• Sei il visitatore n° 361.065.554
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 02 ottobre 2015 alle 14:11

100 clienti identificati, tra cui minori e manager. Pagamenti anche in natura o con 'refurtiva'

Una "fumata" poteva costare anche solo 5 euro. E un grammo "di roba" - pari a due o tre dosi - era venduto a quindici, massimo 20 euro. Prezzi decisamente "concorrenziali" - e assolutamente pericolosi - fissati per riuscire a far proprio il mercato dei giovani e dei giovanissimi, pronti a investire la paghetta in "polvere bianca" da consumare poi in compagnia dopo essere stati avvicinati allo "sballo facile" con "campioni omaggio". Eppure c'era anche chi, non potendo permettersi l'acquisto, era davvero pronto a tutto pur di rifornirsi di cocaina o di eroina.

VIDEO


Alcune ragazze - almeno una delle quali minorenne, seppur apparentemente più grande della propria età - sprovviste di denaro contante si sarebbero rese disponibili a prestazioni sessuale pur di avere in cambio qualche grammo da consumare al volo. Altri clienti, invece, hanno appurato gli agenti della Squadra Mobile che hanno condotto l'indagine "El Diablo", sgominando due batterie di spacciatori che avevano aperto "supermercati della droga" lungo la tratta lecchese del Besanino e - servendosi di una tenda piazzata all'occorrenza - anche sull'altura che sovrasta la stazione ferroviaria di Civate e nell'area boschiva tra Galbiate e Garlate, barattavano lo stupefacente con oggetti provento di furto: biciclette, mobili, ninnoli di valore ma anche bottiglie di superalcoolici asportate in precedenza dagli scaffali dei supermercato e poi consumate direttamente dai pusher o inviate dagli stessi in Marocco per essere reimmesse nella loro terra natale sul mercato nero. "Questo dato - è stato spiegato in Questura - è confermato dal fatto che, nel periodo d'indagine, sette persone sono state tratte in arresto e quattro indagate in stato di libertà, perché si sono rese responsabili di diversi furti ai danni di esercizi commerciali, ove asportavano appunto merce varia da utilizzare quale strumento di "baratto" in cambio della droga".
Un centinaio complessivamente i clienti identificati con 10 persone segnalate all'autorità amministrativa quali assuntori di stupefacente, eroina e cocaina. A pesare, nel "bilancio", sono anche i minorenni, clienti "addescati" sul treno che li conduceva a scuola ma anche pronti a raggiungere gli spacciatori nelle postazioni "collinari". In un filmato registrato dagli operanti si vedono così giovanissimi con il cappuccio della felpa calato sulla testa "inerpicarsi" per concretizzare l'acquisto, dopo aver fissato l'appuntamento tramite messaggino. Ma non solo ragazzi: nel filmato si vedono anche donne e uomini di ogni età e probabilmente ogni estrazione sociale (basti pensare che il dottor Cadeddu ha fatto riferimento a due dirigenti di aziende di rilievo non solo a livello nazionale ma anche nel panorama internazionale), alcuni dei quali accontentati poi con consegne quasi a domicilio, nelle piazzole dalla ss36 raggiunte dai magrebini spesso accompagnati - in qualità di autisti - dai due italiani finiti ai domiciliari per questo "servizio" reso ai loro pusher.
"Abbiamo tolto dalla piazza persone senza scrupoli, che stavano davvero facendo danni su Lecco" la chiosa del numero uno della Squadra Mobile, ancora impegnato, con i propri uomini, nella ricerca degli altri soggetti destinatari delle ordinanze di custodia cautelare alle quali non è ancora stato possibile dare esecuzione.
A.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco