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Scritto Martedì 17 marzo 2015 alle 20:02

Mauro Lovisari: Mi piacerebbe tornare ora che tutto è chiarito. E a alcuni capi dipartimento dico, più medicina meno politica

Mauro Lovisari
Leggo gli articoli apparsi oggi sulla stampa locale, relativi al mio eventuale reintegro ed alla lettera dei Direttori di Dipartimento dell'A.O. di Lecco, data recentemente ai media.
Questi ultimi sottolineano con vigore che la politica dovrebbe stare più lontano possibile dalle nomine in Sanità. Mi sembra un'ovvietà su cui ognuno può concordare, ma si dimentica che le nomine fiduciarie sono un fatto uniforme su tutto il territorio nazionale; o si pensa forse che in Emilia e Toscana i direttori vengano nominati tramite estrazione a sorte? L'importante è invece che i nominati siano persone di provata esperienza e capacità, dimostrata esclusivamente dai loro curricula.
I Direttori di Dipartimento firmatari della lettera, che io ho prima confermati (al mio arrivo li ho trovati così come nominati dal DG Bertoglio) e poi rinominati senza guardare alla loro appartenenza politica (qualcuno è di sinistra, ma chi se ne frega se sono capaci e bravi professionisti) invece di scoprire l'acqua calda, avrebbero potuto giocare forse un ruolo diverso riguardo alla mia lunga ed ingiusta sospensione.
Magari intervenendo mediaticamente all'indomani dell'affermazione della regolarità della gara di lavanolo da parte della Commissione d'inchiesta regionale nel luglio dello scorso anno.
O magari mettendo in evidenza che tutti i sedici Primari da me nominati nel triennio 2011 - 2013 erano stati scelti non per le loro appartenenze politiche, ma per le loro capacità riconosciute.
O magari ricordando a qualcuno i risultati raggiunti dalla nostra Squadra nel triennio passato assieme, dai due Oscar di Bilancio, agli encomi di qualità certificati da Agenas e dal Ministero della Sanità, ai tanti lavori terminati a tempo di record nei tre presidi ospedalieri, agli accordi sindacali innovativi e senza precedenti in Lombardia (borse di studio, borse lavoro, aiuti per le iscrizioni all'asilo nido), agli sviluppi dei rapporti con l'Università per dare ancora maggiore prestigio a Lecco ed ai suoi Ospedali.
Per quanto mi riguarda, infine, non è un mistero che gradirei essere rimesso al mio posto, adesso che tutti (Gip, Riesame, Cassazione) hanno preso atto della regolarità della ormai famosa gara di lavanolo, dopo che ne aveva preso atto anche Regione Lombardia nell'estate scorsa.
Certo che mi farebbe piacere riavere la mia dignità, che non ho mai perso, ritornando nell'Azienda dove ho lavorato con piacere e con trasparenza e dove non esiste alcun pericolo di inquinamento e/o reiterazione di reati inesistenti.
Certo che mi farebbe piacere tornare a dirigere la mia Squadra, anche se poi inviterei qualcuno di quei Capi Dipartimento a dedicarsi esclusivamente alla professione ed un po' meno alla politica attiva.
Certo che tornerei volentieri, se non altro per riprendere in mano con vigore tutti i tanti problemi rimasti appesi a un filo dopo la mia sospensione record, che ancora non ha fine, se non altro per tirare la volata a colui che deve prendere il mio testimone dal 1/1/2016, per far si che non venga sminuito il peso specifico di Merate, che cresca quello di Bellano e venga mantenuto il livello di hub di quello di Lecco.
Certo che mi piacerebbe riprendere in mano il problema delle sedi definitive della Psichiatria territoriale lecchese, quello della Pneumologia di Merate, quello della riabilitazione specialistica di Bellano, quello del futuro di Villa Eremo e dei rapporti con l'Università, quello della tecnologia ospedaliera carente e della risonanza di Merate, quello della nomina dei tanti primariati scoperti.
Certo che sì. Ma questo è un auspicio, la parola è di Regione Lombardia.
Con molta cordialità.
Mauro Lovisari
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