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Scritto Martedì 11 agosto 2015 alle 11:05

Nagasaki, 9 agosto 1945, nel cielo grigio spunta un B29 Superfortress...

Nagasaki 9 agosto 1945 il cielo è grigio per effetti atmosferici. Un bombardiere B-29 Superfortress  degli Stati Uniti  alle ore 8:15 sgancia la seconda bomba atomica Little Boy. Il fungo atomico si espande e trasforma il grigio cielo. Muoiono all'istante 100-000-200.000 persone civili.

Dopo l'esplosione il calore generato provoca istantaneamente la volatilizzazione della sostanza organica facendo scomparire l'essere vivente; il lampo luminoso acceca le persone; lo spostamento d'aria, provocato dall'esplosione, rade al suolo case, edifici, piante; la radioattività provocherà delle modificazioni genetiche nella popolazione. Il fungo atomico segnerà per sempre una svolta storica sul pianeta terra.

Sono passati 70 anni da quel 9 agosto, sul pianeta terra gli armamenti nucleari sono proliferati. Dopo quell'olocausto, dopo quel sacrificio di un popolo, la colomba della pace si è fatta grigia, non c'è angolo del  pianeta che non abbia l'atomica. In un secondo il pianeta terra potrebbe scomparire.

Si disse che fosse indispensabile colorare il mare del Giappone con il fungo atomico per indurre i governanti del Giappone a firmare l'arresa e concludere la seconda guerra mondiale. Ma, forse, fu l'atto dimostrativo, da parte della prima potenza atomica, di essere il centro del pianeta. L'atomica divenne il simbolo massimo del potere, della forza, del dominio.  

Sul pianeta terra, anche gli Stati che non producono l'atomica, per motivi di sicurezza militare, la posseggono. Anche l'Italia è contaminata da bombe H. Attorno a questo grande problema prevale il silenzio, il tacere.

C'è nell'aria un fungo asfissiante riguardante l'amnesia di quello che è accaduto e di quello che potrebbe accadere. C'è un filo sottile che va oltre la dimensione della finanza surreale, dell'economia, dei profumi di bellezza dei dominanti, della rivoluzione informatica e di internet. L'ombra, che sta dietro a quest'albero fantastico, illusionale del giocante liberal cittadino, del favoloso benessere e della banalità, è la bomba H.

La stessa popolazione giapponese è quasi infastidita nel rievocare l'evento. E' la stessa cosa che succede in Europa quando si evoca il giorno della Shoah o dello sterminio di massa dei campi di concentramento sparsi in tutta Europa.

Nell'attuale momento storico le genti sono coinvolte dal dissidio quotidiano nell'affrontare il micro che riguarda la propria sopravvivenza e nel ricercare il desiderato benessere sollecitato dalla grande macchina economica, psicosociale per la realizzazione del proprio Sé. Evita quindi di evocare gli eventi strazianti e distruttivi che sono accaduti.

Una quotidianità così tumultuosa e complessa per essere affrontata necessita di essere addolcita da pillole di placebo sociale che offrano un surrogato di benessere quotidiano da consumare con il cappuccino o il caffè.

Immaginare che sullo sfondo dell'esistenza di ogni mattina una bomba H possa scoppiare farebbe cadere l'umanità in uno stato di depressione o di barbaria.

Le genti subconsciamente sanno dell'esistenza di questo pericolo imminente ma cercano di nasconderlo, di evitare di pensarci. La questione è che, continuando a evitare a rimuovere o razionalizzare questa pulsione distruttiva di morte, per ricercare e sperare in un Eden fatto di mille illusioni di benessere, c'è il rischio di precipitare nel vuoto.

I potenti della terra, che possiedono la bomba H, si confrontano e mediano le varie questioni di potere, sapendo che l'Altro sa dell'arma.

L'H per il potere è come il volto di Giano che, essendo il dio della porta, può guardare dentro e fuori, il passato e il futuro. Non è possibile fondare la propria esistenza su una porta così pericolosa. La democrazia delle genti necessita di reggersi e procreare su postulati più evoluti. Il bene non si può fondare sull'esistenza del male. Ma il male è parte costituente dell'essere umano. Solo attraverso un'analisi interminabile dei comportamenti personali, privilegiando l'istanza di un progetto esistenziale rivolto alla dea della bellezza Venere è possibile dialogare con la pulsione distruttiva insita nell'essere umano.

No ad altre Nagasaki, Hiroshima e a tutti i campi di sterminio attuali, passati e alle guerre in atto.  La distruzione genera solo distruzione e morte psichica.
dr. Enrico Magni
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