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Scritto Martedì 13 gennaio 2015 alle 18:32

Dolzago: volantino elettorale contro il candidato Panzeri. Il sindaco e la sua lista indagati dalla Digos per diffamazione

Pier Giorgio Panzeri
Ha presentato denuncia per diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei dieci membri della lista ''Impegno comune per Dolzago'', quella che si è aggiudicata la vittoria alle ultime elezioni comunali.
Pier Giorgio Panzeri, già sindaco di Dolzago e attuale consigliere di minoranza si è rivolto nei mesi scorsi agli uffici della Digos della Questura di Lecco, segnalando di essere stato a suo dire vittima di una ''azione diffamatoria volta a screditare la propria reputazione ed il proprio onore aggravata dal mezzo stampa''.
I fatti risalgono alla campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione dolzaghese, alla quale Panzeri aveva preso parte con la propria lista ''Uniti per Dolzago''. Ebbene, secondo la denuncia presentata in Questura dall'ex sindaco, a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale stessa e precisamente nella tarda serata del 23 maggio (a poche ore dalla mezzanotte e cioè dall'inizio della giorno del cosiddetto "silenzio elettorale"), i rivali della formazione ''Impegno comune per Dolzago'' guidata dall'attuale primo cittadino Paolo Lanfranchi, avrebbero diffuso un volantino che, con toni taglienti, avrebbe stigmatizzato aspetti e scelte relative alla precedente azione amministrativa dei due candidati sindaci avversari, impedendo (per questioni temporali) il contraddittorio degli stessi.
Nello specifico, secondo quanto riportato alla Digos dallo stesso querelante, sarebbero due le affermazioni incriminate, relative a Panzeri: ''la prima sostiene che, essendo il denunciante residente a Monza, avrebbe percepito, come rimborso per le spese di viaggio, la somma di euro 9.854,34 di cui 1.408,44 euro negli ultimi cinque anni'' attribuendo così all'avversario ''un uso illecito delle risorse pubbliche''.
Una attribuzione di responsabilità sostenuta nel testo da frasi quali "alla faccia del risparmio", "la bella somma di..." che a dire del denunciante avrebbero rafforzato nel lettore un giudizio negativo nei confronti della sua persona.
La seconda affermazione ritenuta da Panzeri diffamatoria è relativa al tema urbanistico. Il volantino, secondo quanto riferisce la Digos riportava che l'ex sindaco avrebbe mentito in ordine ai nuovi insediamenti residenziali di Dolzago in quanto "....quelli realizzati sino ad oggi li aveva decisi lui durante il suo mandato".
Una vicenda che era già stata pubblicamente sviscerata nel corso di una seduta di consiglio comunale convocata a luglio, durante la quale Panzeri aveva chiesto a Lanfranchi e agli esponenti della maggioranza di dare conto delle affermazioni ritenute lesive del proprio onore. Non ottenendo le risposte che attendeva e considerando diffamatorio quel volantino, nel mese di agosto l'ex primo cittadino dolzaghese si è quindi rivolto agli agenti della Questura lecchese che hanno dato il via alle indagini.
La Digos ha acquisito a più riprese tutta la documentazione necessaria presso gli uffici del comune di Dolzago, raccogliendo le testimonianze di persone che hanno dichiarato di aver visto i volantini denunciati da Panzeri, distribuiti dai membri della lista avversaria nelle cassette postali dei residenti di Dolzago la sera della chiusura della campagna elettorale.
Secondo quanto riferisce la Questura, all'esito delle indagini sarebbe emerso non solo che Pier Giorgio Panzeri quale consigliere di minoranza aveva percepito come rimborso la somma di euro 128,64 anziché 1.408,44 euro come dichiarato nel volantino, ''ma che di questo dato il neo eletto Sindaco ne era a conoscenza già dal 13 maggio 2014, giorno in cui il personale del Comune di Dolzago ne aveva reso edotto il Sig. P.L. (Paolo Lanfranchi ndr) rispondendo formalmente ad una richiesta in tal senso''.
Il sindaco Paolo Lanfranchi
Anche per quanto riguarda i nuovi insediamenti residenziali, secondo le indagini della Polizia, Panzeri ''non solo non ha mai assunto, durante il proprio mandato da Sindaco di Dolzago, la responsabilità e la direzione dell' Ufficio Tecnico a capo del quale era stata nominata la dott.ssa M.G., ma che gli ultimi piani regolatori e di governo erano stati approvati dalla giunta Crippa, prima del 2004, e dalla giunta Isella, dopo il 2009'', e in quest'ultima amministrazione era vicesindaco proprio Paolo Lanfranchi che, a detta della Digos ''ne era chiaramente a conoscenza, nonché gli attuali assessori''.
Tutti i candidati della lista a sostegno dell'attuale sindaco Paolo Lanfranchi sono stati convocati nei giorni scorsi in Questura, al fine di definire le responsabilità sia del committente del volantino, sia di eventuali altre persone, posto che il documento oggetto di denuncia riporta come simbolo quello della lista.
I dieci membri della formazione politica dolzaghese hanno confermato di aver partecipato alla campagna elettorale, di riconoscere il volantino oggetto di indagini, di aver preso parte alla stesura dello stesso, di averne condiviso i contenuti e di averlo distribuito ai concittadini.
Pertanto sia l'attuale primo cittadino Lanfranchi che i dieci componenti della lista, otto dei quali siedono su banchi della maggioranza, sono stati indagati per diffamazione a mezzo stampa (reato per cui - in caso di eventuale accertamento della responsabilità - è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni o una multa non inferiore a 526 euro).


Interpellato per una replica il sindaco Lanfranchi ha preferito per il momento non commentare la vicenda.
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