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Scritto Sabato 25 luglio 2015 alle 15:23

Paolo Negri, il San Giovanni Battista dell’acqua lecchese, maratoneta instancabile e grande predicatore

Un merito a Paolo Negri, vice sindaco di Sirtori ma, soprattutto, presidente dell'ufficio d'ambito di Lecco - l'ATO che ha scelto Lario Reti come gestore del servizio idrico - va riconosciuto: è instancabile. Un vero maratoneta intercomunale, un missionario la cui ragione di vita è diffondere il verbo della Holding, fare proseliti alla causa dell'azienda di via Fiandre e al partito democratico (che poi sono la stessa cosa). Convincere, convincere, convincere. Con una logica mediata tra l'arte della sdrammatizzazione democristiana e il richiamo forte ai valori del partito che fu del grande Pci, Negri sta girando la provincia per spiegare ai consiglieri comunali, per lo più del tutto all'oscuro della vicenda, che la scelta migliore per affidare il servizio idrico è Lario reti Holding.

Paolo Negri in consiglio comunale a Sirone

Qualcuno gli ha fatto notare timidamente che l'azienda non ha i requisiti tanto che persino l'ATO, cioè l'ufficio da Negri presieduto, l'ha scritto nella delibera con cui è stata decisa la soluzione lecchese ma lui rassicura: prima del 1° gennaio 2016 sarà tutto a posto con tanto di modifiche statutarie, patti parasociali ecc. ecc.

Si, la (flebile) replica, ma la legge dice che i requisiti si debbono possedere all'atto dell'affidamento, cioè a settembre quando l'iter lo concluderà la Provincia dei nominati e chi ci garantisce che la data sarà rispettata visto che una delibera ufficiale del consiglio provinciale degli eletti (dai cittadini) è stata del tutto ignorata?

Tranquilli, tranquilli, rassicura ancora il "nostro", stavolta faremo tutto a norma di legge. E l'altro: e ma fino a adesso la legge è stata presa a calci anche da voi dell'ATO.
Sopire, rinviare, parlare d'altro. Negri è un fuori classe, niente da dire. Gli chiedono se l'attività prevalente di Lario reti non sia il gas e lui nega perché la gestione non è diretta ma effettuata da Acel, che però è controllata dalla Holding al 92,46%. L'acqua invece sarà il business centrale di Lario reti. Che ha - dice - maggiore capacità di credito. Ma la legge impone che il servizio idrico debba essere interamente autofinanziato; allora gli utili della controllata continuano a entrare nel consolidato della Holding, quindi anche i ricavi che sono nettamente superiori a quelli stimati per l'acqua. Pertanto l'attività prevalente sarebbe commerciale, cioè la distribuzione del gas. No, no sono interpretazioni. L'ATO la vede diversamente. LRH avrà un bilancio solo per l'idrico ed è già a controllo totalmente pubblico. Bisognerà certo riparametrare le partecipazioni non in base al possesso azionario attuale ma al numero degli abitanti dei comuni soci.

Andrea Massironi

E la proposta Merate, gli ha domandato un arguto cronista di un giornale lecchese? Tecnicamente è valida ma non ha avuto il consenso degli organi amministrativi delle società coinvolte, Idrolario Srl e Idroservice Srl. Silenzio glaciale. Fine dell'intervista. Ma scusi signor Negri, ci permettiamo farle notare che:

1) Idrolario ha come amministratore unico Lellio Cavalier che da due mesi è anche amministratore unico di Lario Reti Holding, pur se l'autorità anticorruzione ritiene che ciò sia molto discutibile. Avrebbe potuto il Cavalier di Idrolario votare si alla proposta di Merate e no a quella di Lario reti al Cavalier di Lario Reti che l'ha formulata? E' un po' dura, in effetti.

2) Idroservice ha come A.U. il buon Castelli, ex sindaco non troppo apprezzato di Lomagna. Ma la Srl è controllata al 100% da Lario Reti, cioè da Cavalier; come avrebbe potuto il Gianfranco votare si a Merate e no a Lario Reti del suo sodale Cavalier? Domande difficili da porre eh colleghi? A questo punto un lettore curioso si domanderà: ma visto che da anni si dibatte di acqua pubblica senza arrivare a una, in compenso ci sono richiami e reprimende dalla Corte dei Conti e da autorevoli studiosi del tutto sopra le parti perché i nostri sindaci votano così convinti la proposta di Lario Reti?

C'è una sola risposta: perché sono subordinati al partito. Paolo Negri, per la verità, è stato nel Consiglio di Amministrazione di Acel Service Srl che, come abbiamo visto è controllata al 92 e rotti per cento da Lario reti. Quindi gioca in casa. Il buon Marco Canzi, altro missionario della causa "valmadrerese", tiene moglie nel collegio sindacale di Silea Spa, società interamente pubblica dove PD e NCD dominano. Ma la miscela micidiale tra la non voglia di capire e il fascino del partito fanno la differenza. Vincerà dunque la gara Lario Reti.
Poi se qualcuno la impugnerà - e sarà senz'altro così, vedi il ricorso all'autorità anticorruzione per la nomina di Cavalier, a cura del Comitato acqua pubblica - si rischia la nullità di tutti gli atti. Con l'ennesimo ricominciamo daccapo e la messa a gara del servizio. Così i privati usciti dalla porta potranno rientrare dalla finestra. Non male davvero amici sindaci del meratese-casatese.

Claudio Brambilla
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