Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 238.869.999
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 12 settembre 2015 alle 18:02

Il lecchese disarticolato e svenduto a libbre nell'indifferenza di una classe politica locale mediocre e subalterna

Se davvero esiste un "al di là", ovunque essi siano, Cesare Golfari e Pierluigi Polverari, guardando giù devono senz'altro attraversare un gran brutto momento. Un po' è colpa loro se qui sono rimaste solo scartine. Non hanno voluto/potuto preparare le rispettive successioni, sia perché Golfari se n'è andato all'improvviso e sia perché il Psi si è dissolto nel brodo primordiale e letale della corruzione. Se entrambi avessero avuto tempo e lungimiranza avrebbero addestrato uomini capaci di ribellarsi al disegno criminoso che un governo eletto da nessuno, rappresentato da ragazzotti che mai hanno lavorato sul serio in vita loro, sta portando avanti con lucida tracotanza, forte del consueto appoggio dei media asserviti, cioè quasi tutti, abili soltanto nelle operazioni di distrazione di massa, e dalla rassegnazione dei cittadini più alle prese col fine mese che con le grandi questioni collettive. Boy scout e madonnine, osannate dalle truppe renziane di stanza a Lecco, hanno di fatto smontato le province senza ridurne di un euro il costo relativo; ma generando un caos in fatto di collocazione di uomini e competenze che solo una giovinetta spensierata col padre vice presidente di una banca commissariata poteva generare. Tutti o quasi a plaudire alla "grande riforma". Senza pensare per un istante alle conseguenze. Che sono queste per la nostra provincia: Camera di Commercio a Sondrio, Prefettura a Como, Istituto Aler (case popolari) a Sondrio e Bergamo, Sanità a Monza. Ma vi pare normale disarticolare così servizi molto importanti distribuendoli "ad minchiam" un po' qua e un po' là? Quanto meno non si poteva concentrarli tutti a Como, dove stavano fino a 20 anni fa? E ora ecco che si palesa il rischio concreto di uno smantellamento se non totale sicuramente parziale, della Questura. Altro che commissariato a Merate. C'erano sindaci brianzoli che non lo volevano, poveretti, perché pensavano al risparmio nazionale. Volevano semmai una tenenza dei carabinieri. Coglioni, adesso ci portano via anche la Questura. Che cosa ci resterà? Nulla di tutto quello che Golfari e Polverari, con tanti loro amici della Dc e del Psi della prima repubblica sono riusciti a realizzare. L'ospedale Manzoni resterà di primo livello e inevitabilmente perderà nel tempo Cardiochirurgia e neurochirurgia; il mandic dovrà difendere con le unghie e con i denti i servizi di cui ancora dispone stando bene attento che, con la politica della riduzione lenta, rischia la fine per asfissia. L'esercito dei sindaci, che vent'anni fa di fronte a questa disarticolazione avrebbe scatenato l'inferno appare ora quasi inerme, un gregge di pecore pronte per essere scannate dalla follia romana la cui politica è massacrare le periferie più laboriose, rubare là dove c'è ancora qualcosa da rubare, senza minimamente intaccare i veri centri di spesa, ossia Roma con tutte le sue clientele e le sue consorterie . La Lega ha invitato tutti i sindaci a uscire dall'Anci, l'associazione dei comuni presieduta da Piero Fassino (PD) come prima mossa contro la politica governativa. Scommettiamo che non ce ne sarà uno del lecchese, non leghista, che accoglierà l'invito. Non per il Carroccio, ma per i propri cittadini. Abbiamo dimostrato con una lunga e accurata inchiesta quanto costeranno i tagli ai trasferimenti statali e il fondo di solidarietà che poi significa prendere soldi dei comuni del nord e girarli pari pari a quelli del sud. Ma loro, i sindaci piddini resteranno ai propri posti. E se i conti non torneranno ci sarà sempre la possibilità di alzare di qualche punto base l'aliquota di questo o di quel tributo locale. Sotto gli occhi, forse, di Golfari e Polverari, muti e attoniti, di fronte a questo spettacolo deprimente.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco