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Scritto Mercoledì 27 maggio 2015 alle 16:11

Acqua: Marco Canzi venga in aula a Merate e ripeta l'intervento fatto in casa, in un confronto pubblico e non davanti a consiglieri che bevono tutto

Dodici minuti di cannonate a alzo zero. Sparate da una bocca di fuoco rimasta chiusa per troppo tempo. Ma non c'è coraggio in quelle parole: l'uditorio non porrà domande, non contrasterà certezze. Marco Canzi lo sa: la sua maggioranza è ininfluente, nulla conosce della materia e beve tutto. Con spocchia, da professorino delle medie l'assessore al bilancio spara a zero contro i giornali - in pratica contro il nostro network - colpevole di aver organizzato una campagna di stampa aberrante. Basata su ben tre bufale. Si infervora, alza la voce, è rosso in volto.

Marco Canzi

Ma è un bugiardo che gioca la sua prima partita a volto scoperto dopo aver tramato dietro le quinte. Diciamo che è un bugiardo per una ragione ben precisa: perché accusa merateonline di sostenere tesi false quando, come ben sa ma non dice, la tesi di questo giornale è la riproposizione della delibera della Giunta provinciale numero 69 del 28 ottobre 2013 che approvando l'affidamento provvisorio del servizio idrico a Idroservice pone come condizione preliminare ".... Laddove la stessa (Idroservice ndr) si attivi per essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalle normative nazionali e comunitarie per l'affidamento in house providing a società di 1° livello ed effettivamente acquisisca tali requisiti prima dell'affidamento ventennale...." La delibera prevede espressamente la fuoriuscita di Idroservice dal gruppo Lario Reti Holding. L'esatto contrario di quanto sostiene oggi Marco Canzi che è il portabandiera di LRH, la quale, pur avendo avanzato solo una autocandidatura priva del piano industriale vuole mantenere sotto il proprio controllo Idroservice che, così, resta una società di 2° livello, non controllata cioè dai comuni soci in via diretta. L'opposto di quanto Canzi sosteneva in passato, almeno fino all'inizio del 2013. Incalzato dal solito dottor Pezzuto, infatti, il professorino del PD asseriva che a gestire il servizio idrico doveva: 
1) essere una società costituita esclusivamente allo scopo (mentre LRH ha come business principale la distribuzione del gas);
2) essere controllata direttamente dai comuni soci in quote proporzionali al numero degli abitanti; 3) operare importanti investimenti destinando a ciò il margine d'impresa, tenendo sempre d'occhio la tariffa. Diceva insomma quello che da tre anni a questa parte sostengono Merate e Cernusco con il modesto sostegno di merateonline.
Ma poi è successo qualcosa. Qualcosa che ha spinto Canzi verso Lecco, dove l'affidamento è interpretato non già in chiave di servizio alla collettività ma come strumento per rafforzare il potere di Lario Reti Holding, la sua capacità di produrre utili da distribuire ai soci - non certo in misura proporzionale agli abitanti - e, soprattutto per garantire la sopravvivenza dell'azienda che gestendo gas, bene presente sul libero mercato, non è strategica e quindi i comuni, per legge dovrebbero recedere dalla partecipazione. Ecco, arriviamo al cuore del sistema. Un sistema che è interamente nelle mani del Partito democratico con l'incomprensibile avallo del Nuovo centro destra, o almeno di un paio dei suoi dirigenti lecchesi, contrastato con forza solo da Lega Nord e Movimento 5 stelle. Marco Canzi, da assessore di Olgiate Molgora si è avvicinato al cuore di questo sistema. Che per le sue potenzialità esercita un grande richiamo, diremmo addirittura un fascino....


Sarà un caso ma nel 2013, un anno dopo la sua presa di posizione in Aula, la moglie Francesca Colombo viene nominata membro del collegio sindacale di Silea, altra azienda a controllo PD. Il "sistema" inizia a premiare i suoi fedeli? Forse sì, forse è solo una coincidenza. Pezzuto l'ha fatto notare in Consiglio, scatenando un volume di fuoco inaudito. Di certo Marco Canzi, dopo il 2013, cambia idea, anzi la capovolge, portando con sé l'intera maggioranza, un po' perché a nessuno interessa la questione dell'acqua e un po' per il fatto che la Sindaca è più concentrata su mostre e sagre. L'inesperienza, del resto, costa. E costa ai cittadini perché gli olgiatesi pagano l'acqua più cara di Lombardia, come tutti i lecchesi ma in cambio, a differenza dei comuni lecchesi, ricevono fichi secchi da Lario Reti, in termini di dividendo. 

Ambrogio Sala, Dorina Zucchi, il segretario comunale e Roberto Romagnano

Qualsiasi consigliere comunale di maggioranza e opposizione dovrebbe alzarsi e chiedere conto a Marco Canzi di questo suo giro di valzer. Ma lui sa già che nessuno parlerà. Né l'esperto Ambrogio Sala, forse troppo impegnato nelle problematiche socio-sanitarie, in cui eccelle, né il giovane Roberto Romagnano che pure ha nella propria disponibilità da settimane la sentenza della Corte dei Conti ed essendo avvocato certamente è stato in grado di leggerla e comprenderla. Avrà dunque capito che i Giudici contabili ritengono illegittimo l'affidamento a Idroservice se questa resta controllata da Lario reti Holding. Ma neanche l'avvocato Romagnano si alza. Tacciono tutti, escluso Pezzuto. Tace anche la Lega nonostante che, ovunque in provincia, combatte contro la linea del PD. Del resto il loro candidato sindaco, Antonello Formenti, una volta incardinatosi nella poltrona di consigliere regionale è sparito dalla circolazione, al contrario del senatore Paolo Arrigoni, sempre sul pezzo.

Antonello Formenti e Paolo Arrigoni

Così nel silenzio indecente dall'Aula Marco Canzi dà sfogo a tutta la sua rabbia. Naturalmente Canzi evita persino di citare la sentenza della Corte dei Conti: ti puoi scagliare contro merateonline ma non certo contro i giudici contabili che nella loro sentenza ribadiscono esattamente ciò che questo giornale sostiene da sempre. Non dice neppure che incontra i consiglieri di altri comuni ma solo a condizione che stampa e cittadini restino fuori dalla porta. Ammetterlo suonerebbe poco democratico. Spara e basta, senza contradditorio. Bene, dottor Canzi, visto che in un'aula inerme è riuscito a fare lo spaccone che ne dice ora di affrontare a Merate, con la controparte, un dibattito pubblico? Se la sente di venire a ripetere le stesse cose non già davanti a  consiglieri di maggioranza che le garantiscono il consenso indipendentemente da ciò che afferma ma davanti a Andrea Massironi, Andrea Robbiani, Salvatore Krassowski, Roberto Ferrari, Remo Valsecchi, Stefano Maffi, Alfredo Casaletto? Se vuol giocare in casa siamo certi che questi signori, del tutto estranei ai giochi di potere e di partito ma avidi solo di legalità, verranno nell'aula consigliare di Olgiate Molgora, davanti allo stesso pubblico. Finora Lei ha accuratamente evitato qualsiasi confronto, seguendo le direttive lecchesi come un bravo soldatino. Abbia il coraggio di ripetere, davanti a chi può rispondere, che quella organizzata dal nostro network è stata una campagna di stampa "abberrante". Noi, che siamo parte in causa, perché un giornale che non si schiera su temi come l'acqua pubblica non ha ragione di esistere, ci limiteremo a leggere le sessanta pagine della sentenza della Corte dei Conti. E poi, affinché non pensi che la nostra stima nei suoi confronti sia calata nel frattempo, lasceremo la parola all'avvocato Roberto Romagnano. Per la chiosa finale.
Claudio Brambilla
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