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Scritto Lunedì 06 luglio 2015 alle 14:36

Acqua: minoranze del CC di Lecco compatte, il servizio solo a Azienda già con tutti i requisiti, 1° livello e 'controllo analogo'

Opposizioni compatte nel chiedere al sindaco Virginio Brivio di Lecco di convocare una seduta da dedicare interamente alla vicenda dell’affidamento del servizio idrico integrato. Un’iniziativa clamorosa destinata probabilmente ad essere ripetuta in decine di Consigli comunali in provincia di Lecco. La questione per i lettori del nostro network è nota, avendola seguita pressoché in solitaria sin dall’inizio.

I firmatari: Cinzia Bettega, Alberto Anghileri, Alberto Negrini, Enrico Tallarita e Massimo Riva
Ultimo a destra il sindaco Virginio Brivio

L’ultima puntata – a parte i pareri illustri pubblicati integralmente – riguarda la decisione assunta dall’Ufficio d’ambito che deve essere approvata dall’assemblea dei sindaci dell’ATO e poi dal Consiglio provinciale. A larga maggioranza (quattro consiglieri del centrosinistra con un solo voto contrario, quello del leghista Roberto Ferrari di Oggiono) il CdA dell’ATO ha deciso di affidare per i prossimi 20 anni il servizio a Lario Reti Holding pur ammettendo che oggi la società, per quanto a controllo pubblico, non ha i requisiti richiesti dalle normative nazionali e europee. L’impegno è che entro fine anno la società guidata da Lelio Cavallier ponga in essere tutte le modifiche statutarie e societarie per diventare società di 1° livello, ossia controllata direttamente e proporzionalmente dai comuni soci cui eroga il servizio. Quindi con il controllo strategico da parte dei comuni-soci medesimi. Oggi il servizio è gestito da Idroservice Srl controllata al 100% da Lario Reti. La Corte dei Conti della Lombardia ha già sentenziato chiaramente che così non va bene, l’affidamento è illegittimo. Eppure è stato già prorogato una seconda volta. Del resto che non fosse regolare l’affidamento già lo si sapeva tanto che il Consiglio provinciale nel 2013 aveva dato a Idroservice poco più di otto mesi di tempo per uscire dall’orbita di Lario Reti ed essere controllata dai comuni con quote proporzionali al numero degli abitanti dei comuni-soci stessi. L’ultimatum scadeva il 30 giugno 2014 ma la maggioranza dell’assemblea dei sindaci, tutti di centrosinistra in qualche modo direttamente influenzati dal PD, non ha mai dato corso a questa delibera ed anzi a fine anno ha confermato l’affidamento a Idroservice. Ponendosi così fuori legge. Questa in sintesi la vicenda che, come dicevamo, il nostro network ha seguito e quindi chi fosse interessato può trovare in archivio articoli e autorevoli pareri.

Questo il testo della Mozione:
CONSIGLIO COMUNALE DI LECCO 

RICHIESTA DI CONVOCAZIONE URGENTE DEL CONSIGLIO AI SENSI COMMA 1  ART.26 REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LECCO 

MOZIONE URGENTE AVENTE PER OGGETTO:  AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. INDIRIZZO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LECCO AL SINDACO PER LA CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DELL' AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE DI LECCO DI CUI IL SINDACO PRO TEMPORE E' MEMBRO PER CONTO DEL COMUNE DI LECCO.

Premesso che
è volontà dei proponenti che il Servizio Idrico Integrato della Provincia di Lecco sia gestito da società pubblica dei comuni dell'ambito territoriale ottimale della Provincia di Lecco; che tale società sia di primo livello ed avente all'atto dell'affidamento i requisiti di società “In House” per la gestione del Servizio Idrico Integrato; che tale società sia sottoposta al controllo diretto, ovvero analogo, dei comuni soci auspicando nel  futuro la trasformazione della stessa società in Azienda Speciale per la gestione del Servizio Idrico Integrato in Provincia di Lecco;
da notizie di stampa, in data 30 giugno 2015 si è riunito il consiglio di amministrazione della Autorità di ambito della Provincia di Lecco per valutare la proposta di affidamento del Servizio Idrico Integrato da sottoporre all'approvazione o diniego dell' Assemblea dell' Ambito Territoriale Ottimale Di Lecco;
Premesso altresì che
ai sensi dell' Art. 42 del Testo Unico Enti Locali si ritiene che sia competenza del Consiglio Comunale l'atto di indirizzo sulla gestione organizzazione e concessione dei servizi pubblici locali, come enunciato dal comma 2) paragrafo b) prevedente il piano d'ambito da riconoscersi di fatto in un piano finanziario alimentato dalle tariffe deliberate dai Sindaci, oltre al dettato della norma attiva stessa;  paragrafo e) del comma 2) prevedente la competenza dei consigli “nell'organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione”  e al paragrafo g) disponente, come competenza del consiglio: “indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza”;
la Corte dei Conti della Lombardia nella sentenza (non  sufficientemente indagata) seguita all'adunanza pubblica del 25 novembre 2014, tra le altre disposizioni, rileva le criticità dell'affidamento a Idroservice Srl e della gestione precedente, obbligando le amministrazioni a superare le stesse criticità indicando al punto 6.1  che l' affidamento diretto “In House” può essere fatto a società in possesso dei requisiti prescritti per la gestione “In House”, ovvero tra gli altri requisiti, a società partecipate direttamente da enti locali compresi nell' ambito territoriale ottimale all'atto dell' affidamento senza altri soggetti siano essi pubblici o privati .

Rilevato che
al punto 7  dispone che le criticità vengano rimosse.

Rilavato e  sottolineato che
la Corte dei Conti in Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia nella camera di consiglio del 22 aprile 2015 pubblicata il 13/5/2015 n. 195, specificamente sull'affidamento del servizio idrico integrato nel punto 4.1 ed in generale nelle motivazioni, sottolinea che “La legittimità dell'affidamento del servizio va valutata con riferimento allo stato di fatto e di diritto esistente al momento dell'adozione del provvedimento”; e quindi  al momento dell'affidamento “devono sussistere tutti i requisiti e presupposti legittimanti l'affidamento diretto"; ne discende che una modifica di uno statuto societario, intervenuta successivamente all’affidamento, “quand’anche effettivamente dovesse configurare un’integrazione della forma di controllo consentita agli enti, non sarebbe in ogni caso valutabile ai fini di ritenere integrato il requisito mancante e superato il provvedimento originario”.
Allo stesso modo, seppur incidentalmente, appare da sottolineare l’importanza che anche la Provincia di Lecco ha ritenuto di ribadire in merito alla verifica in essere della sussistenza dei presupposti per procedere ad un legittimo affidamento “In House” del servizio in esame, anche in riferimento al pronunciamento del Consiglio di Stato n. 2154/15 che ha definito come necessario, anche nel caso di pluripartecipazione, che la legittimità dell’affidamento del servizio vada valutata con riferimento allo stato di fatto e di diritto esistente al momento dell’adozione del provvedimento (in generale, da ultimo, cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 29/01/2015, n. 420).

Tutto quanto ciò premesso e rilevato, si determina che :
presupposto di legittimità dell'affidamento è il possesso dei requisiti al momento dell'affidamento e tra questi requisiti si sottolinea che: - la società affidataria deve avere lo Statuto espressamente predisposto accogliere una gestione “In House”; - la società affidatarie deve  rispettare la cogenza dell' art. 149 bis DLGS 156/2006 cosi come modificato, ovvero  “L'affidamento diretto può avvenire a favore di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall'ordinamento europeo per la gestione “In House”, comunque partecipate dagli enti locali ricadenti nell'ambito territoriale ottimale”  e non da altri enti pubblici o società. Oltre agli altri requisiti noti quali: la totale partecipazione pubblica (con divieto di cedibilità a privati);  l’esclusività (destinazione prevalente dell’attività a favore dell’ente affidante); il controllo analogo (esercizio di influenza decisiva sugli indirizzi strategici e sulle decisioni significative del soggetto affidatario, tale da escludere la sostanziale terzietà dell'affidatario rispetto al soggetto affidante). 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI LECCO NELL' INTERESSE DELLA COMUNITA' A TUTELA DELL'ENTE IMPEGNA IL SINDACO DI LECCO: 
in sede di assemblea Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Lecco a votare in favore dell' affidamento del Servizio Idrico Integrato solo nel caso in cui l'azienda affidataria rispetti al momento del voto i requisiti di legge  per l’affidamento; ovvero sia una società con statuto espressamente “In House” e con i  requisiti prescritti per la gestione “In House” nonché partecipata direttamente da enti locali compresi nell' ambito territoriale ottimale (vedi art. 149 bis DLGS 156/2006 ) e quindi all'atto dell' affidamento senza altri soggetti in qualità di soci siano essi pubblici o privati.
A osservare quanto prescritto dalla Corte dei Conti, Sez. Regionale di Controllo per la Regione Lombardia, 13/5/2015 n. 195

I CONSIGLIERI COMUNALI
CINZIA BETTEGA - CAPOGRUPPO LEGA LOMBARDA LEGA NORD
MASSIMO RIVA - MOVIMENTO 5 STELLE
ALBERTO NEGRINI - VIVA LECCO
ALBERTO ANGHILERI - CON LA SINISTRA CAMBIA LECCO
ENRICO ANTONIO TALLARITA - FORZA ITALIA
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