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Scritto Venerdì 01 maggio 2015 alle 18:26

Quando si impedisce a cittadini e giornalisti di assistere a incontri su beni pubblici il senso democratico scivola paurosamente

Forse neanche Marco Canzi sarebbe arrivato a tanto. Che pure è uno dei più fedeli colonnelli di Vittorio Proserpio, un accompagnatore del” numero unico” di Lario Reti Holding durante i suoi incontri a porte rigorosamente chiuse con i consiglieri dei comuni soci. Parentesi: una domanda a Dorina Zucchi, sindaca di Olgiate Molgora la vogliamo porre. Posto che quasi sicuramente non ha letto le carte relative al servizio idrico integrato, in quanto materia delegata al suo assessore al bilancio, si è mai chiesta, magari con qualche sospetto, perché il dottor Canzi abbia repentinamente cambiato opinione circa l’affidamento? Un bel giro di valzer dato che ora sostiene la tesi di Proserpio, ossia acqua affidata a LRH, società di secondo livello mentre soltanto nel 2011 affermava e faceva mettere a verbale (cfr CC del 14 luglio 2011) che: “…Dal punto di vista organizzativo riteniamo conseguentemente necessario avere una società unica proprietaria delle reti e degli impianti nonché erogatrice del servizio, con i requisiti europei per l'in-house (partecipata da tutti i comuni della provincia, che lavori prevalentemente con gli stessi e che garantisca il controllo analogo)”. In pratica né più né meno la tesi contenuta nella cosiddetta “proposta di Merate”. Escludiamo che il balletto sia stato influenzato dall’entrata della dottoressa Francesca Colombo – la moglie salvo omonimia – nel mondo delle società pubbliche con l’assunzione della carica di sindaco effettivo di Silea Spa dall’agosto 2013. Non è curiosa la signora Zucchi di sapere perché Olgiate Molgora prima sposa una tesi e poi la tesi opposta?
Marco Canzi e Dorina Zucchi
Ma torniamo al tema iniziale. Dicevamo che la neppure Canzi avrebbe osato ciò che a Giuseppe Conti, sindaco di Garlate, è parso normale, ossia prima tentare di impedire a Remo Valsecchi di parlare all’assemblea di Lario reti Holding per quanto disponesse di delega del comune di Cernusco Lombardone e poi chiedere ai colleghi sindaci di espellere dall’aula sia i membri del Comitato acqua pubblica sia il solo giornalista presente, quello del nostro network.  D’accordo, Giuseppe Conti proviene dall’esperienza del partito comunista leninista. Insomma è stato uno dei duri del Pci, segretario e consigliere comunale a Lecco per 15 anni, segretario provinciale per 10 anni (si dice pagato come funzionario del partito – ma l’informazione non è verificata) poi segretario del Pds, poi ancora segretario dei Ds fino ad arrivare al PD e alla carica di sindaco di Garlate. Basta ciò a motivare il comportamento duro e puro dell’ex comunista di ferro? No, bisogna aggiungere che Conti è stato anche vice presidente di Lario Reti Holding, nominato dal partito, fino al 15 maggio 2011 (nel 2010 ha percepito 5.625,00 euro più un compenso straordinario di 5.950,00 euro). La sua fedeltà a Proserpio e a LRH dunque è ampiamente motivata.
Giuseppe Conti
Ma non è il solo a fare da scudo umano al “numero unico” di Lario Reti. Prendiamo Paolo Negri, classe 1968, vice sindaco di Sirtori ma, soprattutto, presidente dell’Ufficio d’ambito (ATO) l’ente che da quasi tre mesi sta studiando la proposta Merate senza sottoporla all’assemblea equiparandola al tempo stesso all’autocandidatura di Lario reti per la gestione dell’acqua. Anche lui non è per nulla estraneo al giro delle società partecipate: ha fatto parte, infatti, del Consiglio di Amministrazione di Acel Srl, società, guarda caso, controllata proprio da Lario Reti.
E ancora, Lellio Cavallier, altro commercialista di fama che, nominato il 6 novembre 2013 amministratore unico di Idrolario srl non faceva passare due settimane prima di chiederne la chiusura confermando l’impressione che fosse stato nominato in quanto esperto di curatele fallimentari. Anche Cavallier proviene dal mondo Lario Reti avendo ricoperto l’incarico di membro del collegio sindacale.
Paolo Negri
Sotto Lelio Cavallier

Insomma se appena appena si va un po’ a grattare ci si spiegano tante cose. Ma una resta misteriosa: perché i comuni meratesi e casatesi, al netto di Olgiate e Sirtori per i motivi detti sopra, non fanno quadrato attorno a Merate che poi è nel loro preciso interesse anche economico visto che i lauti dividendi di Lario Reti vanno in grandissima parte ai comuni lecchesi?


E ancora, i sindaci quando ospitano l’Amministratore unico della Holding perché non pretendono che gli incontri siano a porte aperte tenuto conto che si parla di acqua pubblica, tale per un referendum, finanziata dalle bollette dei cittadini, esattamente come quando ospitano Remo Valsecchi e Stefano Maffi, esperti del team di Merate, Cernusco e alleati i quali la sollecitano addirittura la presenza di cittadini e giornalisti?
La sensazione è che il virus centralista contenuto nel verbo renziano stia facendo proseliti ovunque. Fateci caso: la legge anticorruzione è tutta da riscrivere come dicono i giudici ma quella sulla loro responsabilità civile è stata approvata in pochi mesi; ora si studia una legge bavaglio per la stampa al fine di impedire la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche , che, se l’avesse proposta Berlusconi ,si sarebbe fermato il Paese; i consiglieri provinciali li votano gli amministratori comunali e non più i cittadini; il senato sarà eletto dai consiglieri regionali e non più dai cittadini; i deputati saranno in gran parte nominati dal segretario del partito; il premio di maggioranza è alla lista, quindi al partito. Ma dove sta scivolando la democrazia di questo Paese? Com’è possibile non ribellarsi a un Conti qualunque che pretende di discutere di beni pubblici e di soldi pubblici a porte chiuse impedendo alla stampa indipendente di assistere e poi riferire?
Claudio Brambilla
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