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Scritto Venerdì 20 novembre 2015 alle 18:09

Annone: impianto di compostaggio, causa degli odori è il biofiltro, proposte soluzioni

Un'assemblea pubblica per ricordare i passi fatti per trovare la causa delle fastidiose emissioni odorogine provenienti dall'impianto del compostaggio di Silea Spa che hanno accompagnato l'estate dei cittadini di Annone Brianza, Suello e Civate, ma soprattutto un incontro per esporre i passi che si intendono fare per la soluzione del problema.

Il numeroso pubblico intervenuto alla serata

Giovedì 19 novembre, in una gremita sala consiliare, erano presenti, i rappresentanti delle Amministrazioni comunali interessate, il presidente di Silea Spa Mauro Colombo e il direttore generale Marco Peverelli, il dottor Mario Pinoli del comitato tecnico scientifico, la dottoressa Vanda Berna, direttore del dipartimento Arpa di Lecco con Renato Salomoni, funzionario che si occupa di controlli ambientali e il dottor Paolo Caruson, direttore Air Clean, società di ingegneria specializzata nella progettazione e costruzione di impianti di trattamento aria e di tecnologie biologiche.

Mauro Colombo di Silea

Paolo Caruson, direttore Air Clean

Ad aprire la serata è stato Marco Longoni, capogruppo di maggioranza del Comune di Annone che ha ripercorso la vicenda a livello cronologico. "Da parte dell'Amministrazione ci sarà un impegno per il continuo monitoraggio e la segnalazione agli enti, visto che tutt'ora ci sono segnalazioni di odori. Poi ci sarà un impulso presso l'assemblea dei soci Silea, oltre che l'intenzione di informare la popolazione attraverso comunicati e assemblee e, infine, la proposta di creare un comitato di controllo di cittadini. Ad oggi non è stato costituito perché vogliamo concordare con gli altri comuni e Silea la facoltà di accedere all'impianto affinché cittadini siano davvero protagonisti dando una mano a uffici tecnici e all'Amministrazione".

Il dottor Renato Salomoni e Vanda Berna di Arpa 

Il dottor Pinoli, dal canto suo, ha espresso il plauso per la rapidità delle azioni che si sono succedute nell'arco di questi mesi. "Mi occupo di questi impianti da tanti anni e vedo che per la prima volta in poco tempo si concreta un'azione di cittadini che protestano e un modo per capire il problema. Questo é un impianto vivo che subisce le influenze del meteo e del clima e non é facile gestirlo. Il verbale del 30 ottobre della Provincia dice c'è stato fenomeno climatico che ha determinato la tossificazione del biofiltro. Questo ha portato Silea a presentare in questi giorni un programma di azioni, dopo aver affidato l'incarico all'università per analizzare il problema".
Intervento più tecnico, ma funzionale, quello del dottor Paolo Caruson, che ha esplicitato le cause del problema. "Questo lavoro di analisi è reso difficile dal fatto che lo studio viene fatto a posteriori e quindi abbiamo dovuto immaginare a ritroso le possibili cause del problema. In primo luogo il problema non é causato da un'insufficienza del volume del materiale filtrante perchè maggior è, maggiore è la capacità del biofiltro di ossidare gli odori. Il principale imputato è l'elevata temperatura di questa estate, considerata come un evento eccezionale".

Mario Pinoli del comitato tecnico scientifico

Elementi correlati all'elevata temperatura sono la formazione di ammoniaca nel composto inorganico (se si accumula nel letto filtrante crea un ambiente non più adeguato per il biofiltro e causa cattivi odori) e la formazione di maggiori sostanze inquinanti che, seppur non nocive per la salute, provocano fastidiose esalazioni odorigene.
"Una soluzione può essere la riduzione della temperatura dell'aria che arriva al biofiltro. Un'altra è il posizionamento tra il biofiltro e l'aria da trattare di uno scrubber chimico-biologico per eliminare l'ammoniaca e le altre sostanze inquinamenti" ha concluso Caruson.

Gli amministratori intervenuti alla serata

Per quanto riguarda l'agenzia regionale per l'ambiente (Arpa), la posizione è stata precisata dal direttore del dipartimento lecchese Vanda Berna: "Nel caso di molestie olfattive é importante davvero fare squadra tra cittadini, Comune fino all'individuazione dei responsabili. Questo ci ha consentito di agire in maniera mirata. L'Arpa effettua i controlli del caso, assiste il comune nella verifica dell'ottemperanza delle prescrizioni, ma le proposte per la risoluzione dei problemi generati devono poi venire dall'azienda".
Il funzionario che si occupa di controlli ambientali ha riassunto la vicenda indicando gli obiettivi previsti per il prossimo anno: "Nel 2016 prevediamo un controllo ordinario e la supervisione alle analisi odorimetriche al biofiltro ogni volta che il gestore le farà" ha riassunto il dottor Salomoni.


Di fronte ai numerosi interventi del pubblico il presidente di Silea ha risposto. "Stasera siamo qui a spiegare e a far capire che, supportati dall'università, stiamo intraprendendo un percorso che ci porterà a far sì che il problema attuale sia risolto e affinché dal prossimo anno non si verifichino disagi ai cittadini. Da parte nostra, la società effettuerà interventi tecnologicamente avanzati per ridurre il problema".


La società Silea ha recentemente fatto pervenire alla Provincia un programma di interventi per risolvere questo problema: implementazione dell'aspirazione del fabbricato di deposito del compost, manutenzione del biofiltro, integrazione del sistema di controllo dei parametri di esercizio del biofiltro, valutazione, modifica e razionalizzazione del sistema di umidificazione del biofiltro e studio di fattibilità per la conversione dell'impianto a ciclo combinato anaerobica e aerobico.
M.Mau.
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