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Scritto Sabato 27 febbraio 2016 alle 17:40

Acqua: qualche breve riflessione sulle tante cose poco spiegate ai cittadini

Nonostante la scarsa  simpatia se non avversione dei cittadini all'affidamento ventennale  dell'acqua a Lario Reti Holding  SpA la privatizzazione è avvenuta  dal  1 gennaio 2016. Tutto come previsto  secondo impegni con gli "investitori" ? Scelta  avventuroso per le conseguenze negative future(tariffe) e per l'iter utilizzato, poca chiarezza e troppo incertezze sul destino dell'acqua lecchese,  portata a termine in contrasto con la trasparenza e con la limpidezza delle nostre acque e della nostra Costituzione. Adesso tocca ancora ai cittadini e a chi si è opposto al mercato dell'acqua, smaltire con una sbornia di bellezza  democratica al degrado morale di considerare l' "acqua = merce", oltre alla brutta interpretazione della democrazia , e il dolore sul futuro dei nostri portafogli per la scelta fatta. E' vero che molte volte ci abituiamo a tutto questo ,tanto siamo inermi alle decisioni che passano sopra alle nostre teste tanto ci addolorano, e a cui siamo molte volte abituati per le scelte "politiche", spesso determinate da finalità di fare profitti senza rischi  a beneficio di catene societarie private dove il pubblico consegna in mano alle Multinazionali le decisioni chiave. Le osservazione della comunità lecchese alle autorità volte ad essere esigenti nella trasparenza societaria  ha lo scopo di  contrastare chi considera che conta niente il voto popolare,se ci sono di mezzo gli affari. La società civile combatte per la regolarità democratica, per non farsi  destabilizzare dagli interessi economici fortissimi e da la misura dell'impegno a mantenere il controllo  sugli avvenimenti anche se sono stati scavalcati, da chi se ne è fregato altamente del suo referendum del 2011. Non è una cosa da lasciar correre,bisogna essere determinati a reclamare il Referendum,non ci si può permettere che una vera riforma richiesta dal buon senso popolare gli sia esclusa perché il mondo degli affari non lo permette. Certo alcune volte subentra lo scoramento di chi lotta contro i mulini a vento. Ma bisogna andare avanti.   Bene,  con questa scelta ci danno il benvenuto nel mondo degli accordi trans provinciale se non forse trans nazionali.  La nostra acqua non merita una simile minaccia e pericolosità dalle ramificazioni societarie. A chi non ha condiviso la scelta privatizzatrice, e sono la maggioranza dei cittadini, diversi Comuni, il comitato, molti  amministratori, non giunge neanche l' eco di chiarimenti e spiegazioni da parte di chi l'ha guidata; l'ATO in primo luogo. Qual'erano queste rassicurazioni alla popolazione del territorio, obbligatorie se diciamo di essere democratici; essenzialmente di tre  tipi : il perché di una scelta contraria al senso del Referendum, rassicurazioni sulla trasparenza sugli atti intercorsi fra autorità perché se non si conosce il carteggio non si può far nessun  controllo democratico di regolarità; le proiezioni future delle tariffe con il nuovo scenario e non ultimo il fatto che l'acqua è in gestione ad  una SpA. Vediamo questi aspetti.

1)      Il referendum tradito e aggirato nel suo significato . 

Di solito in democrazia i cittadini nominano delle persone che li rappresentano, ma questo non significa che questi possono alienare i propri diritti. Il diritto all'acqua è sancito dall'ONU. Diciamo che la democrazia non può essere totalmente confusa col  sistema rappresentativo. E' una distinzione importante, perché alcune volte i nostri rappresentanti possono fare degli "errori"di valutazioni,magari privilegiano interessi privati e non collettivi. In sostanza i cittadini nominano  qualcuno di propria fiducia "i rappresentanti"  più capaci e bravi di loro stessi a interpretare l'interesse generale e la volontà di loro stessi. Se poi nella realtà non fosse così i cittadini devono chiedere subito le dimissioni ai loro eletti. Col referendum si da la possibilità ai cittadini di abrogare una legge ritenuta errata ai propri interessi, i cosi detti  " errori".Una volta abrogata i cittadini concorrono alla formazione della legge dando indicazione per quella nuova e si fanno parte attiva nel suggerire applicazioni locali del risultato referendario. Su questi "errori" la nostra Costituzione permette i Referendum abrogativi e questo concorso diretto dei cittadini a formare poi la nuova legge nel senso Referendario da il senso della effettiva democrazia. L'intervento dei cittadini sull'acqua è stato un caso di scuola democratica,ma tutto l'iter non si è concluso con il senso della volontà popolare,si può parlare a questo punto di vulnus della democrazia.

2)      Trasparenza degli atti

E' sicuro che con la trasparenza sugli atti alcune sorprese sarebbero evitate. Si migliora la comunicazione con i cittadini,essi sono consapevoli delle scelte per il loro interesse, così che alle prossime elezioni possono scegliere i più capaci. Con la trasparenza si riesce a capire eventuali operazioni più o meno rischiose per l'interesse pubblico e si evitano "incomprensioni" col sistema politico per scelte oscure o tossiche dal punto di vista tariffarie. Quindi trasparenza come obbligo comportamentale per non scoprire poi in futuro che operazione un po' "coperte" sono lucrosi solo per i privati e deficitarie per i cittadini.

3)      Gestione acqua in SpA

Dobbiamo essere consapevoli che Lario reti holding SpA è una forma di privatizzazione e in quanto tale non è orientata verso fini sociali del servizio idrico. Sta emergendo chiaro l'apertura, attraverso le modifiche statutarie ai capitali privati. Non bisogna dimenticare che  il referendum è stato vinto intendendo l'acqua come bene comune, e il dato politico che ne è uscito è che il servizio deve essere fornito direttamente dagli enti pubblici senza ricorrere ad affidamenti. Invece sta prendendo sempre più piede il concetto di "valore" dell'acqua, economico secondo le logiche degli "investitori". Per loro ora è basso e si presta a forti aumenti. Alleata sarà la retorica sulla  carenza della risorsa idrica, argomenti  che potrebbero essere usati per territori dove non c è nessuna carenza d'acqua.

4)      Sull'acqua è necessario un cambio di rotta, la politica è in crisi e la Costituzione è la soluzione.

Se fossimo riusciti ad attuare la nostra carta Costituzionale sicuramente la crisi di fiducia, sociale, ed economica attuale non si sarebbe concretizzata. Basterebbe applicare il concetto che la Repubblica è fondata sul lavoro e non sulla rendita. Consegnare l'acqua ai privati non è farli vivere di rendita sicura ? Anche la precisazione " la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali" conduce sicuramente alla gestione pubblica dell'acqua. Quante volte concetti simili sona stati ripetuti nella campagna referendaria contro l'applicazione delle ferree leggi della concorrenza, (sono solo stabilite dall'uomo) mortificano diritti costituzionalmente garantiti. E il diritto all'acqua e ad un servizio universale è un modo per non recare danno alla sicurezza e alla dignità umana. Senza acqua si muore. Bisognerà lavorare molto perché il vento cambi direzione.
Riccardo Appiani
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