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Scritto Martedì 20 gennaio 2015 alle 21:42

Acqua: i sindaci fanno e disfano la tela ma ogni invenzione costa soldi ai cittadini. Eppure la strada maestra nel rispetto della Legge, Merate l’ha indicata da tempo

Una volta si diceva che tanti "ministeriali" trovavano giustificazione di impiego e stipendio rendendo difficile il facile attraverso l'inutile. Beh questo vecchio adagio calza a pennello, a nostro parere ovviamente, per Marco Canzi, il pifferaio di Olgiate Molgora che riesce sempre a stupire con i suoi effetti speciali imbambolando per primo la sua Sindaca, senza troppa fatica temiamo, e i colleghi assessori tra i quali spiccano Ambrogio Sala e Roberto Romagnano che invece le carte dovrebbero saperle leggere molto bene. La vicenda dell'affidamento del servizio idrico è ormai nota e arcinota: Idrolario cui nel 2010 era stato dato l'incarico è stata fatta indebitare a bella posta imponendole di pagare aggi spaventosi a Lario Reti per effettuare gli incassi delle bollette - ciò al solo scopo di sottrarre il servizio ai meratesi e casatesi che sono i maggiori "azionisti" della Srl con la scusa dell'insostenibilità finanziaria - ed è stata sostituita da Idroservice, una scatola vuota del tutto inutile ma controllata al 100% da Lario Reti, detenuta a maggioranza dai comuni lecchesi che ne traggono lauti dividendi grazie al servizio erogazione gas. Ma Idroservice non ha i requisiti per gestire il servizio idrico, lo sanno tutti anche se la maggior parte dei sindaci finge di non saperlo, compresi quelli che dovrebbero essere interessati alla legalità, innanzitutto, e poi agli interessi delle proprie popolazioni. A partire dalla signora che governa Olgiate Molgora. Sfidando tutti i pareri legali, la legge nazionale e europea, la delibera del Consiglio provinciale e, soprattutto, il buon senso, l'assemblea dei sindaci ha recentemente confermato per un altro anno il servizio a Idroservice, dato che l'affidamento illegittimo scadeva il 31 dicembre scorso. A parte i disperati tentativi dell'on.Fragomeli di far passare codicilli per consentire a Idroservice di gestire l'acqua, è evidente che avanti così non si può andare. La Corte dei Conti sta analizzando quintali di carta partendo dalla fusione di quattro società idriche che diedero vita a Lario Reti, con successivi scorpori, fusioni, poi costituzioni di nuove società, perizie e controperizie. Tutte a spese dei contribuenti che si trovano a pagare l'acqua a un prezzo ormai esorbitante. Dunque che fare? Il solitamente vivace Riccardo Mariani di Mandello, stavolta ha solo ascoltato la mirabolante proposta del collega Marco Canzi. Si badi bene che i due tuonavano fino a un paio d'anni fa contro Lario Reti sostenendo che il servizio idrico andava affidato a Idrolario. Erano sulle barricate con Andrea Robbiani, poi qualcosa deve essere successo, qualcosa diciamo, per indurre loro a cambiare radicalmente idea, facendo fare anche una figuraccia ai rispettivi consigli comunali. Dunque dicevamo arriva il Canzi e lancia la sua proposta: affidiamo il servizio idrico direttamente a Lario reti Holding. Già ma ha i requisiti? No, e lo dice lui stesso; che importa, neppure Idroservice li ha eppure svolge da tempo il servizio. Ci vorranno altri soldi per rimuovere gli ostacoli e consentire alla società comandata dall'ing.Vittorio Proserpio di gestire l'acqua? Certamente. Vorrà dire che alla prossima assemblea si ritoccherà la tariffa al metro cubo, che problema c'è? Il bello è che la proposta ha trovato tutti d'accordo tolti i soliti Oggiono, Cernusco e Ello (Merate non ha neanche partecipato alla seduta). Evidentemente nei sindaci PD scatta un riflesso incondizionato che interrompe temporaneamente qualche neurotrasmettitore a beneficio della mano destra che si alza a molla. Non si spiega diversamente il si a tutto e al suo contrario. Tipo la preoccupazione di oggi per l'indebitamento di Idrolario dopo aver approvato ieri l'altro un bilancio (2012) contro il quale avevano votato sia il Consiglio di Amministrazione sia il Collegio sindacale della medesima Srl. In realtà Lario Reti non può gestire il servizio idrico integrato perché priva di due delle tre precondizioni per farlo: la partecipazione azionaria è diretta ma: a) non c'è il controllo analogo; b) l'attività idrica non sarebbe prevalente. Dunque la Holding di Proserpio dovrebbe prima cedere il settore gas. Il percorso corretto, semmai, sarebbe quello di fondere Idrolario e Idroservice in modo da azzerare crediti/debiti reciproci, affidare alla nuova società il servizio per 20 anni in modo che possa pianificare gli investimenti, attendere che Lario reti ceda il ramo gas e allora, ma solo allora, fondere la nuova società nella Holding che potrebbe sì, a quel punto, aspirare a essere una multi utility in settori strategici quale acqua e rifiuti. Altri percorsi potrebbero imporre la messa a gara del servizio idrico integrato; che, giova ricordarlo, si deve sostenere "da solo" ciò con i ricavi dell'attività diretta non con proventi di altre attività. Che cosa succederà, di questa vicenda che ormai è finita in farsa? Il 10 febbraio ci sarà l'ennesimo incontro per valutare proposte alternative. Ma sul tavolo restano quella di Merate e l'ultima trovata di Canzi. Nel frattempo l'utilizzo di reti e impianti frutterà a Idrolario 3,7 milioni di introiti. Giusto per evitarle il fallimento. Del resto il dottor Cavallier svolge spesso funzioni di curatore fallimentare, sarebbe per lui imbarazzante, in qualità di amministratore unico della Srl, trovarsi dall'altra parte della scrivania.
Claudio Brambilla
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