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Scritto Martedì 04 agosto 2015 alle 12:27

Acqua: i consiglieri provinciali nominati deliberano per LRH. L’ex comunista Crippa (Missaglia), basta polemiche si fa così

Il consiglio della Provincia di Lecco ha esaminato e approvato – con il voto contrario di Alfredo Casaletto, Elena Zambetti e Stefano Simonetti – la deliberazione numero 52 del 30 giugno 2015 dell’Ufficio d’ambito avente ad oggetto “Affidamento del servizio idrico integrato nell’Ato di Lecco”. Come ha illustrato il presidente Ato Paolo Negri in diversi consigli comunali nel corso della scorsa settimana – presente al consiglio provinciale di lunedì 3 agosto – è previsto l’affidamento per 20 anni a Lario Reti Holding, in regime di in house providing. Entro il prossimo 30 ottobre Idroservice sarà incorporata nella Spa, ed entro la fine dell’anno Lario Reti dovrà acquisire determinati requisiti per divenire affidataria effettiva del servizio, che sarà attivo nella nuova modalità a partire dal 1° gennaio 2016.

Paolo Negri e la dottoressa Elena Arena

Nella serata di ieri, lunedì 3 agosto, è stata modificata la delibera provinciale numero 69 del 20 ottobre 2013, che individuava il modello di affidamento di in house providing relativamente a Idroservice. “La modalità di affidamento rimane la stessa, cambia il soggetto” ha argomentato il consigliere provinciale Anna Mazzoleni, assessore al bilancio della Giunta Brivio di Lecco. “Le successive delibere in merito all’affidamento del servizio hanno portato al percorso concluso con la decisione che oggi andiamo ad approvare”. I requisiti necessari per l’affidamento in house, ha ricordato il consigliere Mazzoleni, sono la partecipazione pubblica totalitaria, la dipendenza gestionale (per la quale dovrà essere approvato un nuovo statuto per garantire il controllo analogo, e creato un Comitato di indirizzo e controllo) e la dipendenza finanziaria, per la quale sarà necessario approntare un piano economico asseverato (entro la fine di novembre), incorporare Idroservice per l’unicità della gestione (entro la fine di ottobre) e promuovere la partecipazione dell’ente affidante, alias l’Ato in funzione della precaria Provincia (entro fine novembre). “La delibera 52 dell’Ato indica un unico processo di affidamento, che diventerà operativo al 1° gennaio 2016 quando tutti questi requisiti saranno stati ottenuti” ha spiegato Anna Mazzoleni. “Entro la metà di dicembre l’Ato e i comuni saranno chiamati ad esprimersi nuovamente sull’affidamento, che sarà decretato dalla Provincia entro la fine dell’anno".

Prima da destra Anna Mazzoleni

Nettamente contrario il parere dei consiglieri in quota Lega Nord Stefano Simonetti e Elena Zambetti. “La Corte dei conti si è espressa in merito a questo affidamento, che costituisce un atto non legittimo poichè i requisiti necessari all’affidamento dovrebbero essere ottenuti prima di questo, e non dopo” ha spiegato il sindaco di Ello. “Intanto il costo dell’acqua per i cittadini è aumentato del 280%, e questa soluzione potrebbe tradursi in un vero e proprio disastro finanziario per i comuni”.
Alfredo Casaletto, rappresentante del comune di Merate che ha proposto una diversa soluzione per l’affidamento del servizio idrico, ha parlato di una proposta “monca”. “Esprimo il mio dissenso e sottolineo che i comuni potranno deliberare il proprio recesso da Lario Reti Holding Spa. Nel Cda dell’Ato sono pervenute due diverse proposte, sarebbe stato opportuno portare anche la seconda all’interesse della conferenza dei sindaci. Invece ci si è trincerati dietro il diniego dei soggetti societari. Questo dispiace, perché non c’è stato contraddittorio. In merito alla dismissione delle partecipate Ausm, Adda Acque e il consorzio di Olginate e Valgreghentino, non è chiaro quali saranno le tempistiche” ha spiegato Casaletto. “Lario Reti è una holding che contiene realtà caratterizzate da fatturati importanti, come Acel Service. Ci sono palesi criticità in ordine a questo affidamento ventennale”.

In primo piano Alfredo Casaletto

In occasione della riunione dei sindaci dello scorso 29 luglio, hanno votato contro l'ipotesi Lario Reti i 9 comuni di Cernusco, Merate, Oggiono, Ello, Santa Maria Hoè, Ballabio, Torre De Busi, Sueglio e Barzio, e si sono astenuti Olginate, Cremeno, Monticello, Molteno e Colico.
Il consigliere provinciale Bruno Crippa ha espresso in consiglio provinciale alcune motivazioni di senso opposto rispetto a Casaletto. “Il nostro territorio ha bisogno di una società in grado di programmare un massiccio piano di investimenti (ne sono previsti per 129 milioni di euro), che risponda alle sanzioni europee e paghi i mutui dei comuni. Non è solo una questione tecnica o giuridica, ma di sostenibilità economica” ha spiegato il sindaco di Missaglia. “Anche l’altra proposta non aveva i requisiti previsti per il controllo analogo e l’affidamento in house, quello che approviamo oggi è un primo passo di un percorso condiviso da molti. Tanti hanno urlato, pochissimi hanno ascoltato, ma nessuno ha mai pensato di privatizzare l’acqua. Lario Reti Holding è una azienda pubblica, e gli utili saranno reinvestiti sul territorio. Quello che mi preoccupa di più è il futuro della nostra Provincia, territorio di piccole dimensioni che rischia di rimanere schiacciato tra le aree territoriali che stanno emergendo, con alcuni paesi che guardano altrove. Non c’è una  politica territoriale, e questo è il grosso problema al di là delle polemiche”.

Primo da sinistra Bruno Crippa

“Si discute tanto ma quello che conta davvero sono la qualità del servizio e la capacità di sussistenza economica senza pesare sui comuni” ha chiosato Anna Mazzoleni.
Il presidente provinciale Flavio Polano ha chiuso la discussione auspicando che il fervore dimostrato dai sindaci nel confronto sull’affidamento idrico si applichi anche alle future decisioni in materia. La deliberazione 52 in merito all’affidamento del servizio idrico integrato nell’Ato di Lecco è stata approvata con il voto contrario di Alfredo Casaletto, Stefano Simonetti e Elena Zambetti.
La questione tornerà in consiglio provinciale – e nelle assise dei comuni – entro la fine di dicembre. 
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