Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 298.766.476
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 24 novembre 2015 alle 23:18

Accoglienza ''integrata'' dei migranti in assemblea distrettuale, Ello e Oggiono contrari

Continua il percorso dell’“Accordo territoriale per la realizzazione di un sistema integrato di accoglienza per richiedenti protezione internazionale nel territorio della Provincia di Lecco”, che sarà sottoposto all’approvazione definitiva in occasione dell’assemblea dei sindaci fissata per mercoledì 2 dicembre.
Nella serata di lunedì 23 novembre la bozza del documento è stata illustrata durante l’assemblea distrettuale dei sindaci di Lecco. I sindaci di Oggiono, Roberto Ferrari, e di Ello Elena Zambetti si sono dichiarati contrari in merito ai contenuti del documento, chiedendo alcune modifiche in vista dell’assemblea dei sindaci, mentre il sindaco di Garlate Giuseppe Conti si è astenuto.

“Il 2 dicembre ci sarà la formale adozione in conferenza dei sindaci, che darà il via libera formale al procedimento” ha commentato Felice Baio, presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci. “La gestione passa alla Comunità Montana, che sarà l’ente che dovrà predisporre anche i bandi di gestione, pur lavorando in collaborazione con la Prefettura che manterrà un ruolo di supervisione e controllo. Oggi ci sono nella nostra Provincia circa 800 richiedenti asilo. Non saranno la amministrazioni ad attivarsi direttamente ma le cooperative, utilizzando alloggi messi a disposizione anche da privati”.
Obiettivo dell’accordo territoriale è quello di riprogettare il sistema delle strutture e delle modalità di accoglienza dei richiedenti asilo, attraverso l’organizzazione di centri intermedi di accoglienza nei tre distretti di Merate, Lecco e Bellano, e la distribuzione dei profughi in piccoli gruppi in appartamenti e strutture sparsi sul territorio.

Roberto Ferrari, Elena Zambetti, Giuseppe Conti

Una prospettiva che, per come è stata illustrata, ha raccolto la contrarietà del sindaco di Ello Elena Zambetti, che ha chiesto delle modifiche alla bozza. Prima tra tutte, quella sul dato dei 3 richiedenti asilo previsti ogni mille abitanti. “Come possiamo prevedere quanti ne arriveranno ancora? Dopo i recenti attentati terroristici, poi, si impone tutto un altro discorso che è quello della sicurezza, e non dell’accoglienza. Nel contingente occorre prestare più attenzione al territorio, predisponendo opportuni controlli sulla loro documentazione. Come comune - ha infine aggiunto Elena Zambetti – non accettiamo il principio che è quello dell’obbligo per i comuni all’accoglienza in base ad una disposizione della Prefettura. Non ho accettato l’accordo così come è stato presentato, attendo il 2 dicembre e confido che le modifiche richieste vengano integrate”.

Contrarietà alla bozza di accordo è stata espressa anche dal Comune di Oggiono, in linea con la mozione a firma Lega Nord sull’immigrazione presentata recentemente in consiglio comunale. “La motivazione alla base della mia contrarietà è quella di non essere complici di questa situazione creata dallo Stato. Per quanto riguarda il mio territorio, non partecipo a quest’attività e ad oggi non ho dato nessuna disponibilità ad accogliere i migranti” ha motivato il sindaco Roberto Ferrari. “Diverso sarebbe se si trattasse di rifugiati politici. Tuttavia, come ci dicono le statistiche, nell’80% dei casi non lo sono”.
Oltre a mantenere questa linea dura nei confronti degli immigrati, il primo cittadino ha sollevato un’altra questione legata al tema. “Come ho evidenziato nel corso dell’assemblea di ieri sera, siamo qui a discutere dell’accoglienza degli immigrati. Ci siamo mai preoccupati dell’accoglienza dei cittadini in difficoltà che restano in carico al comune con tutte le loro problematiche? “Ci sono alcuni aspetti affrontati all’interno di questo protocollo che non risolvono realmente il problema, come ad esempio la questione della richiesta di residenza. Si tratta di elementi che sono più di supporto alla Prefettura che di reale utilità” ha aggiunto Ferrari. “Non c’è stata alcuna premura nei confronti dei cittadini in difficoltà di cui quotidianamente si occupa il comune. Se gli stessi soldi venissero concessi per i nostri concittadini, si potrebbero utilizzare per un aiuto concreto che vada nella direzione però di un percorso di autonomia di inserimento, e non di assistenzialismo”.

Una opinione sulla questione, la sua, condivisa dai sindaci di Pescate Dante De Capitani e Oliveto Lario Bruno Polti, non presenti all’assemblea e che esprimeranno il proprio voto in occasione dell’assemblea dei sindaci di dicembre. “Non mi è giunta la comunicazione dell’assemblea, probamente un disguido tecnico. Pensavo che la bozza di accordo sarebbe stata solo presentata, senza votazione, in ogni caso ci esprimeremo in merito” ha spiegato il primo cittadino di Oliveto Lario, che non ha alcuna intenzione – al pari del sindaco pescatese e a quello di Oggiono – di accogliere richiedenti asilo sul proprio territorio.

Ha sollevato alcuni spinti di riflessione che saranno valutati prima dell’assemblea il sindaco di Garlate Giuseppe Conti, che si è astenuto riguardo il contenuto della bozza di accordo. “E’ necessario stabilire le tempistiche del fenomeno, sono favorevole all’accoglienza e al supporto a queste persone nel periodo dell’emergenza, ma mi pongo domande sul dopo. Come comuni non possiamo rifiutare loro la residenza anagrafica in attesa di ottenere risposta sul rifugio politico. Se questa è positiva, dopo due o tre anni che sono qui, si saranno integrati e sarà necessario predisporre tutta una serie di servizi come per gli altri residenti. Se la loro domanda sarà respinta cosa ne sarà di loro? Il sistema centrale ne addossa a noi la responsabilità e la gestione, supportati dalla Prefettura certo, ma a lungo termine questo può creare difficoltà per i bilanci dei piccoli comuni che già faticano a sopperire alle esigenze di tante famiglie in difficoltà. La mia astensione costituisce una presa di posizione, i comuni troppo spesso vengono considerati come i veicoli su cui scaricare ogni problema, senza considerare che non abbiamo né la forza né la possibilità per farlo”.

La bozza di accordo territoriale per la realizzazione di un sistema integrato di accoglienza dei migranti nella nostra Provincia, dopo il passaggio in assemblea distrettuale di Merate e Bellano, sarà sottoposta alla votazione dei sindaci dell’intero territorio, il prossimo 2 dicembre.

Articoli correlati:
''Accoglienza diffusa dei profughi'': pronto l'accordo, verso l'assemblea dei sindaci
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco