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Scritto Venerdì 19 giugno 2015 alle 15:34

Riforma sanitaria: Adele Gatti e il gruppo tecnico presentano il nuovo modello di distretto, come esempio a livello regionale

Si è partiti da un lavoro di approfondimento della riforma socio-sanitaria della regione Lombardia e si è giunti a una proposta per la costituzione di un polo territoriale del meratese-casatese che, grazie agli esempi già testati, lungimiranti e attualissimi presenti sul territorio, possa essere utilizzato per consolidare l'esistente, nell'ottica del maxi emendamento all'esame al Pirellone.


Il documento è frutto di un pool di esperti e di soggetti coinvolti, a vario titolo, nel settore: Cristina Clementi, Giacomo Molteni, Marco Panzeri, Dario Perego, Ambrogio Sala, Emilio Zanmarchi per il gruppo tecnico; Fabio Crippa e John Patrick Tomalino (assessori ai servizi sociali) con Filippo Galbiati e Andrea Massironi rispettivamente sindaci di Casatenovo e Merate; Adele Gatti presidente dell'assemblea distrettuale.

Adele Gatti

Ed è stata proprio quest'ultima, cui si deve il merito di avere coordinato il gruppo di lavoro in uno spirito di concertazione e dialogo, non sempre scontati, che ha presentato il documento elaborato.
“Le tempistiche sono molto strette” ha introdotto il sindaco di Airuno “oggi presentiamo il lavoro, tempo qualche giorno per i suggerimenti e la settimana prossima porteremo tutto in commissione III in regione Lombardia. Nelle pagine che andremo a vedere non parliamo di confini. La nostra proposta serve per lanciare il nostro territorio a polo ed è in quest'ottica che abbiamo voluto ragionare”.
 

In prima fila Ambrogio Sala di Olgiate Molgora. Dietro Paola Merlini di Imbersago,
Eleonora Dozio di Robbiate e il sindaco di Montevecchia Sandro Capra

Felice Baio di Brivio, Emma Mantovani di Lomagna, Diana Maggioni di Osnago

Tre gli obiettivi da raggiungere per preservare e sviluppare il livello raggiunto nei servizi del nostro territorio (meratese e casatese):
1. valorizzazione dell'integrazione raggiunta tra ospedale e territorio, che ha come motore il Mandic e coinvolge altri soggetti pubblici e privati
2. preservare l'autonomia distrettuale con la disponibilità ad allargare il perimetro del distretto, per ampliare l'esperienza di integrazione già raggiunta e consolidata
3. avviare una sperimentazione organizzativa di integrazione tra ospedale e territorio che coinvolta altri soggetti pubblici e privati, disponibili a tentare questa via

Giacomo Molteni, Andrea Massironi e Filippo Galbiati

Dopo una illustrazione dello scenario storico, geografico, demografico e socio economico, il documento presenta le tre realtà che sono davvero il fiore all'occhiello del territorio, ben riconosciute anche fuori provincia: Retesalute (per la gestione degli interventi nel sociale), il dipartimento interaziendale della fragilità (costituito da AO e ASL – Difra) e l'Hospice per il settore sanitario.

In seconda fila Rosaura Fumagalli sindaco di Cassago con l'assessore Guglielmo Giussani.
In prima fila da sinistra Cristina Brusadelli di Cremella, Alberto Mauri di Sirtori, Roberta Trabucchi
neo sindaco della Valletta Brianza, Giovanna Villa di Verderio e Elena Codara di Imbersago


Dieci infine i punti cardine che costituiscono le linee guida delle proposta:
1. l'avvio della sperimentazione nel distretto di Merate del nuovo modello di cura definito dalla proposta di legge “Evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo”. Il nostro territorio, infatti, si presenta ricco di esperienze, del privato-sociale, che si occupano di soggetti fragili e quindi rappresenta un'ottima base di partenza per lavorare su un quadro complesso e articolato come è la materia
2. individuare un ambito ottimale per la programmazione socio -sanitaria integrata che aggreghi una popolazione corrispondente al bacino di un ospedale di Primo livello
3. estendere il modello meratese alle ASST di appartenenza e riprodurlo in altri ambiti
4. mantenere il ruolo assegnato all'ospedale di Merate, già oggiAggiungi un appuntamento per oggi delineato come ospedale di primo livello, dotato di dipartimento emergenza e accettazione (DEA)
5. creare un presidio ospedaliero territoriale (POT) a Casatenovo sfruttando le aree di degenza rese libere dal trasferimento della pneumologia a Merate e valorizzare l'Inrca in ambito pneumologico e riabilitativo respiratorio, dove già eccelle, aprendo a un progetto per anziani con il coinvolgimento dei medici di base

In primo piano Sergio Bagnato (ex sindaco di Cernusco), Gianpaolo Torchio di Paderno e Marco Panzeri della Valletta Brianza

6. creare un centro socio sanitario territoriale (CSST) nell'area della Cittadella della Salute per i pazienti cronici
7. allargare la sperimentazione del CREG già in atto a Olgiate (e che ha il riconoscimento regionale) all'ASST di cure primarie
8. sviluppare e integrare maggiormente l'offerta dei servizi in capo al dipartimento interaziendale della fragilità promuovendo la riduzione delle degenze ospedaliere, il sostegno al terzo settore, il coordinamento delle strutture con la rete locale di cure palliative, la continuità nei percorsi di cura

Fabio Crippa, ass.servizi sociali Casatenovo, e Laura Pozzi assessore a Missaglia


9. sviluppare il ruolo dell'azienda speciale Retesalute
10. lavorare sulla Governance in quanto i comuni devono poter partecipare in modo adeguato alla definizione di una cabina di regia di ambito come luogo del confronto tecnico-politico strategico dell'integrazione.
 
In allegato il documento in forma integrale CLICCA QUI
S.V.
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