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Scritto Mercoledì 06 maggio 2015 alle 09:32

Acqua e LRH: tra ricchi dividendi e penose elemosine ora vedremo che cosa sapranno inventare Canzi e compagni per avversare il piano di affidamento di Merate e alleati

Paolo Valsecchi, con l'insostituibile contributo del ragionier Remo, omonimo ma non parente, ha offerto su un piatto d'argento la risposta a tutti - o quasi - i "perché" sul contenzioso che da anni divide i comuni della provincia sull'affidamento del servizio idrico integrato. L'acqua in provincia di Lecco costa più che altrove ma produce utili i quali, anziché essere reinvestiti, vengono in parte distribuito ai soci dopo il consolidato con la holding Lario Reti che controlla al 100% Idroservice Srl. Siccome tutti partecipiamo alla formazione di questo utile si ritiene che esso debba finire nelle tasche di ognuno in misura direttamente proporzionale. Merate ha tot abitanti, incassa tot dividendi. Invece l'utile viene ripartito in base alle azioni possedute della Spa - criterio peraltro corretto nelle aziende private - così finisce che Mandello del Lario con i suoi 10.493 abitanti incassa 181.775 euro mentre Merate con 14.907 abitanti incassa 81.125 euro. La palma di peggiore tra le città della provincia spetta però a Casatenovo che con 12.918 abitanti incassa 1.925 euro. Appena 15 centesimi per abitante contro la media lecchese di 16 euro. Vediamo come stanno i comuni che difendono la scelta di Lario Reti anziché sostenere la assai più ponderata e legale proposta di Merate. Olgiate Molgora ha in Marco Canzi il generale di ferro dell'armata di LRH. E ma signori miei, Olgiate con 6.420 abitanti incassa 4.125 euro pari a 64 centesimi per abitante. Ci spiega Canzi, ma anche Sala, Romagnano e la dormiente Dorina Zucchi, perché questo masochismo ai danni di tutti gli olgiatesi? Altri colonnelli stanno a Lomagna e Brivio. Il comune guidato da Fumagalli incassa 1.100 euro cioè 22 centesimi per abitante; quello di Ugo Panzeri 4.690 euro, 11 centesimi per abitante. Prendiamo un altro paese del casatese retto da un pasdaran come Renatone Ghezzi: 275 euro pari a 13 centesimi per abitante. Viganò ha gli stessi abitanti di Garlate, dove comanda il duro Conti. Solo che Garlate incassa 47.850 euro pari a 18 euro per abitante. Amico caro, direbbe Razzi, chi cazzo te lo fa fare di difendere LRH? Guarda alla grana.....

Naturalmente non la mettiamo su questo piano; le aziende interamente pubbliche attive nei servizi dovrebbero investire il risultato d'esercizio anziché distribuirlo in dividendi. Oppure operare una riduzione delle tariffe a beneficio dei cittadini. Ma soprattutto dovrebbero muoversi nel solco della legalità.

Di fronte a questo imponente lavoro siamo fiduciosi che i comuni della Brianza meratese, casatese e oggionese sapranno assumere una posizione unitaria, provando, per una volta, a non rispondere al partito ma al cittadino. Anche perché queste tre aree saranno chiamate tra breve a operare scelte in campo socio-sanitario. Entro fine luglio la riforma sanitaria lombarda, dopo l'approvazione del maxi emendamento votato dai tre partiti di maggioranza, andrà in porto. E da settembre si parlerà di zone. Nel lecchese ci sono due presidi ospedalieri per acuti, entrambi hanno tutti i requisiti per essere di 1° livello. Ma il San Leopoldo Mandic deve guardare altrove per raggiungere il bacino dei 600mila abitanti richiesti dalla legge, per quanto tuttora in bozza. Ma soprattutto deve rappresentare il polo di attrazione per un'area di almeno 120-140mila abitanti. Ecco dunque la necessità che i sindaci della Brianza, un tempo detta "sud-orientale" mettano da parte le eventuali divisioni partitiche e trovino un punto d'incontro da sottoporre poi alla Regione, per il tramite dei consiglieri regionali, al fine di ottenere la conferma del livello attuale del Mandic e essere inseriti in un azzonamento coerente con gli spostamenti dei cittadini: ovvero in direzione di Monza passando per Vimercate. E non verso Treviglio transitando per Bergamo.

Sono due grandi temi, il servizio idrico e la sanità, che dovrebbero essere al centro del confronto sovracomunale. Ma la conferenza dei sindaci guidata da Felice Baio di Brivio è del tutto fuori rotta e d'altronde Baio già non brillava alla guida dei sindaci del distretto (forse per ciò è stato promosso) mentre quella distrettuale presieduta da Adele Gatti e influenzata dalle grida di Renato Ghezzi è renitente a prendere in esame le complessità del Mandic e a chiamare Giuseppina Panizzoli ad un'audizione visto che il presidio cittadino è in crisi su tutta la linea dal pronto soccorso alla rianimazione, privo di un direttore di presidio come vuole la legge e senza un responsabile amministrativo. Merate, comprendendo in ciò l'intero Consiglio comunale, perché gli interessi sono i medesimi, dovrebbe spingere gli organismi superiori ad affrontare questi temi (evitando però, caro Massironi, di assegnare deleghe a incompetenti, siano essi assessori o consiglieri)

Invece che cosa leggiamo? Che alla prossima riunione della Commissione territorio si dovrà discutere l'interrogazione presentata congiuntamente da Sei Merate, centrosinistra e Prospettiva Merate, Lega Nord sulla pulizia delle strade in occasione della manifestazione Merate in Expo. Ma andate a...scopare. In senso letterale, e con rispetto parlando, s'intende.

Claudio Brambilla
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