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Scritto Lunedì 12 gennaio 2015 alle 18:39

Merate: il via libera alla Risonanza è frutto di un lungo lavoro, ora la giunta cittadina rilanci il progetto della Città della salute

Andrea Robbiani
Cortese direttore,
nel porgere a lei e alla sua redazione i miei migliori auguri per un 2015 che veda la sua testata sempre in prima linea nel fornire una giusta e tempestiva informazione, colgo l'occasione per ritornare su un argomento che ha polarizzato l'attenzione di molti nelle ultime settimane del 2014, ovvero l'arrivo presso il nostro ospedale, dell'apparecchiatura per le risonanze magnetiche, grazie ad un provvidenziale incontro "politico" avvenuto tra alcuni nostri amministratori legati all'NCD e l'assessore regionale Mantovani unitamente al consigliere regionale Mauro Piazza.
Premetto che intervengo solo ora, perché volevo evitare di passare per la classica voce fuori dal coro dei sacri peana che in quei giorni di festa si sono elevati al cielo, inneggianti al miracolo di Natale targato NCD.
Effettivamente ad un lettore poco avvezzo ai rigidi meccanismi amministrativi pubblici, può apparire verosimile che dopo un incontro di qualche ora la direzione generale della sanità lombarda, autorizzi la nostra azienda ospedaliera provinciale ad acquistare la risonanza magnetica.
In realtà senza un preciso piano economico-finanziario, almeno qui in Lombardia, nessuno si può permettere di acquistare neanche la carta da parati. A maggior ragione per un service diagnostico del valore di svariati milioni di euro.
Per questo motivo serve tempo e persone che ci mettano la testa e vorrei solo confermare che su questo progetto in Regione si è lavorato dal settembre 2013 sino a fine gennaio 2014, con la direzione generale sanità che confermava ufficialmente il via libera all'azienda ospedaliera lecchese all'acquisizione del "service" del servizio di risonanza magnetica, nei primi giorni del febbraio 2014, come anche si può agevolmente evincere dall'articolo che pubblicaste proprio in quel periodo (clicca qui).

A quella autorizzazione, firmata dal direttore generale della sanità della Regione Lombardia, si è arrivati grazie sia al fattivo interessamento dell'assessore Mantovani che ebbi modo di incontrare più volte nel 2013 (purtroppo non ho foto degli incontri, mi creda sulla parola), ma anche e soprattutto grazie al decisivo lavoro svolto dall'assessore regionale al bilancio Massimo Garavaglia, che validò il piano finanziario che gli venne sottoposto dalla direzione dell'azienda ospedaliera lecchese. Massimo Garavaglia ha il pregio di essere uno che parla poco, non si perde in sontuose foto celebrative, lavora sodo e trova sempre il modo di conciliare le infinite esigenze del territorio con le purtroppo limitate risorse finanziarie regionali.

Il fatto che la direzione dell'azienda ospedaliera, nella persona della dottoressa Panizzoli, abbia atteso (evidentemente avrà avuto i suoi legittimi motivi), fino a fine 2014 per procedere alla fase dell'appalto, trovo poco decoroso che questo atto venga fatto passare come risultato concreto di un incontro politico, di cui comunque non intendo mettere in dubbio l'importanza.

In un paese dove i due sport nei quali primeggiamo a livello mondiale sono lo "scaricabarile" quando le cose vanno male e il "salto sul carro del vincitore" quando le cose hanno la fortuna di andare bene (come appunto nel caso della risonanza magnetica), era giusto chiarire, senza alcun intento polemico, come si sono svolti i fatti e, come si dice in questi casi, dare a Cesare quello che è di Cesare. Nessun miracolo di Natale quindi, ma tanto lavoro fatto per tempo, in silenzio e senza clamore, come nella migliore tradizione lombarda.

Rimane invece pesantemente aperto il tema del completamento dell'organico e la ristrutturazione del Pronto Soccorso. Temo che quanto garantito da Mantovani e da Piazza, troverà difficile attuazione, visto che per il 2015 il governo Renzi, sostenuto anche dall'NCD, ha posto in essere tagli lineari alla nostra regione per circa 930 milioni di euro che in gran parte incideranno proprio sulla sanità.

C'è solo da sperare che la riforma della sanità regionale, che verrà approvata nei prossimi mesi, metta ordine anche ai servizi territoriali di urgenza, potenziando le cosiddette "osservazioni brevi". L'obiettivo di questo modello di gestione dei pazienti è quello di ridurre i ricoveri impropri oltre a evitare una eccessiva permanenza presso il pronto soccorso, che tornerebbe ad essere luogo preposto alla gestione delle emergenze.

Da sottolineare che proprio uno dei servizi previsti nel progetto della nostra Cittadella della Salute, va in questa direzione, quasi ad anticipare ciò che potrebbe essere messo in pratica a partire dal 2016. Purtroppo, l'accordo di programma, sottoscritto nel 2013 da Comune di Merate, ASL e Azienda Ospedaliera lecchese, che aveva lo scopo di promuovere la realizzazione di un studio di fattibilità operativa per la Cittadella della Salute, è stato accantonato dall'attuale amministrazione che evidentemente ha definito delle priorità amministrative diverse.

C'è da augurarsi che l'assessore meratese Tomalino, persona seria e sensibile, possa convincere i suoi colleghi di giunta a ritornare sui loro passi e a rivedere le loro priorità. Credo che vi sia ancora lo spazio per ridare slancio a questo percorso, senza il quale sarebbe impossibile riuscire a trovare le risorse finanziarie pubbliche e soprattutto private, per procedere alla fase realizzativa.

Cordialità,

Andrea Robbiani
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