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Scritto Mercoledì 28 gennaio 2015 alle 11:08

Casatenovo: a Villa Farina rivive la tradizione dei sapori grazie all'iniziativa "Il pane di ieri"

Sembra quasi di sentirne il profumo. Sullo schermo del salone di Villa Farina, la signora Carla, in una videointervista, svela i segreti della ricetta della torta paesana che le sono stati tramandati dalla mamma e, prima ancora, dalla nonna, e accompagna le sue parole con i gesti delle mani, come se stesse impastando ancora oggi il pane e il latte. E sembra quasi di sentirne il profumo, della torta paesana, ma anche del pane giallo, della polenta, della trippa e di tutti i cibi alla base dell'alimentazione tradizionale del secolo scorso. 



Al microfono, la presidente di Villa Farina Giovanna Casiraghi. 
Al suo fianco Francesco Biffi, referente di Sentieri e Cascine

"Il pane di ieri": è questo il titolo della raccolta di videointerviste proiettate venerdì pomeriggio al centro diurno di Villa Farina e preparate con la consueta cura dall'associazione Sentieri e Cascine.
"-Il pane di ieri- è il titolo di un libro di Enzo Bianchi, priore di Bose", ha spiegato Francesco Biffi, presidente di Sentieri e Cascine, alle tante persone che hanno affollato la sala. "Pensiamo al pane giallo che veniva preparato tanti anni fa. Dava il meglio del suo sapore e del suo gusto se consumato qualche giorno dopo la preparazione. Il pane preparato ieri, non si butta, ma si usa anche domani, in un'ottica non solo di povertà, ma anche di sobrietà e di semplicità. Così, la storia. Tutto ciò che è parte della storia servirà anche domani"



Un pomeriggio di videointerviste, per fare un tuffo nel passato e ripercorrere le tappe della storia tradizionale attraverso l'alimentazione: l'importanza del cibo in un periodo di povertà economica, gli alimenti più o meno pregiati, i metodi di preparazione e di cottura e la gioia del pasto in una tradizione contadina in cui la nostra cultura odierna affonda le radici e di cui condivide valori e caratteristiche. "La presentazione di oggi si inquadra nel progetto -Non si butta via niente-, nato insieme ad altri enti e all'amministrazione comunale. Qui a Casatenovo siamo cresciuti all'ombra della Vismara e molte volte abbiamo sentito ripetere che -del maiale non si butta via nulla-. E poi, non si butta via nulla anche della nostra storia: le conoscenze di una volta o sapere come abbiamo affrontato i problemi in passato, tutto questo ci può aiutare oggi, ora e domani".
Gli occhi di tutta la sala erano incollati allo schermo, dove si sono susseguite le videointerviste degli anziani di frazioni e capoluogo. Chi ha raccontato dei forni e del pane giallo, chi degli sforzi per avere un buon raccolto di granoturco, essenziale per avere a disposizione farina e crusca, nutrimento, quindi, per uomini e animali. Dall'alimentazione quotidiana, composta da pane, polenta, latte, alla gioia nel gustare pasta, risotto con brodo di carne, gallina o cappone e alimenti più ricchi e raffinati. Ma solo, esclusivamente, di domenica e durante le feste.
Argomenti e narratori diversi, che hanno tratteggiato con parole semplici e profonde una vita contadina povera ma serena, fatta di rispetto e di piccole, grandi, gioie quotidiane.



Ancora, l'importanza del pollame e dei maiali, mezzi di sostentamento essenziali. E se i pezzi pregiati del maiale erano regalati alle personalità importanti -il prete, il medico, l'ostetrica, il padrone di casa, il maresciallo-, il resto serviva per preparare la trippa o la cazzuola perché "del maiale non si butta via proprio niente".
E, infine, la torta paesana o torta nera, ancora oggi dopo secoli e secoli, il simbolo più conosciuto della Brianza. Una torta povera, di latte e pane, ma dal valore inestimabile perché "è la nostra torta. E comunque la migliore era quella della mia mamma", come hanno ricordato proprio tutti gli anziani intervistati, ma anche ogni brianzolo e ogni persona in sala. 
In tanti sono intervenuti a loro volta, offrendo ricordi e "dipingedo" il sapore dolceamaro di un'infanzia povera ma gioiosa nella semplicità e nel profondo, quasi religioso, rispetto di una sapienza tradizionale, che va acquisita e tramandata. Del resto, Francesco Biffi non ha nascosto la finalità del pomeriggio: "Vorremmo instaurare una collaborazione con voi", ha spiegato agli anziani del centro diurno di Villa Farina. "Avremmo bisogno di altre interviste, di qualcuno che sia disposto a raccontarci cos'è successo realmente", per la raccolta della memoria e della sapienza della nostra tradizione in un lavoro che non ha valore, è inestimabile. "Raccogliere la memoria storica del paese e del passato è una cosa preziosissima. Diciamo grazie a questa associazione che, con il suo lavoro, aiuta anche i giovani d'oggi, in un impegno che deve essere unito a quello della scuola e della famiglia" ha sottolineato la presidentessa dell'associazione Amici di Villa Farina, Giovanna Casiraghi. 



Per chiudere il pomeriggio, una rievocazione dell'eccidio di Valaperta, affidata alle parole di una testimone diretta, Carla Sala, che dipinge con le sue parole il colore rosso vivo delle gocce di sangue partigiano cadute sulla neve bianca e fresca. Un esempio perfetto di come le parole, i racconti degli anziani, raccolti con cura dai volontari di Sentieri e Cascine, sono mezzi espressivi potenti, capaci di fra rivivere la memoria di un passato e di una sapienza che è parte integrante della nostra storia.
Laura Vergani
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