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Scritto Venerdì 11 dicembre 2015 alle 17:06

Polizia locale: nello studio per organizzare il servizio nel casatese c'è anche Montevecchia

Davide Maggioni, presidente
della conferenza sindaci del casatese
Un gruppo di lavoro coadiuvato dal comandante della Polizia locale di Casatenovo, dottor Matteo Caimi, per studiare un'ipotesi organizzativa del sistema di vigilanza che coinvolga tutti i comuni aderenti alla conferenza dei sindaci del casatese.
''Proprio in queste ultime settimane abbiamo avviato una raccolta dati tra gli amministratori sul servizio di Polizia locale per approntare un nuovo modello organizzativo ad ampio raggio'' ha spiegato in merito il presidente della conferenza, Davide Maggioni.
Ancora prematuro secondo il primo cittadino di Sirtori, stabilire se nascerà un corpo unico di vigilanza oppure se si valuterà di suddividere il territorio in micro-aree, accorpando tra loro i comuni.
''Stiamo ragionando su questo servizio per potergli garantire una continuità nel futuro. Molte amministrazioni possono contare su un numero limitato di agenti, senza considerare poi i pensionamenti che coinvolgeranno nei prossimi anni una fetta del personale in forze nei comuni del casatese. Non vogliamo farci trovare impreparati di fronte a questa situazione, considerando i blocchi sulle assunzioni e la difficoltà nel sostituire le figure in organico'' ha proseguito Maggioni.
Lo studio in atto sta coinvolgendo tutti i comuni del casatese e non solo. Anche Montevecchia ha deciso di aderire a questa iniziativa, dopo che la convenzione di Polizia locale con Cernusco - e prima ancora con Osnago-Lomagna - è stata sciolta. Il comune meratese del resto, confina con Missaglia; insieme a quest'ultima amministrazione, oltre che a Sirtori e Viganò, condivide anche l'adesione al Parco del Curone.
Un progetto ancora tutto da scrivere e per nulla semplice, se si considera che la maggior parte dei comuni può contare ad oggi sulla presenza di un ridotto numero di agenti. E' il caso ad esempio di Missaglia, con due vigili a coprire un territorio vasto, con una popolazione che sfiora i 9mila abitanti. O ancora Cremella e Viganò, alle cui dipendenze non figura neppure un agente. Se Barzago ha preferito uscire dalla convenzione che lo legava ai comuni di Barzanò, Cremella, Sirtori e Viganò, diverso è il caso di Cassago che ha optato per un accordo con le amministrazioni limitrofe, ma escluse dalla provincia lecchese, di Renate e Veduggio.
G.C.
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