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Scritto Mercoledì 28 gennaio 2015 alle 16:00

Poste: uffici a rischio chiusura e tagli agli orari, coinvolto anche Maresso

La chiusura degli uffici postali nelle frazioni di Lecco, Missaglia, Brivio, Calolziocorte, Galbiate e a Verderio, e una riduzione degli orari di apertura in altri comuni. Potrebbe essere questa, in Provincia di Lecco, la conseguenza del taglio di 65 uffici postali e della razionalizzazione di 120, da attuarsi in Regione Lombardia.
Il Sindacato dei Lavoratori Poste Cils Lecco torna a esprimere contrarietà e perplessità verso un provvedimento che penalizza fortemente parte del territorio lombardo, con pesanti ricadute anche occupazionali e conseguenti disagi per l’utenza del servizio.
La federazione sindacale ha inviato una lettera ai sindaci dei comuni che potrebbero essere interessati dai tagli e al Presidente dell’Anci Lombardia, dichiarando la disponibilità ad affrontare insieme le problematiche evidenziate e le possibili azioni di intervento.
Non ci sono ancora indicazioni precise aziendali circa gli interventi nella provincia di Lecco, tuttavia è logico pensare che nei Comuni ove sono presenti più uffici postali questi verranno chiusi, rispetto a quanto previsto dal decreto Scajola del 2008” si legge nel comunicato SLP Cisl. “Nell’ipotesi di applicazione integrale della norma gli uffici sarebbero individuati nella città di Lecco, Verderio (che di recente ha sancito la riunificazione in un’unica amministrazione dei de Comuni Superiore e Inferiore), gli uffici ubicati nelle grandi frazioni di Galbiate (Sala Al Barro), Missaglia (Maresso), Brivio (Beverate), Calolziocorte (Rossino)”.
Le razionalizzazioni (ovvero la riduzione dei giorni e/o degli orari di apertura) potrebbero inoltre interessare numerosi uffici che Poste considera “improduttivi” o “diseconomici”, ubicati nelle realtà montane.
Da tempo vengono segnalate una serie di pesanti criticità quotidiane nell’operatività degli uffici postali, in presenza di una azienda da 8 mesi ferma, paralizzata e con un Piano d’Impresa 2015 che si limita a sole enunciazioni.

Questo il comunicato integrale:

Chiusura definitiva di 65 Uffici Postali in Lombardia ed apertura solo a giorni alterni per altri 120
Penalizzati fortemente i piccoli comuni e le realtà territoriali più disagiate e carenti di servizi

In questi giorni ci è stata data comunicazione circa l’intenzione di chiudere definitivamente nella nostra regione 65 uffici postali e di razionalizzarne 120 (apertura a giorni alterni) per un totale di 185 interventi (sul territorio nazionale chiusure di 465 uffici postali e di ridurre l’apertura per altri 608).
Questo programma di interventi è riferito agli anni 2013/14, per cui ne potrebbero seguire altri in conseguenza del Piano d’Impresa 2015/2019.

Non ci sono ancora indicazioni precise aziendali circa gli interventi nella provincia di Lecco, tuttavia è logico pensare che nei Comuni ove sono presenti più uffici postali questi verranno chiusi, rispetto a quanto previsto dal decreto Scajola del 2008. Nell’ipotesi di applicazione integrale della norma gli uffici sarebbero individuati nella città di Lecco, Verderio (che di recente ha sancito la riunificazione in un’unica amministrazione dei de Comuni Superiore e Inferiore), gli uffici ubicati nelle grandi frazioni di Galbiate (Sala Al Barro), Missaglia (Maresso), Brivio (Beverate), Calolziocorte (Rossino).
Le razionalizzazioni (ovvero la riduzione dei giorni e/o degli orari di apertura) potrebbero interessare numerosi uffici che Poste considera “improduttivi” o “diseconomici”, che potremmo ipotizzare ubicati nelle realtà montane che vivono condizioni generali di servizio già di per sé disagiate, e che se aggiunti ai numerosi uffici già passati sotto la scure della razionalizzazione produrrebbero un quadro del servizio ai cittadini qualitativamente desolante.

Su tale programma abbiamo già espresso tutta la nostra contrarietà e le nostre perplessità verso un progetto che penalizza fortemente parte del territorio lombardo con pesanti ricadute anche occupazionali.

Per queste ragioni abbiamo già inviato una lettera ai Sindaci dei comuni che riteniamo possano essere interessati ed al Presidente dell’ANCI Lombardia, dichiarando la disponibilità ad affrontare assieme le problematiche evidenziate e le possibili azioni di intervento.

Da tempo, segnaliamo una serie di pesanti criticità quotidiane nell’operatività degli uffici postali senza interventi e risposte, con un’azienda da 8 mesi ferma, paralizzata e con un Piano d’Impresa 20015 che si limita a sole enunciazioni, è diventata sempre più insostenibile:
•Organici insufficienti che non consentono la corretta copertura delle postazioni di sportello, delle sale consulenza, dei corner di Poste Mobile e dei ruoli specialistici con gravi ricadute sui lavoratori e forti disagi per la clientela (lo scorso anno hanno cessato la propria attività lavorativa oltre dieci colleghi che ad oggi non sono stati rimpiazzati);
•Continui distacchi di personale da un ufficio all’altro per sopperire alle carenze di personale negli organici (centinaia di impiagati ogni giorno più molti Direttori che restano da soli a presidiare l’attività di sportello venendo meno al loro ruolo);
•Decine di Uffici che vengono improvvisamente chiusi con improbabili scuse (guasto tecnico) per mancanza di personale, con impiegati chiamati ad aprire due uffici nella stessa giornata;
•Strumenti di lavoro inadeguati, sistemi informatici spesso in tilt, dotazione degli uffici scarsa ed obsoleta;
•Prolungamenti orario di lavoro spesso non retribuiti, convocazioni in azienda fuori orario di lavoro, formazione con corsi non conformi ed inadeguati alle reali necessità;
•Gestione inaccettabile delle ferie con obbligo mensile di giornate di ferie in luogo di una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del lavoratore ecc.

A fronte di tali difficoltà e all’inspiegabile indifferenza che mortifica l’impegno sostenuto dai lavoratori anche nel cercare di servire al meglio la clientela pur in queste difficili condizioni, abbiamo intrapreso un percorso di informazione e di mobilitazione della categoria attraverso una serie di assemblee sui luoghi di lavoro, nei primissimi giorni del mese di febbraio, e una puntuale informazione e sensibilizzazione dei cittadini attraverso gli organi di stampa e degli amministratori locali.


Antonio Pacifico
Segretario SLP-CISL
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