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Scritto Martedì 20 gennaio 2015 alle 17:23

Idrolario: i sindaci preoccupati per i debiti. Dormivano quando Merate dava l’allarme?

Idrolario, la società partecipata dai comuni della provincia, proprietaria degli impianti e delle reti per la distribuzione idrica nelle case di tutti i lecchesi, ha un debito di 22,4 milioni di euro, solo in parte compensato dagli 11 milioni di crediti vantati.
Una situazione nota ormai da tempo, causata da scelte politiche quanto meno errate se non studiate a tavolino, che hanno finito per affondare la società, creando l'alibi, cui i sindaci per lo più credono, per escluderla dalla gestione del Servizio Idrico Integrato, nonostante avesse gran parte dei requisiti normativi.


Già l'allora sindaco di Merate Andrea Robbiani aveva a lungo denunciato il bilancio della società in rosso per milioni di euro, chiedendo di intervenire al più presto per il risanamento dei conti ma rimanendo sempre inascoltato.
Eppure oggi, a distanza di anni, quando ormai la partita per la gestione dell'acqua pubblica si avvia verso Lario Reti Holding, anche gli altri primi cittadini della nostra Provincia hanno deciso che è giunto il momento di ripianare i debiti milionari.

Vittorio Proserpio e Lellio Cavallier

E dopo aver ignorato a lungo la situazione, scoprono anzi che bisogna intervenire con una certa urgenza: "Idrolario è in uno stato di insolvenza: non siamo in grado di far fronte alle nostre posizioni debitorie. E in questa situazione non vedo come poter redigere il bilancio 2014" ha spiegato l'amministratore unico Lelio Cavallier "Questa è dunque la nostra urgenza, cui si aggiunge anche l'urgenza di chi questi soldi li vuole ricevere". A partire proprio dalle amministrazioni locali partecipanti della società: "Sono giunte lettere per la riscossione dei crediti da parte di quasi tutti i comuni, cui devo una montagna di soldi" ha sottolineato ancora Cavallier .
I 22milioni di debiti sono cosi divisi: 1,4 verso altri fornitori, 6,7 verso i comuni mentre la fetta più grande pari a 14,3 milioni di euro è dovuta a Idroservice per i servizi ricevuti. E proprio il pagamento alla società di Lrh è stato al centro delle discussioni.

Crediti e debiti di Idrolario

Il piano di rientro prevede infatti che i 14 milioni siano cosi restituiti: 7milioni con la cessione dei crediti che Idrolario può vantare (in gran parte fatture e bollette non ancora riscosse); 1,5 con il trasferimento diretto di liquidità; altri 1,5milioni con la compensazione per l'utilizzo degli impianti di proprietà di Idrolario e i restanti  4,2 con rate spalmate in 4 anni tra il 2016 e il 2019.
Evidente dunque che Idrolario per far fronte ai pagamenti dovrà riuscire ad accendere mutui per alcuni milioni di euro. Un'ipotesi che è sempre stata scartata in passato, con l'intento - a voler pensar male - di spingere per l'affidamento a Idroservice, nonostante i diversi aspetti di illegittimità denunciati da alcuni amministratori (Merate, Ello, Oggiono e Cernusco) e dal Comitato Acqua Pubblica.

Ricavi - EBITDA - Utile netto di Lario Reti Holding (in migliaia di euro)

Idrolario, si diceva, essendo di fatto insolvente non potrà mai trovare banche disposte ad accendere un mutuo. Ma ieri sera i Sindaci e Cavallier sembra si siano dimenticati di questa obiezione che in passato avevano invece più volte sottolineato.
Diverse inoltre le criticità sollevate, durante le assemblee dei soci di Idrolario e Lario Reti che si sono svolte ieri sera.
Tra i più critici, tanto con Vittorio Proseprio di LRH che con Lelio Cavallier, è stato in particolare il primo cittadino di Oggiono Roberto Ferrari.

"Siamo tutti d'accordo nel dire bisogna risolvere la situazione debitoria tra 2 società di cui siamo soci. Ma voglio sottolineare come a chiederci il mandato per il risanamento sia lo stesso amministratore unico [Cavallier ] che ci chiedeva di approvare quella che era di fatto una cessione dell'oggetto sociale stesso di Idrolario, sconfessato e smentito poi dallo stesso parere giuridico richiesto" è stato l'intervento del Sindaco, ha sottolineato poi alcune criticità del piano di rientro, legate proprio al canone relativo agli impianti.


 "Nella fase dal 2016 al 2019 il piano dovrebbe essere finanziato da parte di Idrolario con la concessione delle reti, ma la famosa bocciatura della Legge Regionale ha indicato che non deve esservi separazione fra erogatore e reti: a mio avviso questa è una criticità del piano di rientro" è stata l'obiezione mossa ai rappresentanti di Lario Reti Holding dal borgomastro oggionese "Mi chiedo poi: se entro il 2015 dovremmo provvedere all'affidamento di lungo termine del servizio idrico e se Idrolario deve cedere questi asset perché non è in grado di svolgere il servizio, come potrà incamerare il canone di concessione e  rientrare di conseguenza del debito negli anni?"
L'ingegner Castelli di Idroservice ha tagliato corto: "Sono problemi di Idrolario", passando poi la palla a Vittorio Proserpio, secondo cui  "Se non cambiano le cose Idrolario resta società patrimoniale e sarà titolata a ricevere compenso per usufrutto impianti da parte del gestore secondo le regole stabiliti dall'AEEG (Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico".
L'assemblea dei sindaci di Lario Reti si è cosi detta favorevole (contrari solo Cernusco e Oggiono, astenuto Mariano Comense) all'approvazione del piano di pagamento dei debiti di Idrolario nei confronti di Idroservice: "Questo è un piano di rientro credibile e sostenibile, su cui si può e si deve iniziare a lavorare. E' importante che non si perda più altro tempo, perché le sofferenze diventerebbero solo più acute" ha sintetizzato il sindaco di Garlate Giuseppe Conti.

E' andata diversamente invece nell'assemblea di Idrolario, dove il sindaco di Merate Andrea Massironi (il cui Comune ha ben più peso che in LRH) è riuscito a strappare ai colleghi una posticipazione dell'approvazione del piano di risanamento a dopo il 10 febbraio, data entro la quale dovranno pervenire all'Ufficio d'Ambito le proposte per l'affidamento definitivo del Servizio Idrico Integrato per i prossimi 20 anni.
In questo modo, secondo i soliti beninformati, si è voluto evitare che il via libera al pagamento dei debiti  possa essere una "scusa" per bruciare eventuali nuove possibili strade per il Sii (a partire magari proprio da un'eventuale  proposta di fusione tra Idrolario e Idroservice?).
Da segnalare poi la discussione tra sindaci e amministratori di Lario Reti in merito ai tanto agognati dividendi che la holding distribuisce ai comuni soci, in base alle quote di partecipazione (elevate per i comuni del lecchese, irrisorie per la Brianza).
L'anno scorso sono stati infatti 4 i milioni di euro ridistribuiti alle amministrazioni, risultando molte volte indispensabili per chiudere i già difficili bilanci comunali. Ma quest'anno saranno sicuramente minori, scendendo forse fino a 2,5 milioni. Un ipotesi che ha già destato molta preoccupazione trai sindaci lecchesi, soprattutto tra quelli con maggiori quote societarie, abituati a ricevere generosi trasferimenti dalla società.
P.V.
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