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Scritto Sabato 03 gennaio 2015 alle 09:51

Rubrica natalizia: 3 gennaio

Dal giornale online "Uqbar Love" di Paolo Mario Buttiglieri trovo questa favola/racconto che ho apprezzato molto, in questi primi giorni di gennaio, in attesa della Befana e dei Re Magi, raccontiamo qualche storia ai nostri bambini, anche per sensibilizzarli sull'importanza dei rapporti generazionali.
 

IL VECCHIO NONNO E IL NIPOTINO (a cura di Shaktidevi)

C'era una volta un uomo molto anziano che camminava a fatica; le ginocchia gli tremavano, ci vedeva poco e non aveva più neanche un dente. Quando sedeva a tavola, reggeva a malapena il cucchiaio e versava sempre il brodo sulla tovaglia; spesso gliene colava anche dall'angolo della bocca. Il figlio e la nuora provavano disgusto, perciò costringevano il vecchio a sedersi nell'angolo dietro la stufa e gli davano da mangiare in una brutta ciotola di terracotta. Il poveretto guardava sconsolato il loro tavolo, con gli occhi lucidi. Un giorno le sue mani, sempre tremanti, non riuscirono a reggere la ciotola, che cadde a terra e andò in pezzi. La donna lo rimproverò, ma il vecchio non disse nulla e sospirò. Allora per pochi soldi gli comprarono una ciotola di legno. Mentre sedevano in cucina, si accorsero che il figlioletto di quattro anni armeggiava per terra con dei pezzetti di terracotta. «Che cosa stai combinando?» gli domandò il padre.

«Ecco... - rispose il bambino - sto accomodando la ciotola per farci mangiare te e la mamma quando sarete vecchi».

I genitori allora si guardarono e scoppiarono in lacrime. Fecero subito sedere il vecchio nonno al loro tavolo e da quel giorno lo lasciarono mangiare sempre assieme a loro. E quando versava il brodo non dicevano più nulla. (da una fiaba dei fratelli Grimm)
 

Per onorare questo inizio d'anno, ecco una poesia
 

I DONI DELL'ANNO (di L.Fiorentini)

Eccomi, fanciullo mio: io sono l'anno.

Ti porto tanti doni.

Ti porto ore di studio, ore di gioco, ore di riposo,

liete ore che passerai tra i tuoi, in casa,

ore serene di scuola, con la tua maestra,

ore felici in campagna, sui prati!

Infine ti verrò a domandare:

"Che ne hai fatto figliuolo di tutto quel tempo?

Sei diventato più bravo, più forte, più buono?"

Non buttarlo via il tempo che ti dono: fanne buon uso.
 

Quest'anno la mia amica Diana di Genova, mi snocciola tante barzellette natalizie, alcune mi sembrano carine, altre un po' meno, ma forse quelle che non piacciono a me piacciono agli altri, perciò le propongo.
 

E' la vigilia di Natale e Babbo Natale entra nella stalla per vedere come stanno le renne.
Quando apre la porta vede tutte le renne con le zampe per aria. 
Babbo Natale, preoccupatissimo, chiama il veterinario: 
- "Pronto, pronto! Veterinario!" 
E il veterinario: 
- "Mi dica!" 
- "Sono Babbo Natale e ho un grave problema, entrando nella stalla mi sono accorto che le mie renne hanno tutte le zampe per aria! Mi aiuti la prego, è la vigilia di Natale!" 
- "Non si preoccupi, arrivo subito!" 
Poco dopo il veterinario arriva nella stalla delle renne di Babbo Natale, tira fuori dalla tasca delle compresse e ne da una a ciascuna renna. 
Dopo pochissimi secondi le renne tornano in piedi, energiche e pronte a partire. 
Babbo Natale, sbalordito, chiede al veterinario: 
- "M-Ma... Come ha fatto?!" 
- "Semplice, ho dato loro del VoltaRen!".
 

Quando arriveranno i giorni della merla, questa rubrica sarà chiusa da un pezzo. Infatti, come ben sapete, il 6 gennaio sarà l'ultimo giorno che coinciderà anche con la conclusione delle festività natalizie. Eccovi dunque la storia della merla narrata da Luigi Rossetto.
 

I giorni della merla

La leggenda dei tre giorni della merla si perde nell'onda del tempo. Sappiamo solo che erano gli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31, e in quei dì capitò a Milano un inverno molto rigido. La neve aveva steso un candido tappeto su tutte le strade e i tetti della città.

I protagonisti di questa storia sono un merlo, una merla e i loro tre figlioletti. Erano venuti in città sul finire dell'estate e avevano sistemato il loro rifugio su un alto albero nel cortile di un palazzo situato in Porta Nuova. Poi, per l'inverno, avevano trovato casa sotto una gronda al riparo dalla neve che in quell'anno era particolarmente abbondante. Il gelo rendeva difficile trovare le provvigioni per sfamarsi; il merlo volava da mattina a sera in cerca di becchime per la sua famiglia e perlustrava invano tutti i giardini, i cortili e i balconi dei dintorni. La neve copriva ogni briciola.

Un giorno il merlo decise di volare ai confini di quella nevicata, per trovare un rifugio più mite per la sua famiglia. Intanto continuava a nevicare. La merla, per proteggere i merlottini intirizziti dal freddo, spostò il nido su un tetto vicino, dove fumava un comignolo da cui proveniva un po' di tepore. Tre giorni durò il freddo. E tre giorni stette via il merlo. Quando tornò indietro, quasi non riconosceva più la consorte e i figlioletti: erano diventati tutti neri per il fumo che emanava il camino. Nel primo dì di febbraio comparve finalmente un pallido sole e uscirono tutti dal nido invernale; anche il capofamiglia si era scurito a contatto con la fuliggine. Da allora i merli nacquero tutti neri; i merli bianchi diventarono un'eccezione di favola. Gli ultimi tre giorni di gennaio, di solito i più freddi, furono detti i «trii dì de la merla» per ricordare l'avventura di questa famigliola di merli.
 

Don Luigi Oggioni, sacerdote che molti conoscono in Brianza, invia ad un gruppo di fan i suoi racconti settimanali. Per Natale ha inviato abbondanti messaggi, tra questi alcuni aforismi che riporto per voi.
 

AFORISMI NATALIZI di Don Luigi Oggioni

-         Non c' è niente di più triste nel mondo che svegliarsi il giorno di Natale e non essere un bambino.   (E. Bombeck)

-         Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità. Insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente. Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l' anno. (C. Dickens).

-         Il primo pensiero di Dio fu un angelo. La prima parola di Dio fu un uomo. (K.Gibran ).

-         Il Natale non è una data. È uno stato d'animo (M. E. Chase).

-         Non è strano che a Natale qualcosa ti faccia rattristare tanto? Non so esattamente cosa,  ma è qualcosa a cui non dai molta importanza non avendolo provato in altri momenti. Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L' unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi. (C.Dickens)

-         Rallegratevi con i lieti e piangete con chi piange. ( S. Paolo ) .

-         L' amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. È curativo. È creativo.(Gale)

-         Il Natale è il momento in cui tutti vogliono il loro passato dimenticato ed il loro presente ricordato. (P.Diller).

-         Cari amici anziani, ogni momento dell' esistenza è un dono di Dio. ( K. Wojtyla ).

-         Come arrivano lontani i raggi di quella piccola candela: così splende una buona azione in un mondo malvagio. ( W. Shakespeare ).


Una via di una città qualsiasi illuminata per il Natale. A mio avviso si potrebbe risparmiare un po'. Ritengo uno spreco tutte queste luci, ma alla gente piace e ci auguriamo tutti che questi "lussi" si possano mantenere ancora a lungo. Nel sud del mondo, il Natale arriva d'estate, le giornate sono lunghe e nelle città non si usa illuminare.

E anche oggi un caro saluto a tutti!

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