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Scritto Mercoledì 17 febbraio 2016 alle 08:48

30 anni fa/2: due banditi armati rapinano la BPL di Casatenovo. A Monticello preoccupa la collina, a Besana ''vertice'' sul treno

La collina di Monticello nel febbraio 1986 continua a preoccupare e l'amministrazione del sindaco Vittorio Cazzaniga è costretta a prolungare la chiusura della biblioteca in via precauzionale. Uno stato d'allarme che persiste, a seguito della crepa notata a inizio febbraio lungo una delle pareti interne della ''Limonera''. In paese è atteso per un sopralluogo, un ingegnere della Provincia di Como, per verificare lo stato dell'immobile, adagiato proprio sulla collina che si affaccia sul centro paese. L'ipotesi è che alla base di quella fenditura possa esserci un fenomeno di assestamento del terreno circostante l'edificio. Ma l'attenzione è massima, perchè qualche anno prima una vicenda analoga aveva interessato l'oratorio, anch'esso posto in cima alla collina, da cui precedentemente si era staccata una frana.
Intanto a Missaglia, l'amministrazione comunale progetta l'ampliamento del cimitero del capoluogo, per una spesa pari a 180milioni di lire. I posti sono infatti in esaurimento e la struttura necessita di centocinquanta nuovi loculi e quarantaquattro ossari per soddisfare le richieste della popolazione.

La collina di Monticello, con l'edificio della biblioteca a sinistra e accanto la chiesa

A Barzanò invece, il sindaco Giuseppe Aldeghi è alle prese con la nuova viabilità. L'obiettivo è quello di risolvere alcuni nodi critici: le strade del centro paese sono piuttosto strette e le lamentele non mancano. Tra i detrattori dell'amministrazione, i cittadini di San Feriolo, a seguito della decisione - presa qualche anno prima - di rendere a senso unico il tratto di Via Garibaldi compreso tra Via Manara e Via dei Mille, nei pressi del Longoni Sport. Un provvedimento ritenuto necessario dalle autorità comunali, ma che ha di fatto staccato il centro dalla frazione. Per il sindaco Aldeghi però, la priorità è la zona della chiesa, a causa della strettoia all'altezza dell'ex mulino, l'oratorio femminile. L'intenzione dunque, è quella di abbattere parte del muro di contenimento dell'edificio. Altro punto sul quale si vuole mettere mano è quello di Via Papa Giovanni XXIII, nei pressi del cimitero, con l'allargamento della strada all'altezza di una curva ritenuta pericolosa. ''Fiore all'occhiello'' è invece la Piazza Mercato, recentemente ultimata e considerata il ''salotto buono'' del paese.

Via Garibaldi e una veduta aerea della Piazza Mercato, a Barzanò

Ma la cronaca nera si arricchisce di un nuovo spiacevole episodio. Il 10 febbraio a Casatenovo viene infatti rapinata la Banca Popolare di Lecco (oggi Deutsche Bank) da due malviventi che, attraverso un'inferriata larga circa trenta centimetri, riescono ad introdursi durante la notte nella filiale, eludendo i sistemi di allarme, per poi fuggire nelle ore successive con un bottino pari a 50milioni di vecchie lire. Uno dopo l'altro i dipendenti della filiale - pronti a iniziare la giornata lavorativa - vengono ''accolti'' dai due criminali che, armati di mitra, si fanno consegnare il cospicuo incasso per poi dileguarsi a bordo di un'auto. Subito sul posto si portano i carabinieri della stazione di Missaglia, coadiuvati dalle pattuglie dei colleghi di Merate e Cremella, per dare avvio alle indagini.
Ed è ancora Casatenovo a rendersi scenario di un nuovo fatto di cronaca. A Galgiana un pensionato residente, stanco dei continui furti subiti, decide di fare da ''guardia'' alla propria abitazione. E così riesce a fermare due zingarelle che stanno tentando di introfularsi nella sua casa di Via San Biagio, allertando i vigili del paese che le identificano, riaccompagnandole poi al campo nomadi di provenienza.
Negli stessi giorni un giovane casatese di soli 16 anni si allontana invece da casa, esasperato dall'impossibilità di trovare un'occupazione. I genitori, disperati, lanciano un appello nella speranza di poterlo riabbracciare.

Il ministro Signorile e il ''besanino''

A Besana infine, viene indetta un'assemblea per discutere il futuro della linea ferroviaria Monza-Molteno-Oggiono, ritenuta un ''ramo secco', oltre che troppo costosa. L'amministrazione comunale invita il ministro dei trasporti Claudio Signorile e i rappresentanti di Regione e Provincia. Intanto l'ipotesi di chiusura della tratta fa scattare la protesta di alcuni pendolari, che costituiscono un comitato per scongiurare questa possibilità.


2/continua

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G.C.
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