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Scritto Giovedì 02 luglio 2015 alle 17:59

Acqua: dallo psicodramma alla farsa, ma ora siamo al ridicolo. L’ ATO affida il servizio a LRH che però, dice, non ha i requisiti

Paolo Negri (Sirtori), Giuseppe Conti (Garlate), Davide Vassena (Dervio), Paolo Brivio (Osnago), Roberto Ferrari (Oggiono)


Si è svolta martedì pomeriggio la riunione del Cda dell'Ufficio d'Ambito di Lecco nella quale - come da copione - si è approvata la delibera di affidamento del Servizio Idrico Integrato direttamente a Lario Reti.
Una decisione di fatto già presa da tempo, che è stata avallata dalla maggioranza del consiglio di amministrazione (unico contrario Roberto Ferrari) nonostante le tante ''insidie'' giuridiche  che caratterizzano l'affidamento dell'acqua pubblica dei lecchesi alla holding, che non è in possesso dei requisiti previsti dalla normativa italiana e comunitaria. Due su tutti: il controllo analogo e l'attività prevalente.

Può dunque la società essere affidataria del servizio nonostante non rispetti la legge? Sì, almeno secondo Paolo Negri (Sirtori), Giuseppe Conti (Garlate), Davide Vassena (Dervio) e Paolo Brivio (Osnago) che hanno approvato la delibera.
Coscienti però di camminare su un pavimento di cristallo, che potrebbe rompersi da un momento all'altro, magari sotto i colpi della Corte dei Conti.
Nella delibera è infatti messo nero su bianco quanto denunciamo da tempo: Lario Reti Holding non è in possesso dei requisiti.
''Abbiamo indicato alla società un cronoprogramma preciso, con scadenze ben indicate , affinché entro il 30 ottobre abbia tutte le caratteristiche previste dalle normative, che al momento mancano" ha spiegato il primo cittadino di Osnago.
Ma anche questo passaggio potrebbe non essere così semplice come spera l'Ufficio d'Ambito.
La sentenza della Corte dei Conti della Lombardia n. 195 del 13 maggio scorso afferma che i presupposti dell'in-house, del controllo analogo di primo livello, devono sussistere al momento dell''affidamento stesso e non essere acquisiti successivamente.
Dunque Lario Reti Holding avrebbe dovuto essere a norma già al 30 giugno, e non al 30 dicembre.
"E' stato un passaggio su cui si è ragionato e discusso e che non abbiamo voluto sottovalutare. Per dipanare ogni dubbio abbiamo chiesto anche un parere legale all'esperto dell'Ufficio d'Ambito, che ha garantito che la società debba essere in possesso dei requisiti nel momento in cui inizia la gestione, cioè nel nostro caso a gennaio 2016" ha continuato Brivio.
Ma ecco che, nel dubbio, si gioca d'astuzia. Nella scorsa settimana la dottoressa Arena, direttore dell'Ato,  da noi interpellata ci aveva fatto sapere che la delibera sarebbe dovuta approdare in Consiglio Provinciale - l'ente l'affidatario - entro la pausa estiva, cioè di fatto entro fine luglio.
Ma in quella data Lario Reti non sarebbe in ogni caso riuscita a modificare il proprio statuto e la propria compagine per permettere il controllo analogo da parte dei sindaci. E cosi è già stato stabilito che Villa Locatelli si esprimerà sulla vicenda solo dopo il 30 ottobre, quando - almeno secondo quanto previsto dal Cda - la holding si sarà finalmente adeguata alla normativa, con modifiche statutarie e con la creazione di patti parasociali.
''Quella che abbiamo approvato martedì è una delibera che indica l'inizio di un percorso, ed è comunque un affido condizionato al rispetto di determinate condizioni normative. E a ben guardare sarebbe stato lo stesso se anche avessimo scelto di seguire la proposta di Merate: al 30 giugno Idroservice non sarebbe stata comunque pronta per la gestione del SII. Sappiamo che in Provincia non c'era alcuna società pronta ad assumere direttamente il Servizio Idrico Integrato" ha continuato Paolo Brivio.

Tra i temi su cui il cda ha discusso martedì c'è anche il parere legale redatto dallo studio Catricalà su richiesta del Comune di Merate che pone, ancora una volta, l'accento sulle ben note criticità che accompagnano l'autocandidatura di Lario Reti (nonostante l'investitura da parte del Cda). E in particolare l'attività prevalente che dovrebbe riguardare il settore idrico ma che la holding, occupandosi anche di gas attraverso la controllata Acel, non rispetta.
"Un documento degno di attenzione e considerazione, contenente valutazioni precise ma non tali da avere gli estremi, a nostro giudizio, per precludere l'affidamento a LRH".

Ora la palla passa alla conferenza di tutti i sindaci lecchesi riuniti in assemblea (la convocazione è prevista per fine mese, forse il 27 luglio)  che dovranno scegliere se accogliere o meno la proposta di delibera del Cda.
La votazione dovrebbe riguardare dunque la promozione o la bocciatura della delibera del Cda, mentre non sembra che sarà possibile ad esempio scegliere di affidare l'acqua pubblica ad Idroservice. "Non si potrà indicare una strada alternativa, visto anche che Merate ha interrotto la discussione con l'Ufficio d'Ambito'' ha sottolineato Brivio.

In queste settimane i sindaci avranno il tempo di approfondire la questione e soprattutto di chiedere un atto di indirizzo ai consigli comunali. Un passaggio non obbligatorio ma al quale ricorreranno in molti.
Anche per avere un salvagente (quantomeno con l'opinione pubblica) qualora l'affidamento a Lario Reti Holding dovesse naufragare contro gli scogli degli organi di controllo.
Paolo Valsecchi
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