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Scritto Sabato 16 maggio 2015 alle 09:03

Acqua: Marco Canzi (Olgiate) scatenato, Lario Reti può gestire il servizio eludendo il controllo analogo e l’attività prevalente

Attese dal 10 febbraio, ora anche Lario Reti Holding ha finalmente mostrato le sue carte, spiegando ai soci azionisti il cosiddetto ‘’Piano programma” per ottenere l’affidamento del Servizio Idrico Integrato, cercando così di superare le illegittimità che accompagnano l’autocandidatura della multi utility.
Sembra proprio che la delibera provinciale 69/2013, che indica chiaramente che l’acqua lecchese dovrebbe essere gestita da Idroservice una volta uscita da Lario Reti, rimarrà (per usare la definizione di Stefano Maffi) “lettera morta”.
Per affidare però il Servizio idrico a Lario reti Marco Canzi & Co hanno dovuto cercare di superare i 2 grandi scogli che rendono attualmente la holding incompatibile con la gestione dell’acqua che, come hanno scelto i cittadini italiani nel 2011, deve rimanere pubblica. Ovvero: la vocazione commerciale di Lario Reti (che con Acel opera sul mercato) e il controllo analogo, ovvero il controllo diretto da parte dei cittadini, tramite i sindaci.

Vincenzo Lombardo, Marco Canzi e Maria Venturini

Di seguito illustriamo il percorso che Lario Reti e la maggioranza dei sindaci sono intenzionati a percorrere.
“La nostra proposta per l’affidamento risponde a una serie di requisiti” ha esordito Canzi. “Anzitutto risponderà per l’affidamento in house providing di primo livello, benchè l’art. 149-bis del 152/2006 non imponga più la partecipazione ‘’diretta ed esclusiva” da parte degli enti locali all’Ato”.
Il riferimento è all’emendamento Fragomeli che consentirebbe l’affidamento anche a società di secondo livello.
“Altri requisiti fondamentali sono la garanzia per l’equilibrio economico-finanziario della gestione; e un complessivo riassetto societario che non porti solo una gestione unica ma anche un’unica partecipazione societaria da parte di Comuni per il settore idrico” ha continuato l’assessore di Olgiate Molgora.

Per risolvere il problema della mancanza di controllo si procederà lungo due strade.
Da una parte con l’istituzione di un comitato di indirizzo controllo “con poteri rafforzati”, dall’altra la stipula di patti parasociali.
Con la specificazione dell’impossibilità di vendere azioni, e del voto su base demografica e non per quote. “Sarà una struttura articolata di controllo analogo: l’organo amministrativo sarà soggetto ai pareri dell’assemblea dei soci e a quelli vincolanti del comitato di controllo” ha continuato Canzi. “Tutte le decisioni che Lario Reti prenderà in tema idrico saranno prese dai comuni soci su base demografica”.
Rimane da superare la vocazione commerciale di Lario Reti. A tal proposito Canzi ha ben istruito i sindaci presenti all’assemblea riportando un parere del Consiglio di Stato secondo cui la vocazione commerciale precluderebbe la possibilità di affidamento solo nel caso in cui “rende precario il controllo da parte dell’ente pubblico”. Allo stesso modo, ha continuato, sempre il CdS avrebbe ammesso la vocazione commerciale purché si separino le due sfere di attività, quella commerciale da quella amministrativa.
“Ci sarà una chiara separazione statutaria, organizzativa, gestionale e contabile tra l’ambito dei servizi pubblici locali e le attività commerciali.”
Dopo l’elencazione di questi “principi” si è passati all’analisi del piano programma finanziario vero e proprio, tenuta da Vincenzo Lombardo.
Fin da subito è stato stabilito che la tariffa dell’acqua continuerà ad aumentare, con un +15% da qui al 2033.
Previsti anche 52 milioni di euro di investimenti: già stretto l’accordo per il prestito di 27,5 milioni da parte di Banca Intesa qualora Lrh otterrà l’affidamento del servizio idrico.

Nella fase d’avvio avremo dunque la holding che si occuperà da una parte dei servizi di supporto verso le altre partecipate; e dall’altra della gestione e degli investimenti legati al SII. Sarà invece Idroservice la società che continuerà ad occuparsi di fatto della conduzione degli impianti, della gestione dei clienti per conto di LRH, della manutenzione straordinaria (non programmata) ed ordinaria).
Ma questa è solo la prima fase del progetto che guarda ben più lontano. Il piano di Lario Reti prevede infatti di far confluire in un unico soggetto (la holding stessa) tutte le attività afferenti al Servizio Idrico Integrato.
Un piano che si sviluppa su tre fasi.
1) Aggregazione delle patrimoniali minori (Consorzio Olginate Valgreghentino; Adda Acque, Ausm) in Idrolario. Tempi previsti: 6 mesi dalle delibere assembleari.
2) Fusione per incorporazione della risultante Idrolario in Lario Reti Holding. Tempi previsti:10 mesi
3) Fusione per incorporazione di Idroservice (che nello statuto diventerà “impresa strumentale a LRH”) sempre in Lario Reti Holding. Tempi previsti: un anno dall’affidamento.
Questo il progetto con cui Lario Reti si è autocandidato alla gestione del Servizio Idrico, eredità lasciata da Vittorio Proserpio.
Lunedi se ne discuterà ancora, questa volta all’assemblea dell’Ato, nella quale verrà confrontato con l’altra opzione ancora sul tavola, quella di Merate.
P.V.
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