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Scritto Domenica 27 dicembre 2015 alle 19:19

IL SOGNO DI UNA AZIENDA PUBBLICA COME GESTORE DEL SERVIZIO IDRICO”!  A QUATTRO ANNI DAL REFERENDUM INASCOLTATO, CONTRO GLI SPONSOR DELL’ACQUA PRIVATA

 SORPRENDETECI!
Mancano pochi giorni alla stazione definitiva dell’affido a Lario Reti Holding,fissata alla Provincia per il 29 Dicembre 2015, e i cittadini si domandano: veramente a quella ultima stazione gli amministratori provinciali andranno per noi? Certamente andranno per noi, sono nostri rappresentanti, ma la scelta sarà  per noi?  Spetta a loro la risposta: forse ci diranno, SI, “siamo andati SOLO per tutti noi” (anche noi amministratori). Forse un fantastico SI, col significato,un po’ tardivo, che la strada percorsa verso LRH è ERRATA,bisogna riprendere in mano il tutto. Spiegare una sorpresa ha in sé una certa  complicazione, perché è egoista per chi la fa ,non è stata programmata, costruita e condivisa,ma solo con pochi, è un cambio di rotta  sul filo di lana, forse per ragioni di coscienza, anzi dimostra una tendenza ad essere accentratore,individualista e andare per la propria strada senza ascoltare i cittadini, loro si sono già espressi al Referendum.  Però alle volte i dietrofront improvvisi- le sorprese-  rimettono in equilibrio storie indirizzate male e alla fine sono ben accolte. Per il  fantastico cambio di visione  i cittadini non sono stati al telefono con i propri amministratori, è bastato aver comunicato la propria preferenza in un Referendum, gli amministratori lo sanno, avrebbero rischiato di imbarazzarci a vicenda dicendo cose ripetute mille volte e ufficialmente nel referendum.  Anche spiegare una sorpresa un po’ intrusiva (la telefonata dell’AGCM) per chi la riceve è una complicazione imbarazzante, i vertici dell’ATO, in rappresentanza dei cittadini stanno al telefono su un iter processuale  in corso presso l’AGCM (LRH in regola in house oppure no ?),dovrebbe piacere proprio poco, sarebbe normale pensarla cosi: non mi fai una telefonata di un’ora(tanto per dire)per dirmi come va il giudizio,ma mi fai una comunicazione ufficiale quando l’iter processuale sarà concluso. Oppure, meglio,ti faccio una telefonata di un minuto  per dirti che gli atti che stai approvando sono a rischio di illegittimità fino a quando gli atti ufficiali parleranno. Questo significa parlare a viso aperto tra istituzioni,riflettere razionalmente senza fare  confusione. Lasciando da parte  l’immaginaria visione, fantastica, passiamo alla realtà.
Se la proposta dell’ ATO ,già approvata dai Sindaci ,avrà l’OK dalla Provincia diventerà inevitabile, che anche sul nostro territorio inizierà la “corsa all’acqua” da parte di grandi imprese  internazionali a mezzo anche  di istituzioni pubbliche. Essi sono già adesso dei soggetti primari  di investimento  e vengono definiti con un termine coniato appositamente  “stakeolder” o “ portatori d’interesse” molto forti per la capacità economica di persuadere le persone. Approntano le decisione e le fanno approvare dalle “Istituzioni” a questo punto sono loro che definiscono gli scenari economici sull’acqua nei prossimi decenni e se togli l’acqua dal controllo pubblico essi effettueranno il vero governo sull’acqua e sui cittadini. Ecco alcune cose che potrebbero accadere :
1- Il diritto all’acqua subordinato ad un prezzo definito dal “mercato” o più correttamente da chi fa il mercato (solo gli erogatori d’acqua) non  parlerà più di diritto universale sancito dalle NU. Ci sarà il “giusto”prezzo ma a deciderlo non saranno né i Comuni né i cittadini ma gli erogatori.
2- Si estenderà il significato del temine “acqua” sottintenderà  anche i “diritti sull’acqua” ad esempio il diritto di sfruttare e commerciare sul mercato acque sotterranee,fiumi, laghi,sorgenti superficiali e sotterranee ecc.
3- Si vedrà tutto il settore idrico coinvolto in uno spezzatino di servizi a cui sono interconnessi banche che forniscono servizi finanziari. Su questo settore finanziario si costruirà un indotto che utilizzerà l’acqua come materia prima da lavorare industrialmente: ci sarà chi la tratta da trasportare con grandi acquedotti ,chi vende in un posto dopo averla acquistata in un altro, troveranno già pronte le tecnologie per il trattamento dell’acqua. L’acqua delle reti fognarie,depurata, la venderanno per usi agricoli o civili. Quindi da questo processi industriali nascerà la necessità, per i concessionari di valorizzarla su una borsa mondiale che distingui la qualità e l’uso dell’acqua e quindi i prezzi. Non c’è da inventare niente, basta guardare quello che successe nella telefonia( mobile e fissa) e nell’energia anni 90/2000 ,privatizzazioni, finanziarizzazioni della natura e del territorio, spezzatini per aumentare i profitti, cose su cui sappiamo già tutto, gli effetti  sul portafoglio e sulla capacità della politica di agire liberamente.
4-Sarà molto difficile mandare a casa chi la prenderà in gestione, casi come Parigi,Berlino e molte altre città non saranno più praticabili da noi, ma solo alla scadenza della concessione. Là sono riusciti  a ridurre le tariffe del 10% ,fare assunzioni e investimenti veri. Qua ci diranno continuamente che è sotto costo non tenendo conto dei redditi dei nostri cittadini, bassi, rispetto a quelli dei altri Paesi europei. Altri ancora sono gli aspetti preoccupanti come quello della perdita della priorità del consumo umano rispetto alla produzione industriale.
Dalle istituzioni fino al consigliere comunale a digiuno di nozioni sul tema e al cittadino ignaro, c’è bisogno di un nuovo slancio generoso nel farsi carico di problemi universali e di prospettiva del genere umano  perché c’è di mezzo il diritto umano all’acqua. Lasciare che il silenzio cresca e sommerga il dibattito non sarà mai possibile e su questo il messaggio di Papa Francesco nell’enciclica Laudata sì è un bel guanto di sfida  ai potenti, politici e al potere finanziario di tutto il mondo. L’homo sapiens sapiens prevarrà ? Ci sarà qualcuno del PD che si ricorda dei valori e diritti umani ? Altrimenti sarà peggio per tutti noi. SORPRENDETECI!
Invio ai lettori e a Papa Francesco auguri di un sereno 2016.
Riccardo Appiani
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