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Scritto Domenica 10 gennaio 2016 alle 09:00

Lecchesi ora è ufficiale: dal 2016 l’acqua in LRH è privata. Inizio della sua mercificazione con l’esaltazione del mercato e della finanza.

Come previsto, il 29 Dic. 2015 fra le feste di Natale e Capodanno, alla fine ce l'hanno fatta. Il panettone è servito. Un bel colpo è stato assestato ai danni dei cittadini lecchesi, un duro colpo dopo quattro anni dal referendum,scelta contorta perché raggira il Referendum e chissà, forse le contraddizioni normative potranno impantanare la vita aziendale? L'AGCM dice che non farà la segnalazione al Tar dopo le rassicurazioni dell'ATO.L'attività prevalente e il controllo analogo sono superati ? Caso archiviato?E quindi archiviato anche l'aspirazione dei cittadini a partecipare al controllo diretto sulla gestione, al controllo democratico e partecipato, a disciplinare nei rapporti con gli utenti un quantitativo minimo garantito di acqua a prezzi che non siano il riflesso della ubriacatura della finanza e del mercato sul bene acqua. Con buona pace delle "anime belle" che credono di imbrigliare la natura capitalista di LRH attraverso patti para sociali e comitato di controllo, paragonandoli al controllo analogo di primo livello ed ai vari requisiti di legge. E che ne sarà degli eventuali investimenti senza partecipazione e controllo dei cittadini, e che ne sarà delle tariffe non al riparo di appetiti privati in un contesto normativo esente da contrasti alla privatizzazione? Ora il conflitto si è esteso, non solo a livello di interessi economici e democratici dei cittadini avversi agli sponsor dell'acqua in LRH ma anche tra l'opinione pubblica che rimane più che convinta per la gestione pubblica, contraria al mercato dell'acqua. In questi anni di "riforme" che di sociale hanno nulla che fare in cui il capitale si è scagliato sul lavoro ,sui risparmi dei cittadini, sui diritti sociali e che sta acquisendo anche le proprietà dei beni pubblici, si sta registrando con la collaborazione della "politica" un altro tipo di conflitto ed è apparso in modo chiaro nelle scelte operate dagli amministratori nel percorso verso LRH, non più tra lavoro e capitale, ma tra cittadini, anche organizzati in comitati per l'acqua bene comune e volontari professionisti competenti in materia, e la finanza, e questo nuova fase di conflitto è dimostrata dalla ferrea volontà dell'ATO di assegnare ad una Multi utility il servizio idrico a prescindere da ogni altra valutazione o suggerimento alternativo, considerato sempre come azione di disturbo; verso chi sarebbe interessante conoscerlo. I diritti in genere,dalla sanità,all'acqua pubblica, ecc. scaturivano per il riconoscimento da parte del Capitale della forza organizzata di lavoratori e cittadini, oggi invece, e la vicenda e la battaglia per l'acqua pubblica ancora lo dimostra, il conflitto assume una fisionomia in cui l'iniziativa è condotta unicamente dai poteri finanziari,con l'ausilio del potere politico locale, ai danni della collettività la quale è ridotta a subire passivamente le loro scelte, anche se sono stati in grado di pensare ad un'alternativa democratica indicata da 98% dei votanti al referendum. E' un altro tipo di conflitto e la vicenda acqua pubblica a LECCO segnerà un punto di non ritorno? Nel senso che la rappresentatività democratica territoriale che dovrebbe tradizionalmente fare gli interessi dei "deboli" fa segnare un culmine all'evoluzione degenerativa perché un diritto cosi immanente nella vita delle persone-non ci può essere separazione tra l'uomo e l'acqua- e al momento ancora in mano alla politica locale, subirà una distruzione facendo tabula rasa del diritto più elementare com'è quello all'acqua. E' un privilegio avere la gestione dell'acqua pubblica? No, è la risposta della logica, altrimenti vorrebbe dire che i diritti sono privilegi. E il diritto lo eserciti veramente se hai la gestione e l'erogazione pubblica al rubinetto . Se ci sarà l'inversione di rotta nella gestione idrica da privata a pubblica,fatto che potrebbe accadere perché alla Camera si sta discutendo sui principi e disposizioni per la ri - pubblicizzazione del servizio idrico cambierà anche l'indirizzo a livello territoriale per volontà parlamentare rispettosa del Referendum, cosa possibile perché neanche le montagne stanno al loro posto. Inversione anche per forza maggiore, per necessità sociale , perché quando il costo dell'acqua subirà forti rincari a causa della messa in atto delle sbronze speculative delle Multi utility e la finanza con la sua idea personale di democrazia ci dirà: io sono democratica perché per me siete tutti uguali e liberi e fratelli , non faccio sconti a nessuno,se pagate avete l'acqua altrimenti ... taglio. Di fronte a tale ideologia c'è da aspettarsi che l'acqua verrà inserita nel novero dei beni di lusso,un servizio sempre più insostenibile per i prezzi, e il suo controllo permetterà di tenere in pugno una comunità. A tutti i cittadini risulterà evidente la scelta inevitabile che hanno di fronte, reclamare con maggior forza l'applicazione del referendum. Chi non sosterrà questa legge, amministratori, rappresentanti politici,società civile,sindacati, intellettuali è meglio che si faccia da parte per il bene dell'umanità. Invece chi la sostiene hanno un onere in più, quello di continuare a far vivere questo sogno collettivo con tutti i mezzi informativi a disposizione, i cittadini devono essere continuamente informati e consapevoli di chi lavora per pochi e specifici interessi a fronte di chi lavora per tutta la collettività. L'attualità (scandali bancari,privatizzazione FFSS, Poste It., e delocalizzazioni ecc.) e il recente passato darà modo di far capire ai cittadini, la differenza tra il mercato finanziario senza regole e globalizzato e un'economia con regole e contrappesi previste nella nostra Costituzione. L'idea politica che il mercato senza regole (il concetto di concorrenza è inapplicabile nei monopoli naturali) è l'unico modo di creare ricchezza e benessere dei cittadini si è dimostrato falsa e sta creando disastri,ideologia inumana che eleva il mercato finanziario a idolo sacrale. Ciò è un fallimento della politica come lo è anche il fallimento della politica lecchese assegnando l'acqua ai privati in opposizione al Progetto di Merate, il cui progetto,bisogna ricordarlo, era di garantire benessere ai più in termini di prezzi e controllo partecipativo. I cittadini saranno vittime del "mercato" si accorgeranno del cambio ai privati,non dovranno aspettare molto e la pessima reputazione dei privati si alzerà. Il 2 dicembre 2015 nella memoria alla commissione ambiente della Camera dei Deputati l'AEEGSI (istituzione terza ?) si esprime cosi sulla gratuità dei primi 50 litri al giorno pro capite a carico della fiscalità generale nella legge in esame per la ri pubblicizzazione "l'autorità rileva l'inopportunità e iniquità di una simile misura, che estenderebbe tale beneficio anche alle utenze non disagiate" dimenticando che il diritto all'acqua è indipendente dalla situazione economica/sociale delle persone,sarebbe come dire perché un cittadino è milionario allora deve pagare l'intera prestazione sanitaria e non il ticket, suggerimento alla commissione della Camera fuorviante ed estraneo a quello di diritto universale. La finalità è evidente, introdurre meccanismi burocratici come i bonus che dipendono dal reddito e non come riconoscimento di un diritto. C'è da sperare che in futuro saranno in tanti i Sindaci a dimostrare di non arrendersi a prendere provvedimenti in difesa del cittadino, come il Sindaco di Torre de Busi il quale lanciando uno spunto di riflessione, ha ritenuto dovere dire no a LRH semplicemente perché l'acqua li è più cara. Unico modo per farsi stimare dai propri cittadini.
Riccardo Appiani
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