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Scritto Mercoledì 10 febbraio 2016 alle 22:33

Dolzago: imputazione coatta per il sindaco e la sua lista, per la presunta diffamazione a Panzeri

Il sindaco Paolo Lanfranchi
Il sostituto procuratore Silvia Zannini aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma il giudice per le indagini preliminari Paolo Salvatore ha deciso stamani di procedere con l'imputazione coatta nei confronti del sindaco Paolo Lanfranchi e di tutti i componenti della lista ''Impegno comune per Dolzago''.
Sarà dunque il processo in dibattimento - che si aprirà presumibilmente entro la fine dell'anno - a fare luce sull'eventuale responsabilità penale degli undici dolzaghesi, querelati lo scorso anno per diffamazione dal rivale politico Piergiorgio Panzeri.
La vicenda trae origine dalla campagna elettorale del 2014, quando il candidato sindaco Lanfranchi e il resto della sua squadra, avrebbero distribuito casa per casa un volantino ritenuto da Panzeri - già primo cittadino dolzaghese - lesivo della propria immagine rispetto all'operato amministrativo svolto alla guida del paese, dal 2004 al 2009. In particolare lo scritto avrebbe mosso critiche circa un presunto rimborso spese percepito dall'ex primo cittadino e alcune realizzazioni edilizie che, a detta degli autori del volantino, sarebbero avvenute durante il suo mandato alla guida del comune dolzaghese.
Inoltre, essendo stato distribuito nella serata del 23 maggio, a poche ore quindi dalla chiamata alle urne, per Panzeri sarebbe
Piergiorgio Panzeri
 stato impossibile replicare alle affermazioni, venendo dunque a mancare il necessario contraddittorio.
Le indagini erano state svolte dalla Digos di Lecco, che a seguito della denuncia presentata da Panzeri, aveva acquisito tutta la documentazione necessaria presso gli uffici del comune di Dolzago, raccogliendo altresì diverse testimonianze.
Stamani in tribunale a Lecco si sono presentate le parti: da un lato il querelante, attuale capogruppo di minoranza, assistito dall'avvocato Marcello Lorusso del foro di Milano. Dall'altra alcuni dei dieci indagati- tra i quali il sindaco Paolo Lanfranchi e l'assessore Dario Monti - difesi dai legali Giuseppe Chiarella, Stefano Pelizzari e Giuseppe Visconti.
Alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Zannini, si è opposta la difesa di Panzeri, con il giudice Paolo Salvatore che ha stabilito di procedere con l'imputazione coatta di tutti e undici gli appartenenti alla lista, ritenendo presumibilmente che dalle indagini siano emersi elementi tali da sostenere il rinvio a giudizio.
Ora la ''palla'' passa di nuovo al pubblico ministero cui spetterà il compito di predisporre un capo d'accusa prima di giungere all'apertura del processo.
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G.C.
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