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Scritto Venerdì 10 aprile 2015 alle 17:33

Casatenovo: il Sindaco interviene sulla vicenda Inrca-Mandic. Acuzie a Merate, riabilitazione e ambulatori in via Monteregio

Il sindaco di Casatenovo, Filippo Galbiati
Circa la questione della Pneumologia per acuti, intendo rendere pubbliche alcune considerazioni, nel rispetto della competenza regionale, dell’autonomia dei presidi ospedalieri e del personale che vi opera.
Questo al fine di sfatare alcune versioni informali che vorrebbero Casatenovo muoversi su posizioni campanilistiche. Opinioni da Sindaco che certo (lo riconosco e lo premetto) sono condizionate dalla mia professione e non vogliono essere un’ingerenza ma spunti di riflessione.
Non ha alcun significato, specie in materia sanitaria, la competizione tra territorio casatese e meratese; l’unica vera competizione (e che interessa i cittadini)  è quella per la qualità dei servizi

La Pneumologia si può ancora consolidare, nella prospettiva futura, con standard qualitativi elevati ed essere attrattiva ad alcune condizioni:

- che tale servizio trovi collocazione prioritariamente nell’Ospedale Mandic, laddove presidi di rianimazione, dotazioni di imaging e competenze chirurgiche garantiscano standard di cure adeguati in prospettiva in particolare per pazienti con insufficienza respiratoria acuta grave

- che il nostro territorio riconosca ulteriormente e valorizzi il ruolo e la competenza dell’INRCA, in particolare del suo personale medico e paramedico, risorsa che dobbiamo qui promuovere nel settore pneumologico clinico e della ricerca; le competenze ci sono già, valorizziamole

La questione va  risolta in tempi brevi da parte di Regione Lombardia, cercando di definire la soluzione amministrativa migliore (Dipartimento interaziendale?)

In particolare nel campo pneumologico (patologie tendenti alla cronicità ed alla riacutizzazione, problemi di ri-ricoveri costosi ecc..), le unità operative per acuti (Merate ?) hanno l’esigenza di  strette relazioni con strutture di ricovero efficienti nel settore dei sub-acuti, del post-ricovero, della riabilitazione e delle attività ambulatoriali (Casatenovo ?) anche per ragioni di economicità ed appropriatezza dei ricoveri, prevenzione delle recidive

In un ottica più ampia, è indispensabile rafforzare il ruolo e i servizi territoriali a partire proprio dal presidio di Monteregio anche in vista della Riforma sanitaria che metterà al centro il rapporto tra Ospedali e territorio (la Brianza lecchese può proporsi come interlocutore privilegiato per sperimentare soluzioni di integrazione territoriale anche con ASL e MMG).

L’INRCA deve essere supportata anche per la sua vocazione alla ricerca, valore aggiunto nella nostra zona, in un rapporto stretto con i  Dipartimenti universitari di riferimento  che c’è da sempre (in particolare con il Policlinico di Milano per la sua tradizione ma anche con l’Università Bicocca e l’Ospedale San Gerardo di Monza per la sua prossimità e le relazioni possibili anche sul piano clinico).
Con l’obiettivo della qualità dei servizi (questo è l’unico vero interesse dei cittadini) auspico che su questo tema Regione Lombardia  in tempi brevi dia quelle risposte che da tempo mancano, in un’ottica che veda i presidi di Merate e Casatenovo (e i relativi territori) alleati e non in competizione.
Se vi sono alcuni (residuali ?) aspetti economici non ancora risolti, la Regione faccia uno sforzo dimostrando attenzione ad un territorio che merita, per tante ragioni

Filippo Galbiati, Sindaco di Casatenovo


La presa di posizione di Filippo Galbiati sul problema INRCA-Ospedale di Merate ha il merito di stabilire due punti fissi nel lungo ed estenuante confronto tra le parti:

1) Il problema del trasferimento delle attività di ricovero pneumologiche per acuti presso il Mandic non è ascrivibile a una competizione tra casatese e meratese. L'operazione va fatta per garantire standard di cure adeguate a questa tipologia di malati.

2) Il presidio di Casatenovo viene candidato a svolgere attività nel settore dei sub-acuti, del post-ricovero, della riabilitazione e delle attività ambulatoriali.

Anche Galbiati auspica la parola finale da parte di Regione Lombardia sottolineando con dei punti interrogativi le questioni "aperte". Quali sono gli aspetti economici e residuali non ancora risolti? Il primo è quello economico, lo si discute da anni. L'INRCA si è sempre dichiarata disponibile a trasferire presso il Mandic e gestire direttamente le attività acute che valgono due milioni di fatturato. I ricavi relativi alla riabilitazione sfiorano i tre milioni mentre le attività ambulatoriali raggiungono il milione. Sei milioni di ricavi permettono di mantenere in equilibrio anche la gestione della Sede. Trasferendo due milioni di attività a Merate con i ricavi restanti sarebbe impossibile "gestire" il presidio di Via Monteregio. Questo problema in Regione è arcinoto ma da Milano non è mai giunta una risposta positiva alla richiesta di portare il contratto ASL-INRCA da sei a otto milioni per poter mantenere attivi nel campo della riabilitazione tutti i posti attualmente in esercizio a Casatenovo.

L'ingresso all'Inrca di Casatenovo

Del resto due milioni di aumento contrattuale per le attività di riabilitazione sono difficili da ottenere considerando che da anni la Regione Lombardia dice di no ad una analoga richiesta dell'Azienda Ospedaliera per mandare a regime il presidio di Bellano. Giusto quindi sollecitare un si o un no ufficiale da parte della Regione. Una risposta negativa metterebbe fine all'ipotesi di un "benevolo" accordo tra i due Enti. A questo punto è auspicabile una presa di posizione decisa da parte della Regione che potrebbe fare leva sulle questioni di appropriatezza delle prestazioni e degli standard qualitativi elevati sottolineati da Filippo Galbiati. Senza risorse aggiuntive rimane attuale la possibilità di occupare interamente il quinto piano del Mandic progettato otto anni fa per ospitare con 32 posti letto di cui cinque riservate alle attività semi-intensive, tutte le attività in essere a Casatenovo, trovando soluzioni alternative per il presidio casatese. Altrimenti il quinto piano del Villa occupato soltanto da 10 o 12 posti letto non rappresenta certo una soluzione con le caratteristiche della economicità.

L'ospedale Umberto I° di Bellano

Quanto alla necessità di ricorrere alla creazione di un dipartimento interaziendale per favorire l'integrazione delle attività, ipotesi caldeggiata dai professionisti che con la dottoressa Giuseppina Panizzoli stanno mettendo a punto i nuovi accordi, ricordiamo che l'Azienda Ospedaliera questa scelta l'ha messa in pratica quasi due anni fa con l'approvazione del nuovo Piano di Organizzazione Aziendale (POA) e con la nomina a Capo Dipartimento di Massimo Vanoli. Basterebbe dare corso, quindi a quanto previsto dal POA in relazione al "Dipartimento interaziendale di Medicina e Pneumologia": "...Compito del Dipartimento sarà quello di definire l'integrazione tra le Unità Clinico-Assistenziali di Casatenovo dell'INRCA e la Struttura complessa di Medicina di Merate dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco, così da garantire uniformità ed appropriatezza al percorso diagnostico terapeutico del paziente con problematiche pneumologiche, coinvolgendo anche le altre strutture/servizi interagenti ( diagnostica per immagini, endoscopia, chirurgia toracica....).

Il dottor Massimo Vanoli

Come appare chiaro il POA aveva già previsto questa ipotesi opportunamente rilanciata dal Sindaco di Casatenovo. Ora però è necessario passare alla fase operativa. E se la Commissaria sarà confermata fino a fine anno avrà certo la possibilità di "chiudere" una partita aperta ormai da dieci anni.

Claudio Brambilla
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