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Scritto Giovedì 12 novembre 2015 alle 17:55

Bulciago: Antonio Ciappesoni al presidio di Coldiretti. ''Difendiamo il nostro latte''

Nessun accordo, anzi: la mobilitazione continua. Non ha avuto esito positivo il tavolo sul latte svoltosi quest'oggi al Ministero delle Politiche Agricole. Un'occasione che pareva decisiva per la risoluzione della protesta legata al crollo del prezzo del latte della stalla, precipitato dai 44 centesimi al litro pagati in media fino a metà dello scorso anno ai 34 centesimi registrati nell'ultimo periodo in diverse zone d'Italia. ''C'è la volontà di alimentare tensioni nel Paese con la provocatoria offerta di un centesimo in piu' per litro di latte che umilia il lavoro quotidiano degli allevatori italiani'' è invece il commento di Coldiretti al termine del vertice.

Un'immagine della protesta dei giorni scorsi a Ospedaletto Lodigiano

Una vera e propria "guerra" per tutelare il lavoro di centinaia di allevatori che, come è noto, hanno presidiato nei giorni scorsi lo stabilimento della Lactalis a Ospedaletto Lodigiano. A fare "infervorare" i produttori artigianali del latte è il fatto che la multinazionale del latte francese, dopo aver acquisito i più grandi marchi nazionali (Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli), avrebbe imposto le proprie regole di mercato. Un vero e proprio "boccone amaro" per gli allevatori italiani, che si sono visti in poco tempo tagliare i propri guadagni.
Ce lo ha spiegato Antonio Ciappesoni che, in qualità di presidente dell'Associazione Provinciale Allevatori per il lecchese e di titolare di un'azienda agricola in località Berio di Bulciago, ha preso parte venerdì e sabato scorso alla manifestazione di Ospedaletto promossa dalla Coldiretti.
Antonio Ciappesoni
"Ho partecipato alla prima notte del presidio, tra venerdì e sabato, mentre mio figlio è andato domenica. Era importante vivere questa protesta, tutte le aziende sono state chiamate a dare il loro supporto. Noi piccoli produttori di latte stiamo attraversando grosse difficoltà. Per il nostro prodotto prendevamo 44 centesimi al litro lo scorso anno ed ora siamo passati a 34 centesimi. C'è addirittura chi ne prende 32. Non possiamo andare avanti così, anche perché le spese sono rimaste alte. Il ‘made in Italy' non può essere solo una questione d'affare"
, si è così espresso il produttore bulciaghese.
Proprio nella giornata odierna, dopo la sospensione martedì delle proteste a Ospedaletto Lodigiano e alla sede di Lactalis a Corteolona, nel pavese, è stato convocato un vertice a Roma con tutte le sigle sindacali in difesa degli allevatori e l'azienda francese, alla presenza del Ministro alle politiche agricole Maurizio Martina. L'esito tuttavia non è stato quello sperato. ''Si vuole deliberatamente destabilizzare il sistema - denuncia la Coldiretti - proprio nel momento in cui la ripresa dei consumi, dell'economia e dell'occupazione fa ben sperare anche per l'agroalimentare che è la principale voce di spesa dei cittadini. Si rischia di annacquare i buoni risultati per il settore agricolo realizzati con la legge di stabilità varata dal Governo Renzi. Una comoda sponda per le forze che non credono nel Paese e vogliono mantenere bloccata l'Italia''.
''Non siamo dei piagnoni - ha poi aggiunto Ciappesoni - ma noi lavoriamo per mantenere la famiglia e abbiamo continue spese da sostenere. La burocrazia continua ad aumentare e piovono sempre direttive dall'alto. E' ora che la politica intervenga per livellare le categorie e per trovare un equilibrio tra i diversi settori. Non ci sentiamo tutelati. Il consumatore non sa cosa c'è dietro e non si vede nemmeno diminuire il costo del latte che arriva in tavola, sempre che di latte vero si tratti. Siamo preoccupati perché non sappiamo come andare avanti. Siamo d'accordo sui controlli e sulla disciplina della nostra produzione, ma siamo all'esagerazione. Il nostro latte è bastonato".
E infine, sulle proteste, l'allevatore bulciaghese è stato chiaro, stante il mancato raggiungimento di un accordo. "Noi continueremo: non dobbiamo smettere, è questione di vita o di morte".
A questo proposito la Coldiretti ha annunciato ''di voler alzare il livello della mobilitazione per difendere le stalle, il lavoro, il territorio da coloro che non rispettano la legge e vogliono umiliare il Paese''.
Gli allevatori chiedono che il compenso riconosciuto sia almeno commisurato ai costi di produzione che variano dai 38 ai 41 centesimi al litro secondo l'analisi ufficiale effettuata dall'Ismea in attuazione della legge 91 del luglio 2015 che prevede l'obbligo di contratti a dodici mesi.
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