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Scritto Martedì 03 marzo 2015 alle 14:20

Poste: anche lo sciopero tra gli strumenti per difendere tutti i lavoratori e garantire ai cittadini un servizio postale di qualità

Dopo la rottura del tavolo di trattativa causata dall'inerzia aziendale e dalla mancanza di serie proposte, le Organizzazioni Sindacali (tranne la UIL che non ha aderito alla vertenza) si incontreranno a breve per mettere in campo ogni utile iniziativa, compreso lo sciopero della categoria, per difendere i lavoratori e i livelli occupazionali, e per offrire ai cittadini ed alle imprese un servizio di qualità ed un vero presidio del territorio.

L'Azienda, pur messa alle strette, dall'apertura di un conflitto di lavoro, chiusosi negativamente il 25 febbraio u.s., ha negato la fornitura dei dati reali, dimostrando che i vertici non conoscono le effettive condizioni di operatività negli uffici e delle innumerevoli difficoltà e disagi dei dipendenti che subiscono pressioni insostenibili rispetto obiettivi commerciali, ferie, distacchi continui, piani formativi inadeguati.

L'Azienda continua ad attuare una politica di risparmio sui costi attuata con tagli di personale e sugli adempimenti strutturali, strumentali e formativi che ha portato alla perdita di qualità in tutti i servizi, alle chiusure di uffici e all'abbandono di uffici del territorio nei piccoli comuni già disagiati per la carenza di servizi ed infrastrutture. E' sicuramente importante segnalare che oggi alle 12.40 l'operatore di Maresso aveva già superato le 400 operazioni, con l'ufficio letteralmente preso d'assalto, mentre l'Azienda è fermamente convinta della chiusura per diseconomicità dello stesso.

L'Azienda anzi rilancia dichiarando che la Lombardia è in condizione di esubero di personale, e rifiutando di intervenire per ammodernare strutture in alcuni casi anche fatiscenti in cui il mobilio vetusto e non rispondente alle normative si accumula disordinatamente.

Il peregrinare degli impiegati da un ufficio all'altro non fornisce continuità nell'erogazione dei servizi e sempre più spesso presidi che dovrebbero vedere applicate due o tre persone sono rette addirittura da una sola. Accade quindi che l'assenza improvvisa di un operatore causi la chiusura anticipata al pubblico dell'ufficio, come è accaduto oggi nel locale UP di Garbagnate Monastero che ha osservato apertura dalle 8.20 alle 12.40, proprio oggi primo giorno di pagamento delle pensioni, causando gravi disagi alla cittadinanza.

La cittadinanza della Provincia di Lecco non merita un simile trattamento dai vertici di un'Azienda ancora a totale capitale pubblico che vanta utili di bilancio da oltre 10 anni, il cui AD dichiara e vanta come elemento vincente la stessa capillarità e vicinanza ai cittadini che in modo sordo ed incomprensibile sta di fatto abbandonando e distruggendo.

Antonio Pacifico - Cisl SLP
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