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Scritto Martedì 19 maggio 2015 alle 16:31

Affidamento del servizio acqua pubblica: i sindaci analizzano le proposte di Merate e di Lario Reti. I 3 requisiti a confronto

A più di tre mesi dal 10 febbraio, termine della presentazione delle proposte per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato della provincia di Lecco, i due progetti pervenuti sul tavolo dell’Ato sono stati presentati ai sindaci lecchesi riuniti in assemblea.
Si tratta come è noto dell’autocandidatura di Lario Reti Holding (presentata dall’Amministratore Unico su mandato dell’assemblea dei soci) e della proposta presentata dal Comune di Merate (che riprendere ed integra quella in parte già anticipata nella Conferenza dei Comuni del 3 novembre 2014.
Lunedi sera, alla Casa dell’Economia di Lecco, la dottoressa Elena Arena (direttore dell’ufficio d’Ambito di Lecco) ha infatti “passato in rassegna” le due proposte, confrontando in particolare la sussistenza dei 3 requisiti previsti per l’affidamento di un importante servizio come la gestione dell’intero ciclo dell’acqua per i prossimi 20 o 30 anni: la partecipazione pubblica totalitaria; il controllo analogo; la destinazione prevalente dell’attività a favore dell’ente affidante.
Queste, in estrema sintesi, le posizione espresse dalla Conferenza dei Comuni.
Le due proposte in sintesi.
Merate:
Fase 1) Fuoriuscita di Idroservice da Lario Reti Holding.
2) Fusione per incorporazione Idrolario-Idroservice.
3) Trasformazione in società per azioni e destinazione dei beni indisponibili costituenti dotazione del servizio idrico
Lario Reti Holding:
1) Aggregazione patrimoniali minori (Consorzio Olginate Valgreghentino, Adda Acque, ramo patrimoniale AUSM) in Idrolario.
2) Incorporazione di Idrolario in Lrh.
3) Incorporazione di Idroservice in Lrh.
 

Elena Arena, Paolo Negri (vicesindaco di Sirtori), Daniele Villa (sindaco di Robbiate) e Luca Guffanti

1° requisito partecipazione pubblica totalitaria
Merate: Con il compimento della 1° fase del progetto di ristrutturazione (fuoriuscita di Idroservice da Lrh) la società sarebbe partecipata interamente ed esclusivamente dai Comuni soci.
Lrh: anche la holding ha dichiarato di essere partecipata da soggetti pubblici. Su sollecitazione dell’Ufficio d’Ambito ha poi trasmesso la bozza del nuovo statuto che prevede “la costituzione di una società per Azioni esclusivamente a totale capitale pubblico”.
Rimane però l’obiezione sollevata dal sindaco di Oggiono sulla presenza nella holding di alcuni comuni dell’area comasca, quindi al di fuori dell’Ato, che per legge non sarebbero ammessi alla gestione dell’acqua della provincia di Lecco.
Secondo l’avvocato Luca Guffanti, legale dell’Ufficio d’Ambito, questo nodo sarebbe stato sciolto dal cosiddetto “emendamento Fragomeli” che ha eliminato l’esclusività della partecipazione dei comuni lecchesi, consentendo così la presenza anche di altre partecipazioni, purché non abbiano ruoli di decisione nell’idrico.
Questa criticità non si pone invece per la proposta di Merate, che esclude dall’acqua lecchese i comuni comaschi.

Marco Longoni (Annone), Luca Guffanti e Daniele Villa

2° requisito: il controllo analogo
Merate: il nuovo statuto conseguente alla fusione di Idroservice e Idrolario prevederà l’adozione di una precisa regolamentazione per l’esercizio del controllo analogo (ovvero il controllo diretto da parte dei Sindaci), in particolare con il modello dualistico, implementato anche con apposite modifiche statutarie.
E’ anche previsto l’ingresso della Provincia di Lecco non capitale sociale.
Lrh: l’autocandidatura della holding prevede la creazione di un ‘’Comitato di indirizzo e controllo’’ e la stipula di patti parasociali.
Ma, come ha sottolineato la dottoressa Arena, “Nonostante la richiesta di maggiori informazioni fatta ad entrambe le proposte, inizialmente Lario Reti non ha comunicato nulla, e solo recentemente ha fatto avere una bozza del nuovo statuto, la cui valutazione è quindi ancora in corso”.
 

Elena Arena e Paolo Negri

3° requisito destinazione prevalente dell’attività a favore dell’ente affidante.
Merate: con l’affidamento ad Idroservice, la società non avrebbe alcuna vocazione commerciale e svolgerebbe come unica attività il Servizio Idrico, fatta salva una quota marginale di vendita dell’acqua all’ingrosso extra-ambito.
Lrh: ben più complessa la situazione della multi utility, le cui partecipate – a partire da Acel Service ad esempio – operano sul mercato. Per ottenere l’affidamento dell’acqua, la società deve infatti dimostrare che l’idrico rappresenterà il settore prevalente della propria attività. Già, ma prevalente rispetto a cosa?
Secondo i tecnici dell’Ato il rapporto (“in termini quantitativi ma anche qualitativi”) deve essere riferito solo alla casa madre, e non all’intera holding. Lrh di per sé si occupa ‘solo’ di fornire servizi gestionali alle partecipate, per un fatturato di circa 2 milioni.
Evidente dunque che l’eventuale gestione del SII, con un giro d’affari di diversi milioni di euro, sarebbe prevalente.
Ma questo tipo di lettura non ha convinto tutti i presenti. Perché riferirsi alla sola casa madre e non a tutta la holding controllata, partecipate comprese? Se si paragonasse l’attività legata al SII a quella dell’intero gruppo questa non sarebbe infatti più prevalente.
A sollevare questa obiezione è stato ancora Roberto Ferrari, che ha trovato anche l’appoggio di Marco Longoni di Annone Brianza: “In alcune materie, come in quella fiscale o amministrativa, si guarda non la singola società ma l’intero gruppo. Non sarebbe opportuno richiedere un parere tecnico all’Anac per sgombrare il terreno da qualsiasi dubbio in materia?”.
Una richiesta che è stata respinta sia dall’avvocato Guffanti sia da Paolo Negri, vicesindaco di Sirtori e presidente dell’Ato: “l’affidamento del SII passerà attraverso 5 diversi pareri tecnici. Non credo sia necessario questo ulteriore approfondimento”.


Efficienza ed economicità
Merate: l’Amministrazione comunale ha prospettato la redazione di un piano industriale basato sui bilanci 2014 di Idroservice e Idrolario, recentemente approvati. “I bilancio ci sono stati appena consegnati e ci stiamo lavorando, ma posso già dire che mi sembra ci siano le condizioni per abbassare le tariffe” ha spiegato Massironi. “Voglio sottolineare come questa dovrebbe essere non la “mia” proposta, ma quella di tutti, basata sulle scelte fatte da questa stessa assemblea nel mese di novembre”.
Lrh: la holding ha predisposto un piano economico finanziario, selezionando il partner (Intesa San Paolo) che in caso di affidamento sosterrà il finanziamento degli investimenti nei primi 4 anni.
 
Questo l’approfondimento illustrato dalla dottoressa Arena ai sindaci lecchesi, che entro il 30 giugno dovranno scegliere chi sarà il nuovo gestore del SII. Le due proposte ora sono state presentate, e ai primi cittadini non resta che decidere a chi consegnare l’acqua dei 340000 cittadini lecchesi.
Da segnalare, infine, le rimostranze espresse dal vicesindaco di Cernusco Lombardone Salvatore Krassosky per la mancanza di adeguata informazione: “Giovedì scorso all’assemblea dei soci di Lario Reti ci siamo dovuti accontentare di qualche slide proiettata senza aver nulla sotto mano per seguire la presentazione” è stato il suo intervento. “Per la Conferenza dei Comuni ho scoperto invece che c’è stata inviata parte della documentazione, di cui non so esattamente nemmeno di cosa si tratti, a Mezzogiorno del lunedì stesso, qualche ora prima dell’inizio della seduta. Come possiamo guardare le carte se non ci vengono fornite almeno con qualche giorno di anticipo?”.
Poalo Valsecchi
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