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Scritto Venerdì 10 aprile 2015 alle 09:49

Acqua: la stampa espulsa dalla sala è un pessimo e sospettoso segnale. Massironi fuori dal direttivo ATO è un altro sintomo di come stia degenerando il confronto

Dopo "l'incidente" di mercoledì pomeriggio, a Monticello, è chiaro che il problema non è Lario Reti Holding, come società, ma è il suo "padrone" l'ingegner Vittorio Proserpio. E sospettiamo che questo dubbio serpeggi ormai anche tra i sindaci tradizionalmente fiancheggiatori del manager, quelli che hanno accettato che una società da 130 milioni di fatturato venisse gestita da un Amministratore Unico anziché da un Consiglio di Amministrazione come avevano stabilito i fondatori della Spa. Proserpio, al contrario di Stefano Maffi, ha di fatto impedito alla collega di casateonline di assistere alla spiegazione del "suo" progetto di gestione del servizio idrico, che di fatto poi è una autocandidatura in quanto privo di piano industriale. Diciamo subito che fossimo stati nei panni del sindaco di Monticello piuttosto che ingoiare un rospo simile avremmo sospeso la seduta. Quando si lascia la stampa fuori dalla sala in cui si discutono temi di pubblica ed esclusiva utilità vuol dire che c'è qualcosa da nascondere. Vero o no che sia il sospetto. E Rigamonti bene avrebbe fatto a evitarlo. Tuttavia l'atteggiamento di Vittorio Proserpio non ci sorprende. E' un uomo solo al comando e tale vuole restare. Ci lascia invece sempre più senza parole l'atteggiamento del presidente del direttivo dell'ATO, Paolo Negri, vice sindaco di Sirtori (abbiamo più volte domandato al Sindaco se davvero condivide la linea del suo vice, naturalmente senza risposte) e di Giuseppe Conti (ma lui è organico al PD quindi in parte si spiega già così la sua linea di condotta). Sul tavolo da un paio di mesi il Direttivo ha la proposta di Merate che Negri e Conti si ostinano contro ogni evidenza a equiparare all'autocandidatura di Lario reti che non ha titolo per proporre una ipotesi di gestione del servizio idrico. Lario reti controlla Idroservice al 100%. E' in evidente conflitto di interesse. Invece, al contrario, i due esponenti del Direttivo, nel silenzio complice di Davide Vassena sindaco di Dervio, arrivano a sostenere che Merate avrebbe dovuto prima sottoporre la propria proposta a Lario Reti e a Idroservice, in quanto interessate al progetto. All'ATO il mondo è capovolto e fa veramente sussultare il fatto che Daniele Villa, sindaco di Robbiate, di professione commercialista, avalli la tesi dei due, ossia che nei fatti se il piano Merate deve proseguire oppure no lo debbono decidere gli organi amministrativi di LRH e Idroservice. Cioè Vittorio Proserpio, amministratore unico di LRH e controllore al 100% di Idroservice. Ma qui siamo alla follia. Pensate a una società privata che ne controlla altre. Predispone un piano di riorganizzazione infragruppo ma pur essendo la controllante, cioè di fatto la "proprietaria" deve subordinare la realizzazione del piano al parere delle controllate. Di fatto il controllato esercita il diritto di interdizione nei confronti dell'ente controllante. Questa la dovevamo ancora sentire. L'incompatibilità e il conflitto di interessi sono di evidenza solare. Ancora una volta ci domandiamo e domandiamo ai sindaci dell'assemblea dell'ATO: sul tavolo c'è la proposta di Merate che dà una prospettiva al servizio idrico di lungo termine a beneficio della programmazione industriale degli investimenti, con pochi adempimenti di scarsissimo costo e, soprattutto nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie. Circostanza evidentemente secondaria per la maggior parte dei sindaci che hanno votato finora proroghe a Idroservice pur sapendo che la società è di secondo livello quindi non idonea per un affidamento in house. Dunque perché non votarla e chiudere così una partita che è stata sin qui lunga, estenuante e molto costosa per le società e quindi per il contribuente? Quali interessi inconfessabili si nascondono dietro questa pervicacia di non "mollare l'osso"? Quali impegni sono stati assunti? Quali accordi si debbono onorare?
Claudio Brambilla
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