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Scritto Venerdì 17 luglio 2015 alle 12:01

Emergenza idrica, Idroservice lancia l'allerta: i consumi superano la produzione. Si riducano gli usi di acqua inutili

Attenzione ai consumi dell'acqua, "che è sempre un bene prezioso ma ora lo è ancora di più". Lo ha detto il dott. Claudio Citroni, direttore di Idroservice srl, gestore del servizio idrico integrato della provincia lecchese. La cautela nell'utilizzo della risorsa primaria diventa ancora più essenziale vista la siccità prolungata delle ultime settimane e le previsioni meteorologiche che non lasciano intravedere precipitazioni a breve termine. Ad aggravare ulteriormente l'emergenza è la particolare situazione dell'acquedotto Brianteo, infrastruttura che potabilizza l'acqua dal lago di Lecco e da Valmadrera facendola confluire a molti comuni della Brianza lecchese oltre che ad alcune zone del comasco e della vicina provincia di Monza e Brianza. L'acquedotto è in funzione al 100%, ma in questi giorni i consumi delle utenze superano di gran lunga gli 800 litri prodotti al secondo. Sono tre i livelli di emergenza dell'acquedotto identificati lo scorso anno nell'ambito della Proceduta di gestione delle emergenze resa nota a tutte le amministrazioni comunali servite dal "Brianteo". Il primo livello è caratterizzato da consumi d'acqua elevati durante il giorno, di fronte ai quali Idroservice può eventualmente chiedere di destinare gli usi non essenziali al periodo notturno. Un secondo livello prevede invece la chiusura delle forniture al di fuori della provincia lecchese per la tutela delle utenze. Nella giornata di ieri è stata raggiunta la condizione di emergenza massima, identificata con il livello 3. Ciò significa che i consumi complessivi superano stabilmente la capacità massima di produzione dell'acquedotto rendendo inevitabile, se non si ricorre ad opportuni correttivi, il raggiungimento nei prossimi giorni di una condizione di limitazione delle forniture. In sintesi, siccome i consumi hanno nettamente superato la produzione massima dell'acquedotto Brianteo che serve 45 comuni del lecchese, Idroservice ha chiesto l'aiuto dei comuni per l'emissione di ordinanze richiedenti l'utilizzo essenziale dell'acqua, che deve essere quindi indirizzata ad esigenze alimentari o igienico-sanitarie. Sono già diversi i sindaci che si sono attivati in questa direzione, emanando le ordinanze del caso. Dall'analisi del profilo dei consumi, si evidenzia infatti come questi rimangano elevati anche durante le ore notturne, forse in quanto si sono mantenuti attivi utilizzi riconducibili, ad esempio, a irrigazione di orti, innaffiamento di giardini o al riempimento di piccole piscine. Il divieto 24 ore su 24 all'utilizzo dell'acqua per scopi diversi da quelli essenziali, sino a diversa indicazione, sta quindi diventando oggetto di numerosi provvedimenti adottati dalle amministrazioni comunali servite dall'acquedotto Brianteo ma non solo. La situazione risulta essere critica su tutto il territorio lecchese, dove si registrano preoccupanti fenomeni di siccità. Oltre al settore dell'acquedotto Brianteo, che interessa fortemente tutta l'area oggionese e casatese, è in difficoltà per la mancanza di precipitazioni anche l'area delle Valli con situazioni variabili da comune a comune in base alla natura e alla consistenza delle fonti sorgive. Qualche sofferenza la sta vivendo la Valsassina e in particolare Introbio. "Dobbiamo intervenire per evitare di trovarci in condizioni ancora più critiche" ha sottolineato il dott. Citroni. Anche l'area del lago non sta vivendo un facile momento. In emergenza, ma non ancora in situazione di crisi, la zona di Olgiasca (Colico) e di Dorio. "Ovunque gli acquedotti stanno dando il massimo, ma i consumi sono davvero superiori alla massima produzione di acqua. I sindaci, che fanno da tramite con gli utenti, ci stanno dando una grande mano. Ci appelliamo al buon senso e chiediamo dei sacrifici per evitare che la situazione si aggravi ulteriormente. Ci aspettiamo che ci sia un fenomeno di ferie verso la metà della prossima settimana e un miglioramento della situazione legato anche alle precipitazioni attese per fine mese" ha infine dichiarato Claudio Citroni di Idroservice. Il monito è dunque quello di preservare l'acqua potabile evitando gli sprechi e gli usi impropri, per salvaguardare un bene prezioso e anche per non incorrere in sanzioni amministrative (che, secondo le ordinanze già emesse dai diversi comuni, possono variare da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro). Nessun allarmismo ma cautela e attenzione anche ai contatori e alle buone pratiche di fronte ad una situazione di emergenza che, come ci è stato riferito da Idroservice, non si vedeva dal 2003.
Simona Alagia
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