• Sei il visitatore n° 344.879.474
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 09 giugno 2015 alle 17:34

Acqua: c’è chi la vuole sul mercato e non ammette l’errore e chi coerente la vuole pubblica con una corretta visione sociale

Come è stato possibile una conversione dalle idee e opinioni originarie, registrate almeno fino ad oggi, nei convincimenti personali, o orientamenti del proprio pensiero sulla gestione di un bene comune indispensabile come l'acqua ? Mettendo in secondo piano, sembra, l'unica soluzione che rispetta l'esito referendario e che garantisce nel tempo una gestione pubblica. La domanda si pone per l'evidente contraddizione tra le manifestazioni di sostegno e di alleanza durante la campagna referendaria ai promotori e agli ideali e principi del Referendum del 2011 e le defezioni attuali praticate con un notevole impegno, quasi fino all'affanno, tradendo gli ideali referendari. Praticate fino alla incomprensione, e se confermate venendo meno all'impegno morale e di lealtà democratica verso i cittadini ed anche agli ideali di progresso umano e di speranza che una vera gestione pubblica partecipata assicura. Defezione alla quale gli amministratori dei Comuni di Merate, Cernusco, Oggiono, Ello si sono opposti proponendo un modello rispettoso del referendum e delle regole nazionali. Chi ha dimenticato le precedenti opinioni preferisce parlare di dividendi (con l' aumento delle tariffe?), ipotizzare mutui milionari con banche per investimenti, e sappiamo bene che le tariffe sono legate all'ammontare del mutuo; più spendi in investimenti più chiedi aumenti tariffari. Sembra che l'unico obiettivo sia garantire dividendi agli azionisti. Piuttosto che quello di mettersi da parte dei cittadini ed imbracciare la bandiera del cambiamento del modello di gestione rispettoso del referendum, voluto dal 98% dei cittadini che si è recato alle urne. Perché l' auto candidatura di LRH è una cosa molto diversa e pericolosa rispetto alla proposta del Comune di Merate e su questioni strategiche. Vediamone alcune.

a) Chi ci assicura che è da escludere in modo definitivo che un domani la nostra acqua cada in mani a Multinazionali o Banche considerato che il controllo è nelle mani di LRH ( una Multiutility) e la società veicolo per l'acqua non risponderà direttamente ai Comuni. Non può essere un'avventura pericolosa?

b) Chi ci assicura che statuti posti a difesa delle "gestione in house" in casa LRH, in tempi successivi non vengono modificati facendo venir meno le difese poste a tutela del bene comune ?

c) Le Banche che interverranno, praticheranno tassi d'interessi di mercato (costi alti) e non è detto che le infrastrutture non possono ricadere tra i cespiti a garanzia, non è forse meglio un istituto pubblico?

d) Gestire l'acqua a mezzo strumento societario lontano dal controllo diretto dei Comuni qual è il progetto di LRH, significa filtrare il controllo dei Comuni e non permettere la più totale ingerenza e controllo sulla gestione e sull'andamento economico/finanziario. E' forse una scelta finalizzata a rendere difficile eventuali contrarietà degli azionisti pubblici nel momento che la nostra acqua verrà inserita nel mercato mondiale dell'acqua attraverso fusioni societarie con multinazionali del settore?

e)Tutti gli investitori sanno che investire nell'acqua rende molto e si rischia niente. Investire in un Comune o in un gruppo di Comuni che privatizza l'acqua da utili altissimi. Lo dicono uffici studi di banche internazionali. Le Leggi che incentivano la vendita di asset pubblici in cambio di minor rigidità del patto di stabilità che senso hanno? E' evidente lo scopo di incentivare vendite di aziende pubbliche anche se sono strategiche per il cittadino. E considerato che le maggiori somme a disposizione sono soldi derivanti dalle tasse dei cittadini, non viene regalato nulla. Non hanno il sapore dl ricatto con finalità di spogliazione di beni pubblici?

f)La riforma del titolo V ( da rottamare secondo il governo) che significato assumerà? L'espropriazione di tutti i beni dei comuni e provincie e regioni? I sindaci devono prepararsi a vendere le società dei servizi vitali? Una multiutility non è forse il veicolo più adatto allo scopo di trasferire l'acqua alle Multinazionali?

g)Perché non si riesce a liberarsi di questo "non ufficiale" progetto (LRH), quando l'alternativa è semplicissima e si incominci tutti, da subito a dire e far comprendere che quello "non è il nostro progetto e non è la nostra volontà di cittadini"?

Questi scenari non sono difficili da pensare perché già praticate in Italia con lo smantellamento dell'economia mista. Ci terrei a spostare l'asse della questione non tanto sul rapporto,pur importante fra chi incassa ricchi dividendi e chi riceve tra l'altro, solo briciole , sicuramente d'interesse per i primi visti i tempi di bilanci sofferenti, ma non molto per i secondi. Ma cercare il punto di svolta dei veloci cambi d'opinione e su cosa lo ha generato. Non c è altra strada che alzare il livello d'analisi che non può riguardare solo il profitto, anzi esso assume una funzione di storno dal desiderio dei cittadini di gestire l'acqua con un'unica società pubblica deviandolo verso un semplice problema di profitti. Si sta cercando di vendere l'idea che lo status dell'acqua pubblica è collegato normalmente al profitto e che per soddisfare i nostri fondamentali diritti (per i privatizzatori bisogni) dovremo ricondurre il bene verso fini commerciali andando verso una direzione che è l'esatto contrario del Referendum. Per capire il processo di cambio di opinione bisogna misurare l'effetto e la profondità delle operazioni di propaganda che sul campo delle idee liberiste ha avuto un grande successo. Perché il successo di questa operazione è stata una sostituzione di idee o di opinioni che sembravano radicate negli amministratori, ancor più che nei cittadini, verso opinioni che spingono verso scelte che fanno comodo a interessi che non sono quelli popolari(tenere le tariffe le più basse possibile). Quando invece il sentimento popolare è ancor più radicato sull'acqua come bene comune e respinge ogni tentativo di aggirare l'esito referendario. Perché dopo l'iniziale condivisione degli obiettivi del referendum si è passati a tenere in secondo piano una soluzione, la più semplice, che da garanzie di continuità nel tempo e meno costosa? Che è la proposta di Merate. La risposta non è difficile, il "committente" nel dopo referendum ha lavorato in modo sistematico sulle menti di tutte le classi dirigenti e sociali cercando di demolire un'idea, quella dell'acqua bene comune, che invece nelle classi popolari resiste, per poi sostituirla con quella desiderata da chi i principi referendari non condivide. E chi è il "committente"? Risposta scontata, è il neo capitalismo che ha imposto il pensiero unico o totalitarismo culturale che è sfociato in una sciagurata deriva ultra-liberista e conseguente frenetica stagione di privatizzazioni di ogni ambito umano (vendere tutto,anche l'acqua!). E come ha lavorato? attraverso i mass media con una comunicazione, slogan o ripetizione di concetti (questo giornale è una lodevole eccezione) che entra nei nostri atteggiamenti mentali coinvolgendo i nostri convincimenti più radicati con una insistente propaganda,alcune volte irriconoscibile perché ambigua e ipocrita, e impostata su scala nazionale; con una comunicazione omologata, vengono continuamente riproposte sempre gli stessi contenuti, con modalità acritiche, produce sostituzioni di opinioni e di valori.

Per costruire queste opinioni indotte dalla propaganda si fa affidamento all'innato bisogno di conformarsi dell'uomo,al bisogno di avere una guida, di essere parte di una maggioranza o forse meglio di sentirsi parte della totalità delle persone e di vedersi condiviso le proprie opinioni con il resto del gruppo. In sintesi identificarsi totalmente in qualche cosa. Non ha importanza che cosa, può essere la squadra di basket o di calcio o un partito politico o il gruppo delle bocce o dello sci alpino. Questa azione, esterna, di sostituzione dei propri convincimenti fa leva sul bisogno di appartenenza a un gruppo e col quale condividere uno schema che può riguardare i campi d'azione più diversi, come temi etici, temi sociali,economici,ambientali, oppure servizi pubblici fondamentali come l'acqua convincendoci che privatizzarla e lasciarla all'azione del mercato è meglio per tutti. Queste emozioni servono a distoglierci dall'idea originaria e ricondurre la mente verso lidi che non sono i valori di solidarietà e di conservazione del bene acqua ma verso scelte commerciali accettando assurdità economiche come l'acqua risorsa naturale economicamente sfruttabile a fini di lucro. Bisogna anche dire che non sempre funzionano,dipende dal livello culturale dei destinatari, dalle proprie sensibilità, dalle aspirazioni per una società più equa, dall'intento nobile di consegnare ai nostri figli un ambiente vivibile nel quale condurre una vita degna di essere vissuta. Tante sono le voci critiche, ad esempio quella del comitato lecchese acqua pubblica e tante altre, sono riusciti a farsi un'opinione documentata, non accettando quella fornita dagli "esperti". In più di un'occasione vengono definite come "atteggiamenti fastidiosi", che a qualcuno può non piacere ma che vanno elogiati. Quelle voci critiche all' auto candidatura di LRH hanno la necessità di fare diventare patrimonio culturale diffuso al grande pubblico le tematiche come i criteri di affidamento in house, il risparmio e gli sprechi del bene , tariffe più eque, qualità dell'acqua, quantità minima garantita per persona,controllo sugli investimenti e sui relativi appalti per non riempire le tasche ai soliti corrotti, rispetto dell'incompatibilità per amministratori e dirigenti volta ad evitare commistioni fuori da logiche statutarie e societarie, ecc. perché forniscono soluzioni di garanzia e di controllo per i cittadini. E su questi temi al progetto di Merate è riconosciuta una particolare attenzione e fornisce soluzioni credibili.

Questi fenomeni inconsci funzionano alcune volte anche al contrario, perché queste tecniche di persuasione sono necessarie anche per far conoscere e apprezzare una propria idea o proposta. Internet, la stampa e tv sono mezzi per diffondere ovviamente anche idee chiare e oneste e non sarebbe giusto privarsi della propaganda di progetti seri e condividerli con la pubblica opinione, l'importante è di elevarli sotto l'aspetto della chiarezza e trasparenza alla critica, la più professionale possibile in modo da mettere tutti liberamente in condizioni di accettare o meno. (questo giornale è una lodevole eccezione) Per non essere confinate in una piccola cerchia in un mondo dove le idee opposte hanno tanti mezzi di diffusione, queste tecniche possono essere utilizzate per scopi positivi o nobili, riconoscibili dalle proposte indirizzate verso gli interessi collettivi e quindi nel senso di soddisfacimento dei diritti umani fuori da intendimenti speculativi. Fortunatamente questi meccanismi di manipolazione delle idee propagandate con modalità acritica non fanno presa su tutti, sono sempre più le persone che rifiutano questo tipo di condizionamento (Grecia e Spagna docet) e quindi liberi di accettare o no qualsiasi proposta che viene prospettata, usando il nostro libero arbitrio, il metodo razionale di controllo e la coscienza in noi sempre sveglia ci porterà a identificare i tentativi di riproporre dei contenuti senza le modalità di critica necessarie per verificare la bontà o meno del progetto. Oggi la persuasione attraverso queste forme è diventata la modalità normale per comunicare nel mondo economico,culturale politico e chi ha argomenti e progetti,come i Comuni di Merate, Cernusco, Oggiono, Ello che si occupano dei problemi di libertà politica (esito referendario) e giustizia sociale (acqua pubblica) dovrebbero preoccuparsi che tutti i cittadini abbiano la possibilità di formarsi una cultura sull'argomento acqua, di crearsi un'opinione da far valere col pubblico consenso con un messaggio scrupoloso, sullo spirito democratico ,sui vantaggi economici ,rispetto delle regole della riforma proposta. Può accadere che un piccolo gruppo di amministratori possono attirare l'attenzione di altri interlocutori proprio per il prestigio e la maggiore obbligazione morale che il pensiero espresso contiene e quindi li si ascolta più attentamente. E' compito della politica che si rispetti, dare corso al referendum, non è più tempo per le fiaccolate nelle piazze, la decisione è stata presa. Su questo potranno contare sul sostegno del messaggio della Chiesa di Papa Francesco all'opposizione sui meccanismi di sfruttamento economico delle risorse naturali e dei beni collettivi, un consenso su questi temi che non sono puramente religiosi ma di una popolarità che deriva da cattolici e non, per le cose che nessuno dice, sulla sregolatezza del capitalismo attuale, su questo la chiesa cattolica sta costruendo una nuova direzione. Verrà capito in tempo nel lecchese?

Riccardo Appiani
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco