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Scritto Sabato 04 aprile 2015 alle 15:50

Acqua: la proposta di Merate e Cernusco rende efficiente il servizio e calmiera la tariffa. Ma Negri (ATO) prende tempo

Paolo Negri
I Comuni di Merate e di Cernusco Lombardone hanno presentato le proprie osservazioni alle richieste della Corte dei Conti circa il superamento delle criticità rilevate evidenziando, innanzitutto, che, con le quote possedute, nelle società e nella Conferenza dei Comuni, non sono stati in grado di influenzare o di interdire, nonostante la non condivisione, le scelte fatte in tutti questi anni relativamente alla gestione del servizio idrico, anche se affiancati da qualche altro Comune che ha espresso voto contrario, Oggiono e Ello in particolare, e da altri Comuni che si sono astenuti.
La posizione dei due Comuni non è stata strumentalmente critica ma anche propositiva avendo in varie occasioni, e con la proposta attuale, indicato i possibili percorsi e le possibili soluzioni nel rispetto legislativo e dell'esito referendario.
Le criticità di Idrolario, secondo i due Comuni, risalgono al 2009 per l'affitto, a LRH, della dotazione idrica di proprietà della stessa (€ 2.250.000) notevolmente inferiore ai costi che la società doveva sostenere (€ 4.468.590); affitti che, poi, nel 2010 non sono nemmeno stati corrisposti. La Corte dei Conti aveva rilevato che il mancato adeguamento tariffario fosse una delle cause dell'attuale situazione di Idrolario, i due Comuni hanno sottolineato che la vera causa andava ricercata nel modello organizzativo che creava duplicazione di costi, evitabili, che la tariffa non poteva sostenere. La normalità avrebbe voluto l'eliminazione delle diseconomie e non l'aumento delle tariffe, evitando di ripercorrere modalità errate figlie del vecchio regime monopolistico.
I due Comuni hanno comunque indicato le proprie proposte per il superamento delle criticità che si racchiudono nell'ormai noto "Progetto Merate", predisposto dal Comune di Merate e fatto proprio, con voto unanime del Consiglio Comunale, dal Comune di Cernusco Lombardone. Hanno anche sottolineato che l'adozione del modello proposto, con un anno di anticipo, avrebbe, nei fatti, già superato ogni criticità e avrebbe evitato la necessità del piano di ristrutturazione del debito, approvato qualche settimana fa dall'assemblea di Idrolario. Piano che proroga ulteriormente il pagamento delle rate dei mutui dei Comuni in sospeso dal 2013. La questione delle rate di mutuo in sospeso è una delle principali criticità rilevate dalla Corte dei Conti. Il pagamento delle rate di mutuo in sospeso, già pagate dagli utenti con le bollette del 2013, saranno pagate da Idrolario grazie ad un affitto degli impianti a Idroservice pari a quasi il doppio del costo se non fossero affittati ma gestiti direttamente. I maggiori costi, ovviamente, saranno trasferiti sulle "bollette". Gli utenti, che hanno già pagato nel 2013 questo debito nei confronti dei Comuni, dovranno ripagarli con un aumento tariffario nel prossimo triennio. Stiamo parlando di un importo di circa 6milioni di euro.
Segue, nel documento, la illustrazione dell'evoluzione della vicenda successivamente al 10 febbraio 2015, data in cui dovevano essere depositate proposte per un percorso alternativo a quello già approvato dal Consiglio Provinciale del 2013. Quello che è successo è ormai noto. Il Comune di Merate ha predisposto una proposta, senza candidarsi alla gestione del servizio, com'è ovvio, ma ha individuato gli strumenti per realizzarlo che sono le società, LRH, Idroservice e Idrolario, di cui, peraltro, è anche socio. LRH, al contrario si è autocandidata.
I due Comuni illustrano, dettagliatamente, l'atteggiamento dell'Ufficio d'Ambito, presidente Paolo Negri di Sirtori, che ha cercato di "occultare" ( non diffondere) i due documenti, che ha evitato di discuterli nella sede istituzionalmente appropriata, che ha fatto diventare la "proposta per un percorso", deliberata con parere obbligatorio e vincolante dei Comuni, in "proposta/candidatura per un percorso". Hanno evidenziato, altresì, la illegittimità, oltre alla non conformità, del documento di LRH essendo evidente che definire un percorso è un atto di indirizzo politico che compete alla proprietà, i Comuni, e non allo strumento, le società.
Ma l'Ufficio d'Ambito non si accontenta, comunica al Comune di Merate che l'ammissibilità della proposta è subordinata alla condivisione delle società, LRH, Idroservice e Idrolario. Che la proposta debba essere condivisa o rigettata dai Comuni della Provincia, tutti anche quelli che non sono soci delle tre società, è pacifico e normale ma, secondo i due Comuni, deve seguire un dibattito nelle sede Istituzionali competenti, la Conferenza dei Comuni, alla quale non deve partecipare chi dovrebbe essere soggetto al "controllo analogo", le società.
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