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Scritto Giovedì 02 aprile 2015 alle 16:48

Molgora è per l’acqua pubblica e per una società di 1° livello. Ma poi gratti e escono ambiguità e ipocrisia

Alessandro Magni
Ho letto su Casateonline la puntuale e informata intervista di Claudio Brambilla all'ex assessore provinciale all'ambiente Marco Molgora, in merito ai problemi dell'affidamento del servizio idrico.
Come al solito l'intervistato maschera le sue propensioni dietro una coltre di ambiguità e mi permetto di dire di ipocrisia. E' ovvio che il Molgora è per l'acqua pubblica, così come è per una società di primo livello. E chi non lo è a parole?
Poi gratti un pochino e lo stesso ti dice, e così ho inteso, che l'affidamento, deve essere fatto a società che abbia requisiti economici solidi, in ragione del tanto di investimenti da fare. Come se la sicurezza della tariffa non basti.
Se questo è il criterio, quale è la ragione di dare un primato all'in house. Il primato dovrebbe essere altro, di tipo esclusivamente economico, e perché no commerciale? Vinca il migliore e il più forte che sta sul mercato.
Eppure il tipo, il Marco Molgora per intenderci, vorrebbe che l'acqua fosse un servizio a non rilevanza economica. Vattelo a capire dove tiene la logica.
E poi chissà perché, la così detta bancabilità, ovvero la capacità di garantirsi mutui per investimenti non derivabili da tariffa, è un motivo che non viene tirato in ballo per Silea s.p.a. dove si vuole fare un impianto di teleriscaldamento di 5 milioni di euro pagandolo interamente con la tariffe del servizio di smaltimento e raccolta rifiuti. E' del tutto evidente, che i Sindaci sono gli stessi. O quasi. Non così la coerenza. In un caso e nell'altro.
Il tutto per negare l'evidenza. Ovvero che Lario reti Holding ha messo in atto con Idrolario contratti capestro, per renderne impossibile il funzionamento e la ....bancabilità.
Ma un sobbalzo ancora più grande, ai danni della mia povera sediola, l'ho fatto in automatico, quando ho letto che la proposta Merate non può farsi perché Lario Reti Holding non è d'accordo.
E' vero che siamo in zone da Promessi Sposi. Ma il paragone secondo cui per sposarsi bisogna essere d'accordo in due non tiene proprio. E non richiede un Romanzo. Perché qui manca il matrimonio, quello promesso. Su cui l'intero Romanzo è costruito. L.R.H. dovrebbe essere società che opera sulla base del controllo analogo, ovvero sulla base degli indirizzi dei Sindaci, che potrebbero benissimo, se solo lo volessero, costringere il loro strumento a conformarsi alla proposta Merate. Chè in sé LRH non avrebbe alcun potere di manifestare una propria volontà. Perché non è un contraente nemmeno possibile, e quindi nemmeno può promettere.
Si dirà: ma quel volere è stato espresso dai Sindaci in sede di assemblea di R.L.H. Può essere; ma, ai fini del controllo analogo, non rileva validità. Anzi! rivela sudditanza e confusione rispetto allo strumento, che può permettersi di proporre e disporre.
Detto altrimenti non si può fare un matrimonio tra un cavallo e un elefante. Perché tutti lo capiscono sono due specie del tutto diverse.
La validità della proposta di Merate pertanto non può essere condizionata da alcunché di strumentale. Ma eventualmente da altre proposte di soggetti istituzionali e non strumentali.

Che, invece, non ci sono.

Alessandro Magni- Comitato Lecchese Acqua Pubblica
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