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Scritto Venerdì 31 luglio 2015 alle 18:35

Assemblea ATO: piccole storie di personaggi tristi, tra alcuni lupi, tante pecore e una volpe

Peccato, peccato davvero che al grande pubblico taluni argomenti, ancorché essenziali per la vita del cittadino, come l'acqua, interessino poco o niente. Del resto non interessano neppure ai "fornitori" di notizie, e questo giustifica in parte i "fruitori". Perché, al contrario, seguendo vicende del genere si avrebbe anche l'idea più chiara di come una certa classe politica antepone in modo talmente sfacciato da diventare persino esilarante i propri interessi di bottega ad un corretto percorso di legalità. La lettura del verbale dell'assemblea dei sindaci dell'ATO che ha confermato in modo vincolante l'affidamento del servizio idrico integrato per i prossimi vent'anni a Lario Reti Holding, con la non trascurabile premessa che però la società oggi non ha i requisiti di legge, è decisamente illuminante. In assemblea si presentano 69 comuni su 88. L'approvazione del verbale di assemblea passa a volo radente. In sala Ticozzi arrivano altri tre rappresentanti di comuni del lecchese quindi il numero totale sale a 72. L'aggiornamento del piano d'ambito incontra qualche difficoltà: 6 comuni votano contro e altri 6 si astengono. Intanto si avvicina il punto cruciale: l'affidamento del servizio idrico. Ma Salvatore Krassowski di Cernusco, forte dei pareri legali circa l'attività prevalente dell'ente affidatario e il possesso dei requisiti prima di ottenere il servizio propone all'assemblea di rinviare il voto e chiedere il parere più autorevole possibile quello dell'Agcm, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Visti gli errori - consci o inconsci - fatti in passato la proposta appare più che meritevole di attenzione. Invece, mentre divampa la discussione i rappresentanti di Taceno, Bellano, Cortenova e Vendrogno se ne vanno. E lascia l'aula anche Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo cedendo il testimone alla consigliera Enrica Baio. La proposta Krassowski viene messa ai voti e bocciata da 56 comuni sui 68 ancora presenti. Si tratta dunque di votare l'affidamento ma Missaglia, Monticello e Cassago chiedono un supplemento di istruttoria anche loro con particolare riguardo al requisito della prevalenza dell'attività di Lario Reti in vista del parere definitivo (cioè dopo cinque minuti) da parte dell'assemblea sull'affidamento del servizio idrico. Ma Paolo Negri, il sindaco di Sirtori - solitamente travisato da vice sindaco - nonché presidente del CdA dell'ATO pretende che si metta subito ai voti l'affidamento del servizio. Naturalmente la manovalanza piddina aderisce e vota: 54 si a favore di Lario Reti, 9 contrari e 5 astenuti. Uno pensa subito che Bruno Crippa vistasi respinta la sua proposta voti contro l'affidamento a LRH o quanto meno si astenga e lo stesso dicasi per Rosaria Fumagalli di Cassago Brianza. Invece dal verbale appare evidente che i due, pur presi a pesci in faccia, votano quanto deciso dal cdA ATO. Da non credere ai propri occhi. Crippa, comunista di lungo corso, trent'anni e più di politica porge persino l'altra guancia. Mentre una quindicina di rappresentanti di altrettanti comuni lasciano sala Ticozzi (per la gran parte di essi, la missione affidata loro dai generali Antonio Rusconi e Virginio Brivio è stata portata a termine con successo) Crippa accetta che la sua proposta di verificare la legittimità dell'affidamento del servizio a LRH, approvato anche da lui cinque minuti prima, sia messa ai voti. E, naturalmente, viene respinta. Sinceramente dopo le due Casiraghi Missaglia meritava davvero qualcosa di più. Crippa, per rispetto della propria onestà intellettuale - e anche per questioni più sobrie riguardanti una lesione alla parte meno nobile - dovrebbe lasciare la carica di primo cittadino di Missaglia. Peggio di così non poteva fare. Al contrario Luca Rigamonti di Monticello, annusata l'aria si era astenuto. Evitando così di uscire dalla sala Ticozzi cornuto e mazziato. Ma Crippa non è il solo a dover riflettere bene sul proprio futuro politico. Anche Stefano Maffi, portabandiera del progetto Merate farebbe bene a dimettersi dalla carica di assessore esterno al bilancio del comune di Robbiate visto che il borracciere Villa ha votato come da ordini del generale Brivio, anche lui nativo di Robbiate pur avendo affermato in Consiglio comunale che non condivideva la proposta di Lario Reti ma "... siccome tutti la voteranno faremo così anche noi...". Pecore, direbbe Gordon Gekko, da scannare al mercato della politica. Se il dottor Maffi non ha saputo convincere il proprio Sindaco difficilmente potrà svolgere con successo opera di missionariato altrove. E poi c'è lo strano caso della signora Roberta Trabucchi neo sindaco del neo comune La Valletta Brianza frutto della fusione tra Rovagnate e Perego. Le due sindache, Marina Galbusera e Paola Panzeri si erano astenute durante la seduta della Conferenza del 18 maggio. E il gruppo, per quanto il Consiglio non sia stato convocato sul tema specifico aveva dato informalmente indicazione di astensione. Invece la Trabucchi ha votato a favore. E qualcuno ha già trovato una spiegazione: la Sindaca lavora a Sirtori come bibliotecaria comunale, dove, come abbiamo visto, comanda Paolo Negri anche se sulla carta il primo cittadino è tale Davide Maggioni. Vuoi vedere che pensando male si fa peccato ma spesso ci si azzecca? Ora però Marina e Paola, che siedono in Consiglio con la Roberta hanno un problema di credibilità personale: come faranno a spiegare alle due o tre persone che chiederanno loro conto del voto della Sindaca? Certo che se questo è uno dei risultati ottenuti con la tanto osannata fusione non possiamo che rafforzare la nostra convinzione in base alla quale ciascuno avrebbe dovuto fare per sé. Sarà un caso che Carmelo La Mancusa , sindaco di Santa Maria Hoè abbia votato contro la fusione e contro l'affidamento del servizio idrico a Lario Reti Holding?
Claudio Brambilla
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