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Scritto Martedì 19 maggio 2015 alle 11:29

Acqua: scatta l’aumento retroattivo + 9,4%. Dal 2011 tariffa più cara del 34% ma non si investe, dividendi a pochi comuni lecchesi

La decisione era stata presa esattamente un anno fa ed ora è stata confermata.
Quest’anno l’acqua dei lecchesi sarà ancora più salata di quanto già non era in passato, salendo da 1,70 €/mq a ben 1,86 €/mq con un incremento del 9,4%.        
Lo hanno stabilito i sindaci lecchesi riuniti alla Casa dell’Economia in via Tonale a Lecco per l’assemblea dei Comuni dell’Ato che hanno infatti affrontato anche l’”aggiornamento dei dati e dei parametri tariffari per l’anno 2015”.            
Di fatto una presa d’atto di quanto deliberato già nel maggio dell’anno scorso, quando già si era deciso un aumento identico, sempre pari al 9% (il massimo consentito).     

Elena Arena, Paolo Negri, Daniele Villa e Luca Guffanti

Basta infatti dare uno sguardo al prezzo medio dell’acqua pagato dai lecchesi in questi anni per rendersi conto del continuo aumento della tariffa idrica.      
Nel 2011 un metro cubo di acqua costava infatti mediamente 1,38€, contro 1,86€ di oggi.
In 4 anni i cittadini hanno subito dunque un rincaro del 34,7%. 
Si tratta, è bene sottolinearlo, di tariffe medie, che vanno poi declinate a seconda delle tipologie di utenza -(domestiche, industriali ecc).

Gli incrementi e le tariffe

Solo 3 sindaci hanno votato contro alla delibera che, attuando alcune modifiche tecniche richieste dall’Autority nella redazione del bilancio, recepiva anche le tariffe stabilite lo scorso anno: Merate, Cernusco ed Oggiono.
Ma non è certo un caso che la nostra provincia abbia fatto registrare tra i più alti incrementi di tariffa di tutta la Lombardia.               
Come già spiegato nel maggio 2014 quando si erano decise le tariffe (l’approvazione di ieri non è stata accompagnata infatti da alcuna discussione in merito), le cause vanno ricercate nel fatto che oggi i cittadini lecchesi sono chiamati a coprire con la bolletta idrica anche un conguaglio di ben 4 milioni di euro che vanno ricondotti al 2012.            


Si tratta infatti di un aumento retroattivo che già a suo tempo aveva suscitato non poche critiche da parte del Comitato Acqua Pubblica e da una manciata di sindaci, a partire dall’allora primo cittadino di Merate Andrea Robbiani.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole: anche quest’anno i lecchesi dovranno aprire ancora di più il portafoglio.
Eppure c’è chi come Remo Valsecchi del Comitato ha fatto notare che si potrebbe riuscire ad abbassare le bollette facendo meno utili (ma per alcuni sindaci significherebbe rinunciare ai dividendi…), visto che al momento – ha più volte denunciato Valsecchi - i soldi dei lecchesi non sarebbero utilizzati nemmeno per fare investimenti rilevanti nel sistema di distribuzione e di depurazione, che – è proprio il caso di dirlo – continuano così a fare acqua da tutte le parti.
P.V.
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