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Scritto Venerdì 20 novembre 2015 alle 16:43

Assegnato a Martina Villa, Padre Giordano e don Vittorio il premio Fumagalli-Cazzaniga

Vent'anni, questo è il tempo trascorso dalla morte di Graziella Fumagalli, medico di Casatenovo che dopo aver conseguito con sacrificio la laurea e la specializzazione medica ha dedicato la vita a chi aveva più bisogno, rimanendo uccisa a Merka, in Somalia, nell'ospedale della Caritas che dirigeva nell'ottobre 1995.
In onore della dottoressa Fumagalli e di Madre Erminia Cazzaniga, canossiana originaria di Sirtori uccisa a Timor Est nel 1999, il Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i popoli sostiene i volontari, cooperanti, missionari del nostro territorio che spendono la propria vita al servizio della solidarietà. Il premio "Graziella Fumagalli e Madre Erminia Cazzaniga" vuole in questo modo far conoscere ai cittadini tutti coloro che sono testimoni della possibilità e della bellezza di una vita spesa al servizio dei più bisognosi.
Da quasi 15 anni questo riconoscimento vede premiate figure che rappresentano l'animo brianteo che, spesso considerato chiuso ed egoista, si dimostra invece generoso e disponibile ad aiutare gli ultimi, i vincitori del Premio 2015 sono Martina Villa, Padre Giordano Rigamonti, Don Vittorio Ferrari, che verranno premiati il prossimo 8 dicembre durante il Concerto per la pace presso Villa Mariani a Casatenovo.


MARTINA VILLA
Martina, ora 28enne, ha appena 16 anni quando scopre un nuovo modo di investire il suo tempo per rendersi utile: l'operazione Matogrosso.
Dopo una prima esperienza nel 2008 quando presta il suo prezioso servizio in una piccola comunità del Perù e finalmente incontra coloro per cui ha lavorato nei suoi primi anni di giovinezza, torna a Psicobamba dal 2012 al 2015 dove si impegna in attività educative e di alfabetizzazione per i bambini.
Oggi, dopo un breve rientro in Italia per raccogliere coraggio e forze, ha iniziato un percorso di promozione scolastica in una frazione di Psicobamba, Seccha, a 3400 m di quota, dove una manciata di casupole di fango battuto e tetti di paglia sopravvivono con il solo frutto dei campi. Qui Martina con il suo servizio e con la sua determinazione sta dando un'alternativa al lavoro nei campi ai i piccoli bambini di questa minuscolo paesino disperso sulle Ande dove resterà ancora per due anni a svolgere questo compito importantissimo per quella come tutte le altre comunità che ha aiutato durante il suo percorso all'interno dei progetti del Matogrosso casatese.



PADRE GIORDANO RIGAMONTI
Consacrato sacerdote nel 1964, l'anno successivo inizia la sua opera da missionario, eletto consigliere nazionale e presidente dell'area Piemonte, Liguria e Sardegna per i missionari della Consolata segue la realizzazione di un grande ospedale in Tanzania sino al 1970. Dopo quattro anni dalla conclusione di questo progetto raggiunge il Kenya dove rimane per otto anni nella comunità di Marsabit.
Nel 1996 coordina la campagna nazionale "non di sola coca, quando impegnarsi serve" con la quale si impegna a contrastare i campesinos della Colombia e con gli altri missionari della consolata lotta contro il narcotraffico.
Nel 2002 con il progetto "La Strada" Padre Giordano si dedica ai problemi della deforestazione in Amazzionia e della lotta contro l'HIV.
Quest'ultima tematica lo tocca profondamente tanto che viene nominato Presidente del comitato Salute Africa e nel 2004 si impegna per contrastare questa patologia con la raccolta di finanziamenti per programmi di lotta all'AIDS in undici nazioni del continente africano in cui operano i volontari della consolata.
In questo ultimo anno padre Giordano Rigamonti ha sostenuto il progetto "We & Creation" che si impegna a diffondere le proposte riportate da papa Francesco nell'enciclica "Laudato sii". Questao progetto è stato presente anche durante all'esposizione internazionale di Milano dove questa associazione ha presentato una mostra che trattava di ecologia e di rispetto della dignità dell'uomo.


DON VITTORIO FERRARI
Nato a Lomagna don Vittorio Ferrari passa qui la sua infanzia e dopo il trasferimento nella provincia di Sondrio si stabilisce con la sua famiglia in Città del Vaticano dove rimane sino alla sua scelta di essere ordinato sacerdote.
Nel 1970 termina il suo percorso di studi ed inizia a svolgere la sua mansione a Como nel l'istituto Santa Croce lavorando a contatto con i bambini di questa struttura; nel 1984 ritorna a Roma per divenire parroco della parrocchia di Santo Stefano nella periferia della capitale dove l'anno successivo sarebbe diventato rettore del Pre-Seminario San Pio X in Città del Vaticano. Nel settembre del 1990 viene inviato nella comunità Parnaiba, nello stato di Piauì, un piccolo arcipelago a nord est del Brasile, dove viene nominato rettore del Seminario Minore Diocesano.
Nel 1996, diviene parroco della comunità locale che conta circa 12.000 fedeli sparsi su due isole vicine l'una all'altra. Qui don Vittorio con l'aiuto della Caritas sviluppa strutture per l'accoglienza dei bisognosi e l'accudimento dei bambini denutriti della zona. Cura il reperimento degli aiuti umanitari e imposta l'aiuto allo studio che dà la possibilità di crescere intellettualmente e socialmente alle nuove generazioni. Inoltre promuove per i giovani corsi professionali per operatori turistici nell'intento di dare loro qualche possibilità di inserimento lavorativo.

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