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Scritto Martedì 14 luglio 2015 alle 23:58

Annone: nessun passo avanti per la Riva Acciaio, la trattativa rinviata in Provincia

Si sono riuniti in presidio di fronte alla sede di Confindustria Lecco i lavoratori della Riva Acciaio di Annone Brianza, un'ora prima dell'avvio dell'incontro in programma nel primo pomeriggio di oggi, martedì 14 luglio. Obiettivo del confronto quello di ottenere un accordo quadro che garantisca ai lavoratori un ulteriore anno di ammortizzatori sociali, a seguito della fine del contratto di solidarietà in scadenza a settembre, e il pagamento dei contributi.


Il vertice, che si è concluso nel tardo pomeriggio, avrebbe però dato esiti negativi. Chiusi sulle rispettive posizioni, le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale non sono riusciti a raggiungere un accordo, tanto che per la prossima riunione è indetto anche un tavolo provinciale. "Abbiamo ribadito le nostre richieste di ricollocamento dei lavoratori e di incentivo all'esodo. L'azienda ha confermato la volontà di cessare formalmente l'attività con la scadenza del contratto di solidarietà e ha confermato la propria posizione" ha spiegato Giorgio Ciappesoni della Fim Cisl. Secondo quanto si è appreso l'azienda avrebbe riferito di non avere le risorse necessarie per il ricollocamento o l'incentivo all'esodo dopo questi ultimi anni di "sofferenza".


Nessun passo in avanti dunque - almeno per il momento - nella direzione della tutela dei lavoratori, con l'impresa che non sostiene di non avere più le "forze" per sostenere questo progetto.
Al presidio prima della riunione erano presenti anche i funzionari sindacali Enrico Azzaro della Uilm e Rino Maisto, Fiom Cgil, oltre a diversi operai preoccupati per l'annunciata cessazione dell'attività.
"Ho 53 anni e da 32 lavoro ad Annone, di fatto da novembre dello scorso anno la produzione è ferma, ma se ora ci lasciano a casa senza aiuti economici mi ritroverò a dover cercare un lavoro a 5 anni dalla pensione. Chi mai me lo darà?" è il pensiero di Giulio Calò, condiviso da diversi colleghi.


Nonostante le rassicurazioni della proprietà sulla ripresa del lavoro dopo il 2013, si è giunti alla cessazione dell'attività e al contratto di solidarietà, in scadenza a settembre.
"Dal 2008 ad oggi sono stati fatti degli investimenti, anche con la crisi si continuava a lavorare perché il 60% della produzione era esportata in Svizzera" ha spiegato un altro operaio. "Non trovano lavoro i giovani, noi cosa faremo?" si chiede Vincenzo Poppa, che lavora da 39 anni ma che, con la legge Fornero, non vedrà la pensione prima dei 43 e due mesi. È nella stessa condizione Salvatore Palermo, impiegato alla Riva Acciaio da 27 anni.
Il prossimo incontro in calendario è per mercoledì 22 luglio. Come dicevamo, questa volta il vertice vedrà anche la presenza della Provincia, dal momento che un sito di importanti dimensioni si avvia verso la chiusura.
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