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Scritto Domenica 13 dicembre 2015 alle 15:05

Casatenovo: ''Quelli che…don Fermo'', il ricordo del sacerdote rivive grazie a un libro

“Il passato è un dono da custodire; il futuro è un frutto di quel dono”. È stato presentato venerdì sera, presso l’Auditorium di Casatenovo, il libro “Quelli che…don Fermo”. Una pubblicazione dedicata a don Fermo Mantegazza, storico coadiutore dell’oratorio San Giorgio, scomparso dieci anni fa. Più di sessanta le persone che hanno contribuito alla pubblicazione, con parole, memorie e immagini che raccontano i 40 anni trascorsi a Casatenovo dal sacerdote.

La serata è stata organizzata dall’oratorio con don Andrea Perego e don Angelo Cazzaniga, sulle note del coretto locale. Musica sacra, ma anche Bob Dylan, Guccini, “Grazie Perché” di Pierangelo Comi e canzoni natalizie hanno intervallato le parole di chi ha tratteggiato un ritratto fedele del “prete d’oratorio, da campo, come lui stesso si definiva. Casatenovo è una comunità che cerca elementi identitari nella propria storia. In essa, don Fermo non poteva mancare”, ha affermato il sindaco Galbiati prima di esporre il suo ricordo, insieme a Fabio Crippa, oggi assessore, allora ragazzo dell’oratorio. “Aveva il carisma del prete educatore e la fierezza del giusto. Essere qui significa ringraziare e riconoscere ciò che è stato don Fermo per il paese”, ha concluso, ricordando che la pubblicazione verrà acquisita negli archivi comunali.

Grande la commozione da parte di tutti i presenti nel risentire la voce di don Fermo nella registrazione di una sua omelia: quella dedicata a don Angelo Cazzaniga in occasione della sua prima messa. “Che emozione. È straordinaria la sintonia tra le sue parole e l’idea di prete che anche oggi ci richiama Papa Francesco”, ha affermato. Don Angelo, padre spirituale del seminario diocesano, accompagnato nella sua vocazione proprio da don Fermo, ha ricordato la sua “spiritualità, costruita in mezzo alla gente”, e poi la freschezza, la passione per la lettura, l’abitudine di confessarsi regolarmente, come gesto di umiltà con cui riconciliarsi con le sue fragilità.

Don Andrea Perego e don Angelo Cazzaniga

Don Enrico Castagna, ex coaudiutore casatese, ha poi raccontato del suo incontro da prete novello con il religioso negli ultimi suoi anni di vita. “Spesso si ritirava in chiesina a pregare: era un uomo di Dio, innamorato del Signore. Poi incontrava la gente in oratorio. Molti lo sentivano vicino, proprio perché era un uomo”. Un’immagine, quest’ultima, condivisa anche dal professor Carlo Pirovano, insegnante con don Fermo alle scuole medie.

“Prima che prete era uomo. Trovava il modo giusto per relazionarsi con tutti e aveva grande capacità di ascoltare”, ha ricordato, insieme all’amore condiviso per l’arte e per la natura. Don Fermo amava anche i suoi ragazzi, come tratteggiato da don Filippo Guarnerio, suo successore nella prima esperienza come vicario a Rho. “Era un amico sensibile. Una notte abbiamo vegliato la salma del prevosto Maggiolini. Pregava, piangeva: amava quel prete che gli aveva insegnato a svolgere il suo compito”.

Don Angelo con il libro Quelli che...don Fermo

Dalle sue prime esperienze fino agli ultimi giorni di vita, descritti dal dottor Luigi della Morte, medico per tutto il periodo di malattia “che gli ha stravolto la vita ma che ha vissuto con coraggio e semplicità”, fino al giorno della scomparsa quando “pronto alla sua ultima scalata, si abbandonava in modo consapevole e totale all’abbraccio del Padre”.

Il coretto con don Angelo Cazzaniga e Fulvio Colombo

ll sindaco Galbiati e don Andrea Perego

In una scenografia con i colori delle amate Inter e San Giorgio, don Angelo Cazzaniga ha infine mostrato il libro a tutti i presenti. “Non è solo un ricordo del passato, ma un modo per continuare insieme”. Anche don Andrea Perego ha ringraziato i presenti e i fautori della pubblicazione: l’oratorio San Giorgio, Giorgio Beretta e Fulvio Colombo, Maurizio Baio, i coautori, oltre agli organizzatori della serata, il coretto, i relatori e don Angelo. Presente anche il parroco di Casatenovo, don Antonio Bonacina.

Don Angelo Cazzaniga e don Filippo Guarneri

Il prof Carlo Pirovano e il dottor Luigi Della Morte

Il sindaco Galbiati con l'assessore Crippa, don Enrico Castagna

“Il passato è il basamento su cui edificare qualcosa di bello e non si può far finta che non sia esistito. La nostra storia va avanti sulle spalle dei giganti, come don Fermo. Non è finita: abbiamo molto da scrivere ancora”, ha concluso don Andrea.
L.V.
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