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Scritto Venerdì 15 gennaio 2016 alle 08:26

Casatenovo: dopo dodici anni in Sardegna, Elisabetta Tona è ora alla Fiorentina. Una carriera costellata di successi e trofei

4 scudetti, 4 Coppe Italia, 6 Supercoppe italiane: Elisabetta Tona, difensore della Fiorentina, è tra le calciatrici italiane in attività col palmarès più ricco. 14 i trofei conquistati sui campi più prestigiosi di Serie A femminile, in Italia e nel mondo.
Partendo da Campofiorenzo. Lì, sull'erba del campo dell'oratorio, è nato il suo amore per il pallone.

Elisabetta Tona con la maglia azzurra

Casatese, classe ‘84: Elisabetta ha la passione per lo sport scritta nel DNA. "Atletica, nuoto, pallavolo: ho fatto un po' di tutto, spinta dai miei genitori, insegnanti di educazione fisica. Ma quando potevo, andavo a giocare a calcio, in oratorio o in giardino". Un amore vero, che alla fine vince sempre. "Sono contenta di aver provato tanti sport ma alla fine ho scelto il calcio, una passione innata. All'inizio la mamma era un po' titubante: mi ammalavo spesso. Poi mi sono fatta un po' di anticorpi", spiega ridendo.


Nel ‘97 Elisabetta vince i Giochi della Gioventù con la squadra a 5 della scuola media, allenata dal papà professore. Sarà il primo trofeo di una bacheca che si riempirà presto. Poi inizia la sua carriera al Fiammamonza, nelle giovanili e in Serie A. Ma la consacrazione nell'olimpo delle migliori giocatrici italiane avviene con la Torres. Elisabetta indossa la maglia rossoblu nel 2003 e non la toglie più fino al 2015. Dodici anni in Sardegna e per quattro volte sul tetto di Italia: quattro scudetti con la fascia di capitano al braccio. E tra i tanti trofei che ha vinto, uno le è rimasto nel cuore.

I festeggiamenti con le compagne della Fiorentina dopo un goal


"Li abbiamo vinti insieme: non si vince mai da soli! - puntualizza- Ogni vittoria è bella a modo suo. I campionati italiani li abbiamo conquistati con fatica, sudore e tanta gioia. Forse il primo scudetto è quello dal sapore più speciale perché aspettato e cercato: a Sassari il tricolore mancava da qualche anno, ma penso che prima di vincere bisogna saper perdere". E rimane un sogno ancora da realizzare: "La Champions, il trofeo più ambito a livello di squadra".

La vittoria della coppa Italia con la Sassari Torres nel 2011


Idee chiare, umiltà e disponibilità: il ritratto di una campionessa che ha dato tanto al calcio italiano. E non solo. "Nel 2007 ho giocato per 3 mesi negli Stati Uniti, nell'Indiana Football Club. Una bellissima esperienza, sia sportiva -sono stata inserita nella top 11-, sia umana: ero da sola oltreoceano, in una squadra nuova, con lingua e cultura diverse. Sono cresciuta molto. Negli Stati Uniti il calcio femminile è molto diffuso: parchi e campetti sono pieni di bambine con pallone e parastinchi. Qui in Italia è visto come uno sport minore, un po' per business, un po' per cultura. Abbiamo fatto qualche passo avanti ma dobbiamo ancora crescere molto".

Il pallone d'oro ricevuto dalle mani di Antonio Cabrini

Dagli USA all'Italia, la famiglia resta un punto di riferimento anche per una grande campionessa come Elisabetta. "Ora vivo e gioco a Firenze ma torno a casa appena posso per stare con famiglia e nipotini. I miei genitori sono i miei più grandi tifosi, vengono a vedermi spesso. Mi hanno sostenuto e incoraggiato in ogni decisione. Per intraprendere questa carriera sono andata via di casa a 18 anni. All'inizio è stata dura, un salto nel buio, lontano da affetti e amici. Ora ci ho fatto l'abitudine. Mi sono rimasti gli amici veri e un carattere un po' più estroverso e spavaldo. Il calcio mi ha aiutato a superare la mia timidezza".


Da ragazzina timida, cresciuta con l'esempio di Giulia Perelli -altra big del calcio in rosa- a golden girl -pallone d'oro italiano nel 2012- e colonna portante della nazionale italiana. "Vestire la maglia azzurra dà sempre grandi brividi, una sensazione particolare. In dodici anni di azzurro, il rammarico è quello di non aver partecipato ai Mondiali, mentre gli Europei ho avuto la fortuna di giocarli più volte". E parlando di Europei, quello del 2009 è iniziato proprio con una tripletta targata Tona nelle qualificazioni contro l'Ungheria. Elisabetta è un difensore col vizietto del gol. Quelli segnati in serie A sono 51.

Festa con le ex compagne dopo lo scudetto vinto in Sardegna

Per ora. Nella Fiorentina, dove è arrivata all'inizio di questa stagione, si trova bene e le restano tanti progetti e qualche sogno nel cassetto. "Dopo 12 anni in una squadra, pensavo che avrei fatto più fatica ad inserirmi. Invece a Firenze sono arrivata con la voglia giusta e sono stata accolta molto bene. In campionato abbiamo fatto bene e possiamo fare ancora meglio. Allenare? Qualche anno fa avrei detto di no. Crescendo ho cambiato idea e tra qualche giorno inizio il corso allenatori. Ma almeno per un paio di anni non se ne parla: voglio giocare ancora...".
Laura Vergani
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