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Scritto Domenica 27 settembre 2015 alle 21:15

La Oggiono di un tempo rivive in miniatura a Palazzo Prina

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato viaggiare nel tempo. Scoprire il futuro o magari tornare nel passato, anche solo ai tempi dei nostri nonni.
Questo pomeriggio Palazzo Prina è riuscito addirittura a far incontrare passato e presente: il tutto, grazie all'entusiasmo di studenti e insegnanti dell'istituto comprensivo di Oggiono.

Da sinistra Giandomenico Corti, Giuseppe Giudici, il maestro Gino Marucci, Giancarlo Benaglia e Ambrogio Bonfanti

Gli allora bambini classe 1955, allievi del maestro Gino Marucci, hanno infatti rispolverato un plastico ottimamente conservato che riproduce il paese, realizzato con le loro mani in seconda elementare. "C'era chi si occupava di incollare e chi, con grande precisione, ha realizzato i binari della ferrovia. Inoltre, grazie alla passione per l'elettricità, qualcuno si è incaricato di illuminare la nostra piccola Oggiono" hanno spiegato Giuseppe Giudici, Dario Ripamonti, Giandomenico Corti, Giancarlo Benaglia e Ambrogio Bonfanti, ex alunni che hanno contribuito al bellissimo lavoro risalente al 1962. "Allora non c'erano né internet, né i telefonini, quindi ognuno di noi faceva dei bozzetti a casa e li portava a scuola per aggiungere sempre nuovi pezzi al plastico".

 

Le differenze rispetto ad oggi saltano subito all'occhio: non c'era ancora l'Istituto Bachelet e l'odierno negozio di frutta era a quei tempi il cineteatro Diana. Al posto del Gran Mercato c'era la Fiat e si poteva ancora vedere la fabbrica di Carniti, che diede lavoro a molti oggionesi. I quattro testimoni hanno ricordato con un sorriso la loro esperienza a scuola e al lavoro, fieri di un plastico che ai visitatori è sembrato un'opera realizzata al giorno d'oggi. Chi se lo fosse perso, può stare tranquillo: il plastico verrà esposto per tutto il mese in libreria Liberamente e trasferito presso la fabbrica Donadeo nei giorni del Fierone, quando verrà allestita anche una ricca mostra fotografica sulla Oggiono di una volta.

 

Poco più in là, i ragazzi dell'odierna 3E dell'Istituto Marco d' Oggiono hanno invece raccontato l'impresa di ricostruire il Battistero di Oggiono in miniatura. "Abbiamo usato la pietra arenaria originale e la pietra delle cave della Valtellina per riproporre, con il contributo della sezione C, il nostro Battistero. Stavamo infatti studiando il Romanico in storia dell'arte, per cui abbiamo deciso di partecipare al progetto per Expo con questo modellino. Ci abbiamo impiegato quasi un mese ma ci siamo diveriti moltissimo".
All'ingresso del cortile, invece, Giulia, Emma, Erica e Diego di 3D hanno illustrato ai visitatori il loro pannello multimaterico "Dissetare il pianeta".

 

"Abbiamo ingrandito un particolare del quadro di Marco d'Oggiono "Le nozze di Cana", esposto a Brera. Lo abbiamo riprodotto su lucido e quadrettatura, poi, con l'aiuto di una nostra compagna che ha un tatto molto sviluppato, abbiamo usato diversi materiali, come sughero e stoffe, per ricreare le figure umane e l'ambiente del quadro. Abbiamo scelto Marco perché volevamo valorizzare il nostro territorio. Inoltre, il dipinto si trova a Milano, città dell'Expo" hanno spiegato.
Il pannello e il Battistero sono solo due dei tanti progetti con i quali la scuola media di Oggiono ha partecipato al bando nazionale Expo.


"Alcune classi hanno realizzato dei disegni, altre si sono cimentate col sito "Viaggio nella Brianza oggionese", altre ancora hanno cucinato con delle ricette tipiche. L'intento è stato quello di non focalizzarsi solo sul tema dell'alimentazione, ma di recuperare e valorizzare il territorio anche da un punto di vista artistico-culturale"
, ha spiegato una docente.
Un lavoro pienamente riuscito, come testimonia l'entusiasmo dei ragazzi. E che potrà rimanere a disposizione degli oggionesi anche dopo la fine dell'Esposizione Universale.
Roberta Scimè
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