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Scritto Giovedì 18 giugno 2015 alle 22:12

Più arrosto che fumo nell'assemblea di Confindustria Lecco e Sondrio a Colico

Colico, nel cuore di una fabbrica, la Inear Aviation Italia, ha tenuto a battesimo la prima assemblea di Confindustria Lecco e Sondrio. Il luogo scelto è una felice sintesi geoeconomica tra due territori che sono chiamati ad andare oltre la semplice contiguità dei confini. Le due Confindustrie hanno tracciato un solco che potrà essere coltivato da altre categorie e istituzioni, nella convinzione che le sfide future richiedono strategie complesse e articolate. Il mondo è a un passo, ma sarebbe un errore guardare lontano senza accorgersi del vicino.

Il governatore lombardo Roberto Maroni

Il presidente Giovanni Maggi ha insistito su questo aspetto trovando il consenso di una platea impreziosita dalla presenza del gran capo Giorgio Squinzi e di un attento Roberto Maroni, presidente della Regione. L'infuocato braccio di ferro per la conquista della Camera di Commercio di Lecco non ha trovato cittadinanza in un contesto nel quale analisi e proposte si sono mescolate in un disegno che ha toccato i punti più caldi della crisi economica e ha indicato le vie per uscirne.
La parola d'ordine è stato il cambiamento, una sorta di filo conduttore che ha attraversato in filigrana la relazione principe e la tavola rotonda che ne è seguita. Maggi ha toccato questioni profonde, senza tralasciare i problemi quotidiani delle imprese, spaziando dalla dimensione provinciale a quella nazionale e avendo come orizzonte il mondo.

A destra il presidente di Confindustria Giovanni Maggi

Non poteva mancare un accenno al credito, definito “nervo scoperto” del sistema imprenditoriale. Così come spazio ha trovato il rapporto tra locale e globale. Il presidente Maggi proprio esaltando l'unione fra le due associazioni e sottolineando l'opportunità di integrare la diverse esperienze e competenze ha insistito sulla necessità di avere imprese sempre più internazionalizzate e perciò più evolute, competitive e innovative. Un'altra finestra è stata dischiusa sulle nuove generazioni e in particolare sull'impegno per valorizzare e trattenere i giovani talenti, facendo tesoro del passato ma sapendo guardare al domani. “Dobbiamo diventare un territorio per giovani” ha detto Maggi.

Maroni con Giorgio Squinzi

“L'ecosistema ideale nel quale possono attecchire nuove idee e progetti”. Non è mancato un passaggio corposo sul ruolo del Politecnico a Lecco, con riferimento all'esigenza di potenziare e qualificare i poli di ricerca e innovazione. Tanta carne al fuoco insomma. Un incontro nel segno della concretezza. Un merito non da poco abituati come siamo ai convegni, alle riunioni, alle assemblee fumose, che per sentire il profumo dell'arrosto devi aspettare il catering che chiude l'appuntamento. Fuori tirava l'aria fresca del lago, ma, per una volta anche all'interno della fabbrica non si è respirato aria fritta.

"La Lombardia e' una terra di innovazione, e' la sua vocazione naturale quella verso la ricerca e lo sviluppo di cose nuove e sono lieto che anche Confindustria abbia scelto la strada dell'innovazione, unendo Lecco e Sondrio, immagino che non sara' stato facile convincere le resistenze, ma questa e' la strada giusta" ha spiegato invece il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni.


"Voglio prendere a modello quanto state facendo - ha proseguito Maroni - perche' anche noi siamo chiamati a innovare sul piano istituzionale, perche', tra poco, le Province spariranno e saranno sostituite da un livello intermedio di 'area vasta' o 'area omogenea', che dobbiamo ancora definire, e penso che l'esperienza che state facendo possa davvero essere un punto di riferimento anche per noi, che, nei prossimi mesi, dovremo mettere mano alla ridefinizione dei confini amministrativi con l'unico obiettivo di dare risposte ¬piu' concrete e tempestive ai cittadini. In questi due anni e mezzo - ha proseguito il presidente - abbiamo fatto molto per il sostegno concreto a chi fa impresa e voglio ringraziare Confindustria e il mondo delle imprese per l'eccellente collaborazione, qualche volta anche critica, perche' questo ci permette di avere idee e contributi e ci consente di fare le cose per bene".

"Per il periodo 2014-2020 - ha ricordato Maroni - abbiamo a disposizione fondi europei per circa 2 miliardi di euro e vogliamo spendere tutti questi fondi che ci sono stati garantiti per il sostegno alle imprese, per le politiche attive del lavoro e per le infrastrutture. Sono molto soddisfatto di questo negoziato che abbiamo avuto con l'Unione europea, che ci ha garantito il 60 per cento in piu' di risorse rispetto alla programmazione precedente. Questo - ha spiegato - non e' stato un gentile regalo europeo: questi soldi ci sono stati dati in quanto abbiamo presentato progetti concreti e condivisi. Noi vogliamo spendere e investire queste risorse, attraverso dei bandi, e vogliamo dialogare con il mondo delle imprese, per capire dove mettere questi soldi, quali sono oggi le esigenze delle imprese, anche in base alle specificita' dei territori che meritano la dovuta attenzione". "Il dialogo sociale con i corpi intermedi, con chi rappresenta la societa' o con chi rappresenta il mondo delle imprese - ha concluso Maroni - per me e' fondamentale”.
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