccia di vetro con un bel foro in alto. Presi una paletta e cominciai a trasferire l'acqua dalla pozzanghera alla boccia, così alla fine l'acqua era tutta dentro la boccia di vetro, ed era ovviamente diventata tonda.

"CONTENTA?"

"Sì, grazie."

Il giorno dopo tornai a trovarla e la vidi di nuovo triste.

"Che altro c'è?"

"Sono incolore", mi disse torva.

Già in effetti l'acqua è incolore. Ma questo problemino era ancor più facile da risolvere. Andai a casa e presi la pancia della cannuccia di inchiostro e la portai con me e poi versai il contenuto nella boccia di vetro, l'acqua si colorò immediatamente di azzurro e mi sembrò veramente felice. Ma il giorno dopo, ritornando, la trovai nuovamente imbronciata. 

"Che altro ti è successo?", dissi.

"Niente, è solo che mi sento cosi sola!"

La solitudine dell'acqua, accidenti! chi ci pensa mai?

Questa volta  rimasi 3 giorni a riflettere perché la faccenda non era così facile da  risolvere.

Come trovare una amica all'acqua, ovvero qualcuno che le stesse vicino? Come si fa a stare vicino all'acqua?A  un'acqua per giunta che se ne sta chiusa in una boccia?

Alla fine mi venne un'idea. Andai al Luna Park e giocai fino a quando non vinsi un pesciolino rosso. Felice andai dalla mia amica acqua e gli versai dentro il pesciolino rosso che subito incominciò a guizzare intorno. Ora Acqua non era più sola. Ripassai di li dopo una settimana e vidi che la mia acqua era accasciata in fondo alla boccia, più triste che mai. "Il tuo pesce mi fa venire il capogiro, mi mulinella di continuo attorno e sbatte sul vetro come un ossesso: sono troppo piccola, io non voglio essere così, voglio essere immensa." Tornai a casa veramente irritato con la mia amica acqua: non era mai contenta.

Allora la caricai sulla macchina, lei e il suo pesce rosso e partii per il mare. Lei  brontolava ma io non le feci caso Presi un barca, andai al largo, versai il contenuto della boccia nel mare. Una cosa assurda a ben pensare. Sentii che urlava qualcosa, ma poi non si sentì più nulla. I suoi lamenti si persero nell'immenso rumore del mare che zittisce e accontenta in eterno tutte le voci scontente del mondo.
 

Anche se sembra che c'entri poco col Natale, sono sicura che i bambini saranno rapiti da questo racconto insolito.
 

Concludo con questo dipinto a olio di Carla Colombo che, dice, è stato dipinto per un'emozione. Ci piacerebbe saperne di più...

Buona giornata a tutti...

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