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Scritto Domenica 03 maggio 2015 alle 16:33

Barzago: convegno amarcord con i fondatori della ex ‘Fantic’ nel giorno dedicato al lavoro

Una grande famiglia. Era ciò che rappresentava la "Fantic Motor" per gli appassionati ma soprattutto per gli ex dipendenti della casa motociclistica, attiva nello stabilimento di Via Parini dal 2 maggio 1968 e chiusa nel 1997.

Il numeroso pubblico intervenuto venerdì nell'aula civica barzaghese


Venerdì sera, nell'aula civica barzaghese, sono stati accolti con grande calore i dirigenti della storica azienda, che ha rappresentato per molti un vero e proprio "status symbol". I colori "Fantic", insieme ai suoi formidabili modelli come il mitico Caballero), sono stati richiamati alla memoria dai fondatori dell'azienda: l'italo-olandese Henry Keppel e Mario Agrati. Insieme a loro, erano ospiti in aula civica anche Giulio Maffessoli, l'anima tecnica della "Fantic", e Pierluigi Fumagalli.

La consegna dei pannelli in ricordo dei piloti Diego Bosis e Natale Noseda


L'incontro con i fondatori, in aula civica gremita di appassionati ed ex dipendenti, è stato preceduto dall'inaugurazione della mostra interamente dedicata alla "Fantic Motor".

Spazio poi agli interventi dei relatori che, insieme al sindaco di Barzago Mario Tentori, sono stati interpellati su diversi aneddoti legati alla storia dell'amato marchio, ora trasferito a Treviso.
Proprio il 2 maggio 1968 scendeva dalla linea di montaggio la prima moto "Fantic". A parlarne è stato l'ing. Keppel che, insieme ad Agrati e Fumagalli, ha intrapreso una nuova sfida dopo l'esperienza alla Garelli. "Ho molta gratitudine nei confronti di gente che ha rischiato un posto di lavoro sicuro per correre questa bella avventura insieme a me. Questa ricorrenza nasce da un grande entusiasmo perché non abbiamo lavorato solo per le moto. Abbiamo creato un bel clima e l'impegno è stato reciproco nel prendere spunto dal mercato americano per poi inventare un mercato interno completamente nuovo".

Da sinistra Giulio Maffessoli, Mario Agrati, il sindaco Mario Tentori, l'ing. Henry Keppel e Pierluigi Fumagalli

Partita in uno spazio di 4mila metri, l'attività ha portato alla produzione del mitico "Caballero", che è stato "sognato e voluto da tantissimi giovani". "L'idea è nata da una collaborazione tra l'ufficio tecnico e la produzione. Il nome è stata una mia idea. Ero un accanito fumatore di pacchetti di sigarette Caballero e così, un giorno, feci la proposta di chiamare la nuova moto Caballero. Ci fu un attimo di silenzio, ma poi tutti furono d'accordo" ha raccontato l'ing. Keppel, suscitando allegria nel numeroso pubblico intervenuto. Anche il modello seguente nella versione 100, 125 e cross fu un vero successo.

"Le idee dell'azienda scaturivano sia dalla direzione che dalla parte commerciale. La filosofia di fondo era quella di mettere insieme due aspetti: da un lato dovevamo individuare il futuro del 2 ruote nei giovani e dall'altro dovevamo cercare di raggiungere la rapidità dei mezzi in pochi mesi dalla loro realizzazione. La parte motociclistica vedeva in testa Maffessoli e Cazzaniga, erano un gruppo che lavorava sodo e bene. Oggi fatico a vedere quell'atmosfera fatta di tanto rispetto, dove tutti erano coinvolti nell'obiettivo di creare qualcosa di grande e bello" ha poi aggiunto il dott. Fumagalli.

Nel periodo di massima produzione, la "Fantic" arrivò a produrre ben 50mila motociclette in un anno. Negli anni Settanta iniziarono a vedersi anche gli enduro nella versione 50 e 125, anche se il Caballero restava un grande successo, specialmente dopo il primo assoluto conquistato all'Elba nell'81 con un Caballero 125.

Primo a sinistra il dott. Mariano Roman della nuova gestione "Fantic" di Treviso


Parole di amarcord anche per Giulio Agrati, responsabile di un nuovo reparto trial legato alle corse. "Alla Fantic sono stato poco ma sono stato benissimo. Rimpiango molto quegli anni, era la mia vita. Ho conosciuto tanti piloti forti".
Tra questi Diego Bosis e Natale Noseda, entrambi ricordati venerdì sera in aula civica dove sono intervenuti i famigliari per ritirare alcuni pannelli commemorativi.

Successivamente ancora aneddoti come quello di John Travolta, che con il film "Febbre del sabato sera" mandò in crisi il modello del giovane "jeans e caballero". E ancora la prima catena di montaggio presa dalla Barilla, il telaio saldato solo da un robot, le tinteggiature meno inquinanti perché a polveri elettrostatiche e non a solventi, i colori rosso, blu e bianco e i tre titoli mondiali vinti nel trial. Infine, il Club "Fantichino" con le gite, i tornei sportivi e le iniziative promosse in collaborazione tra lavoratori e imprenditori.

Infine, alla domanda su che fa passare oggi da Via Parini, gli illustri ospiti hanno risposto esprimendo grande nostalgia e commozione. "Ho visto uscire dalla Fantic qualcosa di unico e di molto valido tecnicamente. Ho dei ricordi molto belli" ha riassunto così Pierluigi Fumagalli.

La "stretta di mano" dei fondatori della ex "Fantic Motor" di Barzago


Da ultimo è stato chiamato ad intervenire un rappresentante della nuova gestione Fantic, il dott. Mariano Roman, che è rimasto piacevolmente sorpreso per l'affetto ancora molto forte per l'originario marchio brianzolo. "Sono poche le aziende che hanno una storia così bella e affascinante" ha sottolineando. "È nostra intenzione rilanciare un modello Vintage Fantic Motor che si ispira allo storico Caballero. Il nostro obiettivo è quello di sviluppare il concetto di sostenibilità sul territorio" ha aggiunto.

Targhe a Pierluigi Fumagalli (sinistra) e a Mario Agrati (destra).

Sopra, il sindaco consegna targhe all'ing. Keppel e a Giulio Maffessoli. Sotto la torta "Fantic" e il premio al dott. Roman

Al termine della serata gli organizzatori hanno scoperto un tabellone sul quale sono stati chiamati a firmare in nero ex titolari e piloti, in blu gli ex lavoratori e in rossi i numerosi appassionati intervenuti.


E, per finire, il taglio della torta per tutti con i fondatori della "Fantic".
S.A.
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