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Scritto Venerdì 02 ottobre 2015 alle 08:28

Annone, 'Riva acciaio’: vertice al Mise di Roma sul piano industriale della società

Si è tenuto giovedì 1 ottobre, presso il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) un vertice che ha visto incontrare la dirigenza aziendale della Riva Acciaio - proprietaria della stabilimento che ha chiuso i battenti ad Annone Brianza - con i dirigenti del Mise e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali (Fim, Fiom e Uilm). Un incontro, questo, che ha consentito di avere le idee più chiare sul piano industriale complessivo dell'impresa.
In questa sede la società ha illustrato le motivazioni delle scelte avvenute su gli stabilimenti di Verona e Annone Brianza, i due più colpiti dalla crisi di questi anni.


Per quanto concerne il comparto veneto, il gruppo avrebbe attraversato la crisi attuando tutti gli ammortizzatori, dai contratti di solidarietà alla Cassa integrazione guadagni straordinaria. Proprio quest'ultima scadrà il prossimo 31 ottobre e, alla luce delle nuove norme, occorrerà trovare le modalità per coprire i lavoratori. Pittini di Osoppo, interessato alla fabbrica di Verona, avrebbe manifestato l'intenzione di rilevare tutto con il nuovo anno. Riva avrebbe quindi rassicurato le organizzazioni sindacali sulla cessione di Verona in quanto il Gruppo Pittini sarebbe una società così ben strutturata che sarebbe in grado di attivare sinergie tali da poter sviluppare e dare slancio a quel sito.
Altro caso è quello dello stabilimento di Annone che, essendo specializzato nella rete elettro saldata per l'edilizia, ha risentito più di altri della crisi economica, impedendo di fatto alla società di prevedere miglioramenti tali da poter consentire di proseguire nell'attività. Da qui la decisione di chiudere lo stabilimento stipulando con i sindacati un accordo di cassa integrazione e una sorta di incentivo all'esodo per i 40 dipendenti.
Le organizzazioni sindacali hanno quindi chiesto alla società di essere informate in tempo reale su eventuali contatti e interessamenti dell'area in quanto, secondo loro, considerate le difficoltà di ricollocazione dei lavoratori, sarebbe auspicabile la cessione di tutto il sito ad un soggetto industriale. In questa sede, i sindacati hanno inoltre ribadito alla proprietà che il comune di Annone Brianza si è reso disponibile a favorire un nuovo compratore attraverso un intervento sulla tassazione in cambio di una ricollocazione dei lavoratori.
Nonostante le voci che si rincorrono su eventuali acquirenti, la Riva avrebbe dichiarato di non aver ricevuto offerte. Il gruppo societario, oltre ad essersi reso disponibile ad informare il sindacato lecchese sulle possibili evoluzioni, avrebbe anche confermato l'intenzione di continuare la produzione sul suolo italiano senza dismettere.
"Capisco cosa ha subito Riva: un vero esproprio degno delle migliori dittature. Noi avevamo di fronte un'azienda con ferite ancora oggi profonde. Non deve però dimenticare che i lavoratori sono stati disponibili sia professionalmente che politicamente e quando è stato necessario difendere l'azienda non si sono sottratti" ha affermato il segretario della Uilm Enrico Azzaro, al termine dell'incontro odierno. "Adesso occorre attrezzarsi attraverso un coordinamento tra i vari stabilimenti per avere in evidenza il piano industriale. Nonostante sia stata decisa dall'azienda la chiusura del sito di Annone, c'è la copertura degli ammortizzatori sociali per trovare un imprenditore che abbia voglia di investire. Abbiamo lavoratori seri e professionali che attendono solo di lavorare".
Il numero uno della Uil lecchese ha infine sottolineato alla società l'importanza assunta dalle organizzazioni sindacali. "Abbiamo ribadito alla proprietà che il sindacato è la soluzione dei problemi, soprattutto nel caso di un gruppo che necessita di un'attenzione politica. Se il messaggio è stato percepito, si avranno relazioni sindacali e industriali significative nell'interesse di tutti".
M.Mau.
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