Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 327.990.351
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 14 settembre 2015 alle 15:24

Lecchese disarticolato/1: serve una massa critica più grande per evitare di essere periferia. Sindaco e Giunta convochino un consiglio straordinario

Uno dei punti qualificanti del nostro programma elettorale era l’obiettivo di far diventare Lecco una città con 70/80.000 abitanti, non certo per megalomania o per il desiderio di “mangiare” i paesi limitrofi. Oggi, come era inevitabile che succedesse, i nodi vengono al pettine: la riforma sanitaria regionale, la Camera di Commercio, la Prefettura, la direzione scolastica, l’Aler e altro ancora.
La strada dell’accorpamento e riduzione degli enti intermedi è ormai tracciata e territori come il nostro che per dimensione sono tra i più piccoli ne subiranno le conseguenze se poi aggiungiamo il pasticcio che il Governo ha realizzato con la riforma delle Provincie, il quadro è completo. Abbiamo davanti due strade, o fermarci a piangere e rimpiangere il sistema “Lecco”, figlio di un altra epoca e di un altro secolo, oppure provare a lavorare per costruire una alternativa, altrimenti sarà inevitabile che il Meratese guardi a Monza o meglio ancora all’area metropolitana, che Colico si rivolga alla Valtellina e che la valle San Martino rispolveri gli antichi e mai sopiti amori per Bergamo.
Durante la campagna elettorale abbiamo più volte detto di non avere nessuna intenzione di partecipare al derby tra Monza e Como, in ogni caso saremmo o periferia dell’uno o parenti poveri dell’altro. A nostro avviso c’è una sola alternativa seria e credibile, aprire da subito un percorso che faccia diventare la nostra città un vero polo di attrazione per l’attuale territorio Provinciale, in grado di fornire servizi di qualità, strutture e infrastrutture, sanità e scuola pubblica, trasporti, cultura e altro ancora. Oggi le ridotte dimensioni di Lecco non consentono tutto questo, è necessaria una “massa critica” molto più grande. Chiediamo al sindaco e alla giunta di convocare una sessione del Consiglio Comunale per discutere di questa nostra proposta, una discussione aperta alle forze sociali, a tutti i soggetti interessati e che ne abbiano voglia. Non abbiamo certo la pretesa di avere la verità in tasca, non esistono soluzioni semplici a problemi complessi ma siamo convinti che sia indispensabile un salto di qualità, serve una discussione libera e aperta che eviti rimpianti, nostalgie o peggio ancora scontri che penalizzano ulteriormente le nostre già scarse possibilità.
Le risorse continueranno a diminuire e con questa realtà dobbiamo fare i conti, dopo anni di inutili chiacchiere sul federalismo stiamo assistendo a scelte che ridurranno gli spazi di partecipazione ai livelli più vicini alle persone. La sfida non è certo semplice ma tocca a noi provare a ribaltare i termini della situazione e far diventare un “problema” in una occasione di sviluppo e di rilancio. Decidere di non accettare questa sfida ci condannerà a discutere di “ponti o di alberi da tagliare”, cose certamente importanti ma che di certo no bastano per risolvere i problemi delle donne e degli uomini che ci hanno eletto.
Alberto Anghileri, consigliere comunale ''con la sinistra cambia Lecco''
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco